Citazione di: FatDanny il 03 Feb 2016, 10:47
Motivo per cui liberalalazio è evaporata raggiungendo l'unico obiettivo plausibile (migliorare lo status quo, non rovesciarlo).
Ti sembra poco, migliorare lo status quo? Potrebbe essere la risposta migliore a chi utilizza la dittatura del pragmatismo per poi non fare niente (lo ripeto per l'ennesima volta: "Oltre a tifare, che è la mission di ogni blablabla.."); o meglio, scindere il disagio/disaffezione/veleno, che riemerge periodicamente, dalla concreta gestione della società. Un tifoso, se tifoso, sostiene la squadra anche se finisce in serie Z. Ma questo punto di partenza non può diventare l'alibi per chi dovrebbe fare di tutto per migliorare una squadra e, soprattutto, migliorare il rapporto sentimentale con i propri tifosi.
Questo galleggiamento forzato, queste mezze paroline che ascoltiamo da maggio ad oggi, questi fichi sempre secchi possono risultare ininfluenti allo zoccolo duro (che non è concetto eterno fissato nelle tavole di Mosè Laziale, ma si trasforma con la realtà che muta), ma influenzano il grosso dei tifosi. Questo significa riprendere la campagna "Lotito muori"? No, certo. Ma sto malessere deve trovare una forma di espressione.. il vuoto non esiste. Senza qualche "sfogo" o proposta di azione, un immaginario che rifomenti la gente, una prospettiva. Con questa inerzia, restiamo tutti spettatori della depressione e del livore reciproco.
"Prospettiva" non significa essere schiavi delle vecchie sirene cragnottiane, vecchi viziati cresciuti troppo bene rispetto a una storia (obbligatoria?) di sofferenza. Prospettiva è concetto relativo al contesto storico, alle possibilità e alle ristrettezze specifiche che vive il tifoso. Infatti, lo stadio Olimpico si è riempito e svuotato indipendentemente da un criterio assoluto scolpito nel marmo.
Nei fatidici '80 prospettiva era salvarsi dalla B e tenere testa in città alla Roma, nei primi '90 era riprendersi l'Europa, nei 2000 competere per tutto, nel post disastro Cragnotti ritrovare l'orgoglio con la banda Mancini e poi non cadere nel baratro del fallimento, e così via. Il problema di oggi è la consapevolezza diffusa di sentirsi tenuti "alla catena", quando tutte le condizioni - economiche, tecniche, gestionali, di partecipazione - vengono "tradite" con scelte a dir poco allucinanti. Se a tutto questo aggiungiamo il modo in cui il tifoso/cittadino/cliente è trattato nel belpaese, e la frittata è fatta.
Al derby eravamo quattro gatti, in trincea (davvero) contro tutto e tutti. Sono stato si orgoglioso di riconoscermi in una certa generazione, in un certo modo di stare al mondo, ma la cosa non mi ha consolato affatto. Tutto questo scenario, senza un sussulto di intelligenza, ci porta dritto dritto alla riserva indiana della nostra anima. Pochi, livorosi, divisi.