Alla fine quando si parla di sicurezza la questione gira attorno al solito ragionamento: se non hai nulla da nascondere, non hai di che preoccuparti.
Vale per lo stadio, come per internet, come per tutte le altre libertà personali.
Secondo questa logica un domani potremmo anche avere perquisizioni a casa senza mandato. Se non hai nulla da nascondere, non hai di che preoccuparti.
Ma il controllo informatico massivo non funziona con il criminale informatico, che si dota degli strumenti tecnici per prevenire il controllo, funziona su di te utente medio senza conoscenze adeguate, che gli consegni ogni giorno praticamente ogni info che ti riguarda (movimenti, relazioni, consuetudini, affetti), cosí come avere l'elenco delle letture bibliotecarie dei cittadini non smaschera terroristi islamici, ma informa il governo dei tuoi interessi laddove la pericolosità sociale di un interesse è un criterio tutt'altro che stabile.
Cosi come mettendo barriere allo stadio non elimini la violenza perché questa semplicemente si sposta fuori (dove è morto Ciro Esposito?), mentre rendi i comportamenti sempre più normati, ovunque.
Su internet, allo stadio, a scuola.
Mi direte, che male c'è ad avere norme di comportamento sempre più definite?
Peccato che tra potere costituito e individuo c'è un livello intermedio ormai tanto rarefatto da essere scarsamente considerato. La società. L' essere umano inteso come gruppo.
Più il potere costituito norma la società, più ne ha il controllo, più determina l'individuo stesso. Come è e soprattutto come sarà.
Non mi faccio abbindolare dalla retorica sui "VIOLENTI". Gli organi di sicurezza li conoscono uno per uno, li chiamano per nome. A Roma come a Livorno.
Vogliono intervenire? Ne siete cosi sicuri?
O vogliono usare l'ultras, come il terrorista o il black bloc per togliere libertà agli altri?
La protesta della Nord è ahimè sacrosanta. Peccato ne rimetta la Lazio, sarebbe da dirigersi verso il centro di Roma piuttosto...
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