un anno fa mi scrive la mia ex. con quella gentilezza equilibrata, ossequiosa mai fuori luogo, mai scomposta.
mi scrive "carina, appassionata quella cosa che hai pubblicato, avevi proprio ragione sulla Lazio".
carina, appassionata: ma che è la storia dell'ascoli?
No cara mia, avevi torto.
me ne frego della tua gentilezza. siamo più grandi di qualsiasi casa con le cose a posto efficienti funzionali come le volevi te.
questa cosa chiamata Lazio è più grossa, scappa da tutte le parti, non è una cosa messa a posto la Lazio, non sta ferma un attimo, ma ce la meritiamo tutta.
fatichiamo sempre il doppio rispetto agli altri, stiamo sempre a dover imparare dalle sconfitte.
questa stagione faticosissima è nata da lontano, con la morte di chinaglia che mi vedevi piangere e non capivi. E che vuoi capire te che mai manco uno strappo.
Ho pazientato questa stagione, me la sono fatta tutta, con le cicatrici dell'anno scorso. Tanta Lazio ma anche tanta solitudine, quanto siamo soli noi laziali. Mio padre che non la riesce più a vedere è un rigore sbagliato che tu non puoi capire, andare a formello alle 3 di notte mentre chi ti ha fatto diventare laziale sta dentro una stanza asettica, immeritata. Ci vuole tanto pelo sullo stomaco, la voglia di vivere, di non ammainare la bandiera.
per questo volevo vincere il derby. volevo farla grossa, passare avanti, volevo non aver bisogno di tante cose che mancano ora nella mia vita, volevo solo essere la Lazio che passa avanti.
quest'anno è passato un treno, l'abbiamo preso per fortuna, ogni tanto abbiamo dovuto cambiare posto e impareremo anche questo. ma a me queste sensazioni non me le dà nessuno solo la Lazio.
Te che hai solo passioni controllate e piccole. Te che da lontano mi guardi come fossi un boscimano che parla agli alberi, mi guarid come tanti perchè ho una passione a buffo, non gioco per la Lazio, non lavoro per la Lazio, faccio il tifoso. Però vedi ci sono delle volte in cui ci puoi credere, anche in una squadra di calcio. bastava poco sai, e saremmo scomparsi dentro un delirio, niente più ansie nè problemi.
In questa nostra città si fa una maledetta fatica per fare qualcosa, ma alla lunga mettere la firma su quel qualcosa è solo un modo per andare via, per scomparire. si danno indicazioni ai turisti pur di non andare con loro ma continuare per la propria strada. e io volevo vincere per questo per far saltare Roma.
Per me la Lazio è la cavalcata di Rocchi nel derby di Floccari, lui solo contro tutta la Roma. Puoi essere razionale equilibrato moderato gentile, ma in quell'azione c'è una voglia diversa.
non c'è risultato, non c'è coppa, non c'è statistica che contenga la Lazio, che possa farti capire che cosa significa per me stare dentro questa cosa chiamata Lazio, e come me un sacco di persone. Ciaone alle tue misure preventive, alle tue cornicette, al tuo ottismismo sfrenato, le tovagliette, tutta questa straficazione ordinatina, perfettina. Volevo mettere i piedi a tavola, non ci siamo riusciti e a me brucia ancora. volevo innalzarmi al di sopra di questa città [...] e cattiva, diventare piccolo, anonimo, solo la Lazio.
ma che ne voi sapè.
Forza Lazio