La trappola dell'impotenza, i fantasmi e la Lazio

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Offline FatDanny

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19456
La trappola dell'impotenza, i fantasmi e la Lazio
« il: 02 Feb 2016, 12:20 »
Il problema principale oggi del laziale è la percezione di impotenza.
Vorrebbe fare un salto di qualità, ma non può, perché toccherebbe cambiare strategia societaria.
Allora vorrebbe cambiare strategia societaria e non può, perché la decide il Presidente.
Beh, ma allora cambiamo Presidente, dice, peccato che questa semplificazione per cui i Presidenti cambiano per volere dei tifosi è parecchio distante dalla realtà. Tanto distante da essere più un fantasma che una possibilità concreta.
Un fantasma non solo per la sua improbabilità, ma anche perché l'alternativa a Lotito oggi non è un qualcosa che ha contorni concreti. Non c'è il bujaccaro alle porte. L'alternativa a Lotito oggi è quindi un astratto Non-Lotito. Ossia una semplice idea che rappresenta tutto quel che Lotito non è.
Un po' poco per costruirci sopra un'alternativa al presente...

I tifosi possono fare pressione, ma se la cessione non è già nei piani della proprietà pensare di arrivarci con contestazioni o boicottaggi porta solo alla frustrazione dell'impotenza. Ti rendi conto che non je la fai e rosichi. Rosichi a morte.
E a questo punto oggi è il Laziale.
Incazzato, deluso, frustrato semplicemente per il fatto che sa di non poter realizzare quel che vorrebbe da diversi anni.
Ma forse a questo punto potrebbe chiedersi se ha senso continuare ad inseguire un fantasma.
Soprattutto perché tolta l'impotenza e tolti i fantasmi, la Lazio resta lì. Continua a giocare, continua a vincere o perdere, in teoria continua a essere il teorico oggetto del nostro amore, che sia ai limiti della Serie C o sulle vette d'Europa.

Presidenti mediocri ne esistono a palate e questo non è certo il primo che la Lazio ha avuto.
Non può essere quindi la mediocrità di un Presidente, o il fantasma di un'alternativa che non c'è, a condizionare integralmente il nostro amore oggi.
Questo significa rassegnarsi alla mediocrità?

No, significa fare i conti con il fatto che la mediocrità economico-sportiva non la decidiamo noi e che probabilmente abbiamo modo di influenzarla solo marginalmente, vista che riguarda anche i limiti strutturali della Presidenza in questione.
E che non vale la pena inseguire un fantasma privo di contorni reali se questo ci fa perdere di vista l'unica cosa reale e concreta che resta: la Lazio.

La soluzione quindi è coprire lo stomaco col pelo di cui il nostro passato ci ha ben fornito e rivolgerci unicamente alla Lazio. Ignoriamolo, ve prego.
Nessuno ama la mediocrità, nemmeno io. Ma anche la mediocrità può essere amata se veste i colori del cielo.
Se non avessi creduto questo, avrei tifato chi poteva garantirmi sempre e comunque un'eccelsa performatività.

Ma a me non interessava quella, a me interessavano i colori del cielo.
E quelli mi interessano ancora oggi.


Offline tommasino

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11229
Re:La trappola dell'impotenza, i fantasmi e la Lazio
« Risposta #1 il: 02 Feb 2016, 12:23 »
Il problema principale oggi del laziale è la percezione di impotenza.
Vorrebbe fare un salto di qualità, ma non può, perché toccherebbe cambiare strategia societaria.
Allora vorrebbe cambiare strategia societaria e non può, perché la decide il Presidente.
Beh, ma allora cambiamo Presidente, dice, peccato che questa semplificazione per cui i Presidenti cambiano per volere dei tifosi è parecchio distante dalla realtà. Tanto distante da essere più un fantasma che una possibilità concreta.
Un fantasma non solo per la sua improbabilità, ma anche perché l'alternativa a Lotito oggi non è un qualcosa che ha contorni concreti. Non c'è il bujaccaro alle porte. L'alternativa a Lotito oggi è quindi un astratto Non-Lotito. Ossia una semplice idea che rappresenta tutto quel che Lotito non è.
Un po' poco per costruirci sopra un'alternativa al presente...

I tifosi possono fare pressione, ma se la cessione non è già nei piani della proprietà pensare di arrivarci con contestazioni o boicottaggi porta solo alla frustrazione dell'impotenza. Ti rendi conto che non je la fai e rosichi. Rosichi a morte.
E a questo punto oggi è il Laziale.
Incazzato, deluso, frustrato semplicemente per il fatto che sa di non poter realizzare quel che vorrebbe da diversi anni.
Ma forse a questo punto potrebbe chiedersi se ha senso continuare ad inseguire un fantasma.
Soprattutto perché tolta l'impotenza e tolti i fantasmi, la Lazio resta lì. Continua a giocare, continua a vincere o perdere, in teoria continua a essere il teorico oggetto del nostro amore, che sia ai limiti della Serie C o sulle vette d'Europa.

Presidenti mediocri ne esistono a palate e questo non è certo il primo che la Lazio ha avuto.
Non può essere quindi la mediocrità di un Presidente, o il fantasma di un'alternativa che non c'è, a condizionare integralmente il nostro amore oggi.
Questo significa rassegnarsi alla mediocrità?

No, significa fare i conti con il fatto che la mediocrità economico-sportiva non la decidiamo noi e che probabilmente abbiamo modo di influenzarla solo marginalmente, vista che riguarda anche i limiti strutturali della Presidenza in questione.
E che non vale la pena inseguire un fantasma privo di contorni reali se questo ci fa perdere di vista l'unica cosa reale e concreta che resta: la Lazio.

La soluzione quindi è coprire lo stomaco col pelo di cui il nostro passato ci ha ben fornito e rivolgerci unicamente alla Lazio. Ignoriamolo, ve prego.
Nessuno ama la mediocrità, nemmeno io. Ma anche la mediocrità può essere amata se veste i colori del cielo.
Se non avessi creduto questo, avrei tifato chi poteva garantirmi sempre e comunque un'eccelsa performatività.

Ma a me non interessava quella, a me interessavano i colori del cielo.
E quelli mi interessano ancora oggi.
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Offline Tarallo

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Re:La trappola dell'impotenza, i fantasmi e la Lazio
« Risposta #2 il: 02 Feb 2016, 12:24 »
La soluzione quindi è coprire lo stomaco col pelo di cui il nostro passato ci ha ben fornito e rivolgerci unicamente alla Lazio. Ignoriamolo, ve prego.
Nessuno ama la mediocrità, nemmeno io. Ma anche la mediocrità può essere amata se veste i colori del cielo.
Se non avessi creduto questo, avrei tifato chi poteva garantirmi sempre e comunque un'eccelsa performatività.

Non ce vo' tanto, ma non ho grosse speranze per questo messaggio.
Non c'e' peggior sordo.....

Online arturo

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11021
Re:La trappola dell'impotenza, i fantasmi e la Lazio
« Risposta #3 il: 02 Feb 2016, 12:25 »
Il problema principale oggi del laziale è la percezione di impotenza.
Vorrebbe fare un salto di qualità, ma non può, perché toccherebbe cambiare strategia societaria.
Allora vorrebbe cambiare strategia societaria e non può, perché la decide il Presidente.
Beh, ma allora cambiamo Presidente, dice, peccato che questa semplificazione per cui i Presidenti cambiano per volere dei tifosi è parecchio distante dalla realtà. Tanto distante da essere più un fantasma che una possibilità concreta.
Un fantasma non solo per la sua improbabilità, ma anche perché l'alternativa a Lotito oggi non è un qualcosa che ha contorni concreti. Non c'è il bujaccaro alle porte. L'alternativa a Lotito oggi è quindi un astratto Non-Lotito. Ossia una semplice idea che rappresenta tutto quel che Lotito non è.
Un po' poco per costruirci sopra un'alternativa al presente...

I tifosi possono fare pressione, ma se la cessione non è già nei piani della proprietà pensare di arrivarci con contestazioni o boicottaggi porta solo alla frustrazione dell'impotenza. Ti rendi conto che non je la fai e rosichi. Rosichi a morte.
E a questo punto oggi è il Laziale.
Incazzato, deluso, frustrato semplicemente per il fatto che sa di non poter realizzare quel che vorrebbe da diversi anni.
Ma forse a questo punto potrebbe chiedersi se ha senso continuare ad inseguire un fantasma.
Soprattutto perché tolta l'impotenza e tolti i fantasmi, la Lazio resta lì. Continua a giocare, continua a vincere o perdere, in teoria continua a essere il teorico oggetto del nostro amore, che sia ai limiti della Serie C o sulle vette d'Europa.

Presidenti mediocri ne esistono a palate e questo non è certo il primo che la Lazio ha avuto.
Non può essere quindi la mediocrità di un Presidente, o il fantasma di un'alternativa che non c'è, a condizionare integralmente il nostro amore oggi.
Questo significa rassegnarsi alla mediocrità?

No, significa fare i conti con il fatto che la mediocrità economico-sportiva non la decidiamo noi e che probabilmente abbiamo modo di influenzarla solo marginalmente, vista che riguarda anche i limiti strutturali della Presidenza in questione.
E che non vale la pena inseguire un fantasma privo di contorni reali se questo ci fa perdere di vista l'unica cosa reale e concreta che resta: la Lazio.

La soluzione quindi è coprire lo stomaco col pelo di cui il nostro passato ci ha ben fornito e rivolgerci unicamente alla Lazio. Ignoriamolo, ve prego.
Nessuno ama la mediocrità, nemmeno io. Ma anche la mediocrità può essere amata se veste i colori del cielo.
Se non avessi creduto questo, avrei tifato chi poteva garantirmi sempre e comunque un'eccelsa performatività.

Ma a me non interessava quella, a me interessavano i colori del cielo.
E quelli mi interessano ancora oggi.

 :clap:

Offline pentiux

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Re:La trappola dell'impotenza, i fantasmi e la Lazio
« Risposta #4 il: 02 Feb 2016, 12:26 »
Aria fresca.
Ma quando dicevo di ignorarlo, quando chiedevo la moratoria già da due anni, mi dicevano che volevo censurare le libbertà.

I colori del cielo. La Lazio, e nient'altro.
Ne il suo Presidente, ne i suoi tifosi.
Re:La trappola dell'impotenza, i fantasmi e la Lazio
« Risposta #5 il: 02 Feb 2016, 12:33 »
Io sono anche abbastanza d'accordo con tutto, ma c'e' un aspetto della situazione che non viene preso in considerazione.
In questa citta' non si puo' essere di una squadra senza rapportarsi in qualche modo con quello che fa la squadra rivale.
Se va sempre che loro finiscono un pochino avanti a noi per me è ok il discorso di FD, ma se i rapporti di forza cominciano a cambiare sensibilmente, ergo essi vincono qualcosa, allora le cose cambiano.
La Lazio non puo' diventare piu' subalterna di cosi' rispetto a quelle merde.
Gia' cosi' siamo al limite sopportabile.
Quindi speriamo se non altro che l'andazzo continui  in maniera innocua.

Offline Sonni Boi

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14816
Re:La trappola dell'impotenza, i fantasmi e la Lazio
« Risposta #6 il: 02 Feb 2016, 12:33 »
Totalmente d'accordo con te, più o meno è quello che ho provato ad esprimere ieri in altro topic, ovviamente con una forma molto più scadente  :=))

Non se ne esce Vaz, la Lazio questa è e ce la dobbiamo fare andar bene.

A me di fare continuamente piagnistei e urlare Lotito vattene ho zero voglia, dato che: a) non serve a niente; b) l'atmosfera già è quella che è, e incupirsi ancor di più serve solo a peggiorare le cose.
Possiamo solo tifare Lazio, abituarci alla gestione Lotito e godere di quelle saltuarie soddisfazioni che possiamo permetterci di toglierci.

Online syrinx

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13393
Re:La trappola dell'impotenza, i fantasmi e la Lazio
« Risposta #7 il: 02 Feb 2016, 12:40 »
Eccellente FD. Purtroppo sono parole al vento.
Re:La trappola dell'impotenza, i fantasmi e la Lazio
« Risposta #8 il: 02 Feb 2016, 12:42 »
Lucido come sempre .

Mi sovviene una domanda: ma dove e quando i tifosi hanno spinto una società a vendere? Perché questo manco un fantasma può essere. . .


La Lazio resta. Questo conta.

Online cippolo

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2228
Re:La trappola dell'impotenza, i fantasmi e la Lazio
« Risposta #9 il: 02 Feb 2016, 12:46 »
 :clap: :clap:

Cialtron_Heston

Cialtron_Heston

Re:La trappola dell'impotenza, i fantasmi e la Lazio
« Risposta #10 il: 02 Feb 2016, 12:46 »
Non so se siano parole al vento, è stato ignorato, poi sembrava avesse capito, ci siamo di nuovo riavvicinati ed è andata come sappiamo.
L'unica salvezza è ignorarlo senza nessuna prova d'appello, ormai anche l'ultimo dei romantici lo ha capito.
Come viene viene.

Offline Thorin

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2678
Re:La trappola dell'impotenza, i fantasmi e la Lazio
« Risposta #11 il: 02 Feb 2016, 12:49 »
Mah, le ho provate tutte, mi mancano solo ignorarlo e darmi fuoco in piazza, a sto punto lo ignoro...

Offline Sliver

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1012
Re:La trappola dell'impotenza, i fantasmi e la Lazio
« Risposta #12 il: 02 Feb 2016, 12:51 »
Il problema principale oggi del laziale è la percezione di impotenza.
Vorrebbe fare un salto di qualità, ma non può, perché toccherebbe cambiare strategia societaria.
Allora vorrebbe cambiare strategia societaria e non può, perché la decide il Presidente.
Beh, ma allora cambiamo Presidente, dice, peccato che questa semplificazione per cui i Presidenti cambiano per volere dei tifosi è parecchio distante dalla realtà. Tanto distante da essere più un fantasma che una possibilità concreta.
Un fantasma non solo per la sua improbabilità, ma anche perché l'alternativa a Lotito oggi non è un qualcosa che ha contorni concreti. Non c'è il bujaccaro alle porte. L'alternativa a Lotito oggi è quindi un astratto Non-Lotito. Ossia una semplice idea che rappresenta tutto quel che Lotito non è.
Un po' poco per costruirci sopra un'alternativa al presente...

I tifosi possono fare pressione, ma se la cessione non è già nei piani della proprietà pensare di arrivarci con contestazioni o boicottaggi porta solo alla frustrazione dell'impotenza. Ti rendi conto che non je la fai e rosichi. Rosichi a morte.
E a questo punto oggi è il Laziale.
Incazzato, deluso, frustrato semplicemente per il fatto che sa di non poter realizzare quel che vorrebbe da diversi anni.
Ma forse a questo punto potrebbe chiedersi se ha senso continuare ad inseguire un fantasma.
Soprattutto perché tolta l'impotenza e tolti i fantasmi, la Lazio resta lì. Continua a giocare, continua a vincere o perdere, in teoria continua a essere il teorico oggetto del nostro amore, che sia ai limiti della Serie C o sulle vette d'Europa.

Presidenti mediocri ne esistono a palate e questo non è certo il primo che la Lazio ha avuto.
Non può essere quindi la mediocrità di un Presidente, o il fantasma di un'alternativa che non c'è, a condizionare integralmente il nostro amore oggi.
Questo significa rassegnarsi alla mediocrità?

No, significa fare i conti con il fatto che la mediocrità economico-sportiva non la decidiamo noi e che probabilmente abbiamo modo di influenzarla solo marginalmente, vista che riguarda anche i limiti strutturali della Presidenza in questione.
E che non vale la pena inseguire un fantasma privo di contorni reali se questo ci fa perdere di vista l'unica cosa reale e concreta che resta: la Lazio.

La soluzione quindi è coprire lo stomaco col pelo di cui il nostro passato ci ha ben fornito e rivolgerci unicamente alla Lazio. Ignoriamolo, ve prego.
Nessuno ama la mediocrità, nemmeno io. Ma anche la mediocrità può essere amata se veste i colori del cielo.
Se non avessi creduto questo, avrei tifato chi poteva garantirmi sempre e comunque un'eccelsa performatività.

Ma a me non interessava quella, a me interessavano i colori del cielo.
E quelli mi interessano ancora oggi.

Rispetto tutte le parole di questo post, le intenzioni, gli obiettivi. Ma restano due variabili sotto il cielo e le stelle: 1) Non funziona. E' impossibile slegare il nostro amore da ciò che concretamente influenza l'oggetto della nostra passione. La gestione della società tra maggio 2015 e gennaio 2016, sospesa tra insipienza e dolo, ci costringe a capire cosa è il bene comune per la Lazio.
2) "Bene della Lazio", per me, oggi, significa sostenere al massimo la squadra e allo stesso tempo chiedersi come si organizza una "resistenza" intelligente a questa continua frustrazione di ogni spiraglio di miglioramento tecnico e agonistico (ed economico, se si guardasse con l'occhio lungo dell'investitore sano e non del fico secco per le nozze).

Continuo a non credere a questa polarizzazione sterile, che si autoassolve in continuazione: una contestazione ideologica e cannibale, da una parte; l'accettazione di un ruolo del tifoso che si ferma alla soglia della porta di chi gestisce male le potenzialità di una squadra (e di una città). Questo specchio della rassegnazione è la trappola in cui siamo caduti.

Se non tifiamo abbandoniamo la squadra al suo destino e contribuiamo alle difficoltà.
Se non ci attrezziamo come "massa di opinione", a giugno vedremo la replica di gennaio e di agosto

(L'ultimo capitolo è il paradigma della "provocazione": sei mesi per sostituire il nostro giovane e fortissimo centrale difensivo con un discreto difensore di 32 anni, 33 ad agosto, reduce da un grave infortunio, che esordisce il 20 gennaio, gioca tre partite consecutive, forzando per generosità, ovviamente si fa male, ne salta altre tre. Tutto prevedibile, tutto scontato per chi segue il calcio da qualche tempo. Tutto accettabile in casa Lazio)
Re:La trappola dell'impotenza, i fantasmi e la Lazio
« Risposta #13 il: 02 Feb 2016, 12:57 »
Ovviamente FD ha ragione da vendere.

L'appello è sottoscrivibile in tutto e per tutto.

In fondo, giudicando il più asetticamente possibile  l'azione societaria di Lotito nel merito, i risultati non giustificherebbero una situazione così conflittuale.

Eppure credo che sia forte in molti di noi, la sensazione che quest'uomo così distante dalle nostre sensibilità e dall'idea astratta che un pò tutti abbiamo della lazialità, utilizzi l'oggetto del nostro amore per sue mere aspirazioni personali, che incidentalmente spesso coincidono con gli interessi generali della Lazio e dei suoi tifosi( quelli disinteressati, ovviamente) ma ogni tanto no.

Possiamo e dobbiamo ignorarlo, certo. Ma in fondo in fondo, nel nostro cuore, pur riconoscendogli il giusto ruolo nella storia della Lazio, non riusciremo mai ad amarlo o a considerarlo uno di noi.

Offline FatDanny

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19456
Re:La trappola dell'impotenza, i fantasmi e la Lazio
« Risposta #14 il: 02 Feb 2016, 12:58 »
E' vero quanto dice KS, non è irrilevante cosa accade sull'altra sponda del Tevere.
ma su questo mi viene da dire che in passato siamo stati molto, ma mooooolto peggio di così.
E se tenevamo botta meglio forse vuol dire che siamo peggiorati noi più che la Lazio (che invece è notevolmente migliorata).


Rispetto ai due appunti di Sliver:
1) Non funziona se leghi il tuo amore ad aspettative fantasmatiche. Ossia se le tue aspettative non attengono alla realtà, ma al fantasma di cui parlo in apertura topic.
Oggi serve amore al limite dello spassionato.
Dico al limite perché "spassionato" per me equivale a tifare Lazio in B mentre le merde lottano per lo scudo.
Quello è davvero spassionato, una roba di cui i laziali sono stati capaci e non so dire se lo siano più.
Anzi, lo so: non ne siamo più capaci, mi pare chiaro.

2) "Bene per la Lazio" è fare tutto quel che aiuta la Lazio.
Quindi senza dubbio tifare, tifare finché ne abbiamo in corpo e non condizionare questa cosa ai risultati economico-sportivi.
Se oggi è impossibile o molto difficile (e lo è, indubbiamente) è perché evidentemente abbiamo assimilato integralmente i dettami ultraperformativi del calcio business. E che questa cosa coinvolga anche i gruppi ultras (non quelli laziali, ma il 99% dei gruppi ultras che mi sembrano assolutamente attanagliati da questa logica) è uno dei motivi per cui il tifo organizzato fa da anni corto circuito.
E, bada bene, questo non vuol dire non contestare quando è necessario.
Come ci ricordiamo sempre tutti i presidenti della Lazio (e non solo della Lazio) sono stati contestati.
Ma una cosa è la contestazione per aggiustare il tiro, un'altra è quella per forzare un cambio di mano.
La prima è fisiologica, la seconda mi sembra velleitaria e dannosa.
E purtroppo da ste parti ho visto ben poco la prima e in modo martellante (quanto inutile) la seconda.

Online Zoppo

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17145
Re:La trappola dell'impotenza, i fantasmi e la Lazio
« Risposta #15 il: 02 Feb 2016, 12:59 »


(L'ultimo capitolo è il paradigma della "provocazione": sei mesi per sostituire il nostro giovane e fortissimo centrale difensivo con un discreto difensore di 32 anni, 33 ad agosto, reduce da un grave infortunio, che esordisce il 20 gennaio, gioca tre partite consecutive, forzando per generosità, ovviamente si fa male, ne salta altre tre. Tutto prevedibile, tutto scontato per chi segue il calcio da qualche tempo. Tutto accettabile in casa Lazio)


Esatto. Difficile ignorare.
Io ci provo, sopratutto nei 90 minuti, ma negli altri minuti della settimana non gliela faccio.

Quando ieri dopo tutto quello che hanno detto prima e poi dopo a Roma, nelle ultime ore di calciomercato, ti arriva un portiere 28enne carneade che assomiglia a balivox...insomma i nervi te saltano di brutto.

E altro che la rosicata da impotenza...
Ti senti proprio preso per il culo...

Online vaz

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43436
Re:La trappola dell'impotenza, i fantasmi e la Lazio
« Risposta #16 il: 02 Feb 2016, 13:02 »
Apprezzo il topic, ma non sono d'accordo.

facciamo resistenza per tutto (su argomenti più importanti, lo esplico per non essere frainteso), facciamo pure resistenza a quello che ha preso "la cosa più importante tra le meno importanti" come il suo parco giochi personale, fregandosene dei tifosi (quelli veri, non gli scarcelli le radio ecc.)

Intifada biancoceleste.

perché a TUTTI interessano i colori del cielo.

un abbraccio.

Re:La trappola dell'impotenza, i fantasmi e la Lazio
« Risposta #17 il: 02 Feb 2016, 13:03 »
Il problema principale oggi del laziale è la percezione di impotenza.
Vorrebbe fare un salto di qualità, ma non può, perché toccherebbe cambiare strategia societaria.
Allora vorrebbe cambiare strategia societaria e non può, perché la decide il Presidente.
Beh, ma allora cambiamo Presidente, dice, peccato che questa semplificazione per cui i Presidenti cambiano per volere dei tifosi è parecchio distante dalla realtà. Tanto distante da essere più un fantasma che una possibilità concreta.
Un fantasma non solo per la sua improbabilità, ma anche perché l'alternativa a Lotito oggi non è un qualcosa che ha contorni concreti. Non c'è il bujaccaro alle porte. L'alternativa a Lotito oggi è quindi un astratto Non-Lotito. Ossia una semplice idea che rappresenta tutto quel che Lotito non è.
Un po' poco per costruirci sopra un'alternativa al presente...

I tifosi possono fare pressione, ma se la cessione non è già nei piani della proprietà pensare di arrivarci con contestazioni o boicottaggi porta solo alla frustrazione dell'impotenza. Ti rendi conto che non je la fai e rosichi. Rosichi a morte.
E a questo punto oggi è il Laziale.
Incazzato, deluso, frustrato semplicemente per il fatto che sa di non poter realizzare quel che vorrebbe da diversi anni.
Ma forse a questo punto potrebbe chiedersi se ha senso continuare ad inseguire un fantasma.
Soprattutto perché tolta l'impotenza e tolti i fantasmi, la Lazio resta lì. Continua a giocare, continua a vincere o perdere, in teoria continua a essere il teorico oggetto del nostro amore, che sia ai limiti della Serie C o sulle vette d'Europa.

Presidenti mediocri ne esistono a palate e questo non è certo il primo che la Lazio ha avuto.
Non può essere quindi la mediocrità di un Presidente, o il fantasma di un'alternativa che non c'è, a condizionare integralmente il nostro amore oggi.
Questo significa rassegnarsi alla mediocrità?

No, significa fare i conti con il fatto che la mediocrità economico-sportiva non la decidiamo noi e che probabilmente abbiamo modo di influenzarla solo marginalmente, vista che riguarda anche i limiti strutturali della Presidenza in questione.
E che non vale la pena inseguire un fantasma privo di contorni reali se questo ci fa perdere di vista l'unica cosa reale e concreta che resta: la Lazio.

La soluzione quindi è coprire lo stomaco col pelo di cui il nostro passato ci ha ben fornito e rivolgerci unicamente alla Lazio. Ignoriamolo, ve prego.
Nessuno ama la mediocrità, nemmeno io. Ma anche la mediocrità può essere amata se veste i colori del cielo.
Se non avessi creduto questo, avrei tifato chi poteva garantirmi sempre e comunque un'eccelsa performatività.

Ma a me non interessava quella, a me interessavano i colori del cielo.
E quelli mi interessano ancora oggi.


FatDanny  :hail: :hail: :hail: :hail:


Apprezzo il topic, ma non sono d'accordo.

facciamo resistenza per tutto (su argomenti più importanti, lo esplico per non essere frainteso), facciamo pure resistenza a quello che ha preso "la cosa più importante tra le meno importanti" come il suo parco giochi personale, fregandosene dei tifosi (quelli veri, non gli scarcelli le radio ecc.)

Intifada biancoceleste.

perché a TUTTI interessano i colori del cielo.

un abbraccio.



EDIT

FALLA FINITA E RISPETTA LE OPINIONI DI TUTTI. GRAZIE.

Lazio.net Staff

Offline Sliver

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1012
Re:La trappola dell'impotenza, i fantasmi e la Lazio
« Risposta #18 il: 02 Feb 2016, 13:05 »
E' vero quanto dice KS, non è irrilevante cosa accade sull'altra sponda del Tevere.
ma su questo mi viene da dire che in passato siamo stati molto, ma mooooolto peggio di così.
E se tenevamo botta meglio forse vuol dire che siamo peggiorati noi più che la Lazio (che invece è notevolmente migliorata).


Rispetto ai due appunti di Sliver:
1) Non funziona se leghi il tuo amore alle aspettative. Oggi serve amore al limite dello spassionato.
Dico al limite perché "spassionato" per me equivale a tifare Lazio in B mentre le merde lottano per lo scudo.
Quello è davvero spassionato, una roba di cui i laziali sono stati capaci e non so dire se lo siano più.
Anzi, lo so: non ne siamo più capaci.

2) "Bene per la Lazio" è fare tutto quel che aiuta la Lazio.
Quindi senza dubbio tifare, tifare finché ne abbiamo in corpo e non condizionare questa cosa ai risultati economico-sportivo.
Se oggi è impossibile o molto difficile è perché evidentemente abbiamo assimilato integralmente i dettami ultraperformativi del calcio business.
E, bada bene, questo non vuol dire non contestare quando è necessario.
Come ci ricordiamo sempre tutti i presidenti della Lazio (e non solo della Lazio) sono stati contestati.
Ma una cosa è la contestazione per aggiustare il tiro, un'altra è quella per forzare un cambio di mano.
La prima è fisiologica, la seconda mi sembra velleitaria e dannosa.
E purtroppo da ste parti ho visto ben poco la prima e in modo martellante (quanto inutile) la seconda.

abbiamo sempre tifato in B o sull'orlo della C, con passione sconosciuta ai più. Ma allo stesso tempo avevamo il veleno per cambiare le condizioni che ci portavano in B o sull'orlo della C. A partire dai primi attori, i presidenti. Sono dinamiche coincidenti per un tifoso che non è uno spettatore passivo.
Il problema, dopo 11 anni, è constatare - opinione personale - che non si tratta di recuperare dal coma (primi anni) o di scommesse sbagliate, ma di incapacità/insipienza/reiterazione di errori. Di scelte lucide. Questo è l'elemento determinante che rende ormai Lotito delegittimato a tanti (tantissimi).
Come la mossa delle 22.40 di ieri sera. Agli occhi del tifoso comune significa provocare.

Offline tommasino

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11229
Re:La trappola dell'impotenza, i fantasmi e la Lazio
« Risposta #19 il: 02 Feb 2016, 13:05 »



Quando ieri dopo tutto quello che hanno detto prima e poi dopo a Roma, nelle ultime ore di calciomercato, ti arriva un portiere 28enne carneade che assomiglia a balivox...insomma i nervi te saltano di brutto.


Fra le tre quella più irritante è che sia un portiere, che sia un carneade, o che assomigli a balivox? :D
 

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