La stolta arroganza del potere - l'insostenibile potere dell'arroganza

Aperto da fish_mark, 31 Ott 2012, 14:48

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L'ammazzacaffè
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"La stolta arroganza del potere - l'insostenibile potere dell'arroganza"



Sul sito Financial Fair Play – ripreso dal sito web Tifoso bilanciato - Ed Thompson ha provato a fare una analisi comparata mettendo in relazione i criteri utilizzati dalla Serie A italiana e quelli della Premier league, perprovare a capire che cosa accadrebbe:
•   se la Premier League adottasse il criterio di ripartizione italiano
•   se la Serie A adottasse il criterio di ripartizione inglese

Ricordiamo, gli attuali criteri

La Serie A prevede che il valore netto dei diritti (le REN) vengano divisi fra le squadre secondo i criterio:
•   40% in parti uguali;
•   30% sulla base del bacino d'utenza (25% sulla base dei sostenitori e 5% sulla base della popolazione residente nel Comune in cui gioca la squadra);
•   30% sulla base dei risultati ottenuti dalla squadra (5% sulla base dei risultati della stagione, 15% sulla base dei risultati del quinquennio precedente, 10% sulla base dei risultati storici dal 1946/47).

La Premier League, invece, distingue fra i ricavi nazionali e quelli esteri, e provvede a dividerli in maniera diversa:
             La quota nazionale (il 61% del totale) è divisa come segue:
•   il 50% in parti uguali;
•   il 25% a seconda del numero di volte che un Club viene trasmesso live;
•   il 25% a seconda della classifica dell'anno.
             La quota estera (il 39% del totale) è ripartita in parti uguali.
Il risultato è che la quota complessiva di diritti che vengono attribuiti in maniera uguale ad ogni squadra della Premier League è complessivamente pari al 70% del totale.
La preponderanza del criterio "solidale" in Premier League è apprezzabile immediatamente da questa tabella di confronto:





Nonostante il piatto italiano sia inferiore del 22% rispetto alle entrate TV della Premier League, la Juventus riceve 27,4 milioni di Euro in più del Manchester City. AC Milan ha ricevuto 12,5 milioni di Euro in più dei club di Manchester. I club posizionati fra la 3a e la 6a posizione ricevono circa la stessa per le due leghe. La vera disparità è nelle squadre  dal 7 ° posto in giù: il Wolves riceve il doppio dei ricavi  TV rispetto alla più bassa in Italia e la metà delle italiane riceve circa 21,1 milioni di Euro a stagione in meno delle loro controparti inglesi.
Effettivamente, mentre la differenza fra il Manchester City ed il Wolves è di 1,5 volte, in Italia la Juventus ottiene 4,2 volte il fatturato del Pescara.
Il sistema italiano applicato alla Premier League




Cinque delle prime sei squadre avrebbe guadagnato in modo significativo con il sistema italiano. L'unica eccezione è il Manchester City che probabilmente ha la più bassa base nazionale di supporter rispetto agli altri top team. Arsenal e Man Utd potrebbero ottenere il massimo dell'incremento grazie alla loro grande base di supporter su base nazionale. L'Arsenal hao anche il vantaggio di venire da una grande città ed hanno risultati storici molto buoni.
All'altro estermo, ad eccezione dell'Aston Villa, tutti i club sotto l'ottava posizione riceverebbero di meno con il modello italiano. l'Aston Villa guadagnerebbe grazie al  punteggio molto nel criterio dei  Supporter, alla provenienza da una grande città e un buon punteggio derivante dai risultati del dopoguerra. I grandi perdenti sarebbero lo Swansea – con una riduzione di quasi 26 milioni di Euro – e finirebbero per essere la squadra meno premiata, nonostante la loro buona posizione in campionato della scorsa stagione.


Il sistema inglese applicato alla Serie A
Si parte dal monte ricavi (le REN) suddiviso fra quota nazionale ed internazionale: la prima pesa per 834 milioni di Euro, la seconda per 116 milioni di Euro.
La quota nazionale viene quindi suddivisa come abbiamo precedentemente descritto: il 50% in parti uguali, il 25% sulla base delle presenze TV ed il 25% sulla base della classifica dell'anno precedente. Nel nostro caso, poiché l'utilizzo del criterio dei passaggi televisivi live non è applicabile all'Italia (tutte le partite sono in diretta) si è ipotizzata una media ponderata fra una ripartizione in parti uguali (5%) e quella derivante dal numero di supporter.




Il riequilibrio dei ricavi fra le squadre sarebbe importante. Se, attualmente, la Juventus percepisce una quantità di denaro pari a 4,2 volte quelle del Pescara, questo rapporto scenderebbe fino al 1,9.



Interessante notare soprattutto la tabella qui di sotto, dove si riportano le differenze in termini di ricavi dall'applicazione dei due differenti criteri. Importante riduzione delle strisciante, ma fa piacere sapere che i nostri cuginetti incasserebbero una decina di milioni in meno, anche il Napoli avrebbe di che lamentarsi, mentre per noi ci sarebbe un discreto vantaggio di 3 milioni di euro.



Guardiamo agli altri 3 principali campionati europei dove, a parte La Liga spagnola (che ha un sistema di ripartizione ancora meno equo di quello della Serie A), sia la Bundesliga tedesca che la Ligue 1 francese hanno un sistema di ripartizione che tende a prevedere una quota rilevante dei diritti distribuiti in parti uguali e la differenza essenzialmente dipendente dai risultati sportivi più recenti.
Due le obiezioni di fondo delle grandi squadre :
•   i diritti televisivi provengono dall'audience che le pay tv contano di raggiungere con la trasmissione degli eventi, quindi è corretto che le squadre che hanno un seguito maggiore vengano premiate in maniera più che proporzionale alle altre;
•   una contrazione dei ricavi da diritti televisivi porterebbe una diminuzione di competitività delle squadre italiane in Europa, minori ricavi UEFA ed un conseguente progressivo impoverimento del campionato di Serie A.
Sul primo punto si potrebbe, provocatoriamente, obiettare che anche se si facesse un campionato a 5/6 squadre l'interesse scemerebbe e che, quindi, l'effetto di contrazione dei ricavi si avrebbe lo stesso; ma, probabilmente, il prodotto "grande squadra" sarebbe comunque venduto.
La realtà dei fatti è che questa grossa differenza impone, di fatto, uno status quo al campionato di Serie A, con la sostanziale impossibilità da parte di una squadra "media" di vedere premiato un risultato annuale significativo e di trarre risorse economiche per proseguire un cammino di progressiva crescita.
Sul secondo punto, invece, il ragionamento è molto più debole. Intanto perché, proprio come nel caso della Premier League, le nostre squadre top stanno già incassando molto di più delle loro rivali europee. Eppure, i risultati in campo UEFA non sono così gratificanti.
Secondariamente perché le altre nazioni stanno progressivamente migliorando il proprio coefficiente UEFA (sia nazionale, sia delle singole squadre) probabilmente perché anche le medie, quando si trovano a partecipare ad una competizione europea, sono sufficientemente dotate di risorse economiche per assicurare la costruzione di una rosa dignitosa. Le squadre italiane, invece, spesso e volentieri falliscono miseramente. E questo provoca un danno a tutto il sistema e previene da ulteriori ricavi (ricchi!) disponibili per chi partecipa alle competizioni UEFA, in particolare alla Champion's League.

CONCLUSIONE dell'articolista Ed Thompson:
In Italia, il premio per il raggiungimento di una posizione di alta classifica è solo il 5% del budget totale, per cui sarebbe necessario un proprietario con disponibilità economiche importanti per finanziare un club di medie o piccole dimensioni nell'attesa di raccogliere la ricompensa finanziaria per il successo del proprio club. In Italia i premi non sono così istantanei, con pagamenti in corso sulla base di elementi che richiedono molto tempo per cambiare (ad esempio i 'sostenitori' nazionali, i risultati dei 5 anni e le posizioni dal dopoguerra). Tuttavia, in Premier League un club viene premiato quasi istantaneamente attraverso le regole del "Merit payment" e del "Facility Fee".
È interessante notare che l'equità della distribuzione delle risorse TV rende in realtà la Premier League  molto più attraente per un potenziale proprietario. Se avessimo una distribuzione meno egualitaria dei fondi TV, probabilmente avremmo avuto meno ricchi investitori che scelgono di investire il loro denaro in club come il Fulham, QPR, Stoke e Bolton.
Visto che anche in Italia, spesso, invochiamo il ricco mecenate proveniente dall'Oriente (che sia Russia, Medio Oriente o Cina), siamo sicuri che gli effetti di breve e medio periodo (quelli di lungo li stiamo già sperimentando ...) non siano opposti a ciò che si riteneva di voler raggiungere?
Oppure, ed è uno scenario altrettanto plausibile, non vi è una vera visione strategica di insieme (inteso come "sistema calcio") ma una difesa da parte del più forte di uno status quo. Che per ora lo protegge. Ma che potrebbe anche danneggiarlo in futuro.
La versione originale dell'articolo è su www.financialfairplay.co.uk
Grazie al sito web tifoso bilanciato.




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Si ma dacce quele du' settimanelle che ce vojono pe' leggelo.

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Citazione di: Tarallo il 31 Ott 2012, 15:23
Si ma dacce quele du' settimanelle che ce vojono pe' leggelo.

e ma dai! C'ho messo pure le figure!!! :D

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così a occhio direi che in Terra d'Albione sono più democratici di noi e che se in Italia ci fossero quei criteri lo sceicco di vicmo diventerebbe quasi una realtà.


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Citazione di: robylele il 31 Ott 2012, 15:30
così a occhio direi che in Terra d'Albione sono più democratici di noi e che se in Italia ci fossero quei criteri lo sceicco di vicmo diventerebbe quasi una realtà.

Hai visto che quando ti applichi sei bravo?!?
D'altronde io sceicco perché mi devo vendere non la moglie ma l'harem (in questo caso) per comprarmi la Lazio e arrivare al massimo secondo? Ma chi me lo fa fare! Ma mi vado a comprare il Bolton!

robylele

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Citazione di: fish_mark il 31 Ott 2012, 15:33
Hai visto che quando ti applichi sei bravo?!?
D'altronde io sceicco perché mi devo vendere non la moglie ma l'harem (in questo caso) per comprarmi la Lazio e arrivare al massimo secondo? Ma chi me lo fa fare! Ma mi vado a comprare il Bolton!

a meno che non sono uno sceicco che tifa Lazio dalla metà degli anni '70!   :)


Aquila Romana

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In un paese lobbistico mafioso come il nostro la ripartizione non poteva essere differente.

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ma se si arbitrano impuniti da soli immagino la volontà di essere equi.......... ci vorrebbe uno sciopero serio ad oltranza, io mi rivedo le differite nel frattempo

fish_mark

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Citazione di: robylele il 31 Ott 2012, 15:36
a meno che non sono uno sceicco che tifa Lazio dalla metà degli anni '70!   :)

Si, ma anche lì chi te lo fa fare?
ma percHé gli sceicchi affollano il campionato inglese e non anche quello spagnolo?
Insomma, partendo dal presupposto che IO VOGLIO VINCERE LO SCUDETTO, perché ho la sensazione che in termini di competitività la squadra potrebbe farcela, mi rendo conto che in queste circostanze non è possibile arrivare a comeptere per questo altissimo traguardo.
In questo il nostro presidente non ha tutti i torti quando gioca sul tavolo con il freno tirato. Le sue disponibilità sono comunque di molto limitate (non è né un petroliere, né un ricco ereditiere, né ha un gruppo industriale di livello almeno medio) e quindi gestisce la Lazio con le "sue gambe", coerente in pratica con l'indirizzo dato da Cragnotti all'epoca dell'ingresso in borsa.

Questo però produce una situazione nel quale noi, nei due scorsi campionati, arriviamo al giro di boa nelle primissime posizioni, in teoria e sul piano della matematica in corsa per lo scudetto, e la società non ha praticamente operato sul mercato per sue motivazioni indiscutibili, anche se non del tutto convincenti.
Intanto il Milan un paio di anni fa andava su Cassano, Van Bommel ed Emanuelson (spendendo peraltro una decina di milioni di euro, mica uno sproposito), mentre noi rimediavamo uno Sculli al mercatino di Porta Portese, e l'anno seguente la Juventus raccattava gli ultimi scampoli con Borriello e Toni, mentre noi eravamo fermi, liquidando in fretta e furia la sola Cissè (e sorvoliamo sull'affaire Honda).

Dunque con qualche milione in meno per le grandi e qualcuno in più per noi e le medie (si noti il rapporto tra l'ultima della Premier che incassa 49 mln di euro e l'ultima della serie A, il Pescara, che raccoglie soltanto 29 milioni di euro) si avrebbe un campionato molto più competitivo, molto più giusto, dove aumenterebbero le nostre chances, anche per i traguardi più impensabili.

Caro Presidente, pensaci.

Tarallo

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Citazione di: branco_azul il 31 Ott 2012, 15:42
In un paese lobbistico mafioso come il nostro la ripartizione non poteva essere differente.

E poi mi devo sorbire la lezione sul calcio moderno da uno dei massimi dirigenti della Juventus?
Ma dico! :D

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Citazione di: fish_mark il 31 Ott 2012, 15:44
Dunque con qualche milione in meno per le grandi e qualcuno in più per noi e le medie (si noti il rapporto tra l'ultima della Premier che incassa 49 mln di euro e l'ultima della serie A, il Pescara, che raccoglie soltanto 29 milioni di euro) si avrebbe un campionato molto più competitivo, molto più giusto, dove aumenterebbero le nostre chances, anche per i traguardi più impensabili.

Caro Presidente, pensaci.

quale Presidente?   :o


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Fish, va aggiornata la percentuale lotitiana negli incontri con le strisciate.
Con la recente vittoria col Milan dovremmo essere schizzati a un 5% di vittorie. Pieno.  :p
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bombo

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Il sistema italiano è stato creato e portato avanti per far vincere sempre le solite tre, quello inglese risulta essere più equo.
In Italia, ai presidenti, non interessa la qualità del "prodotto" calcio, interessa vincere, altrimenti ci sarebbe una distribuzione equa fra tutte le squadre senza distinzioni di sorta.

Pergianluca

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Citazione di: robylele il 31 Ott 2012, 15:30
così a occhio direi che in Terra d'Albione sono più democratici di noi e che se in Italia ci fossero quei criteri lo sceicco di vicmo diventerebbe quasi una realtà.
Bah, secondo me non è questione di democrazia, ma di convenienza.
Hanno scelto le condizioni che - assicurando trasparenza, equilibrio, competitività, incertezza sull'esito ultimo, ecc.  - garantiscono la miglior vendibilità del prodotto (così come da decenni fanno negli States).
Qui, in realtà, il calcio continua a contare più che per il fatturato e gli utili che garantisce, per il potere, di vario genere, che conferisce.

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Citazione di: robylele il 31 Ott 2012, 15:54
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Fish, va aggiornata la percentuale lotitiana negli incontri con le strisciate.
Con la recente vittoria col Milan dovremmo essere schizzati a un 5% di vittorie. Pieno.  :p
eot

Stai buono. Proprio ora mi ha telefonato Mannheimer per comunicarmi la seguente tabella aggiornata.
Nel Lotitozoico (2004-12) su 46 incontri di campionato giocati con le strisciate si sono registrati i seguenti scores:

Inte: 2 vittorie, 4 pareggi e 10 sconfitte;
Mila: 2 vittorie, 7 pareggi e 8 sconfitte;
Iuve: 0 vittorie, 4 pareggi e 9 sconfitte

Pertanto, si rilevano le seguenti proiezioni:
percentuale di vittorie  8.70 %% (prec. 4,65 %),
percentuale di pareggi 32.61 %% (prec. 34,88 %)
percentuale di sconfitte 58.70 %% (prec. 60,47 %)
   8,70%      58,70%

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