credo che non ci sia ancora la necessaria consapevolezza dell'importanza della partita di domenica: se la Lazio dovesse farcela a vincere (sgrat), niente in questo campionato, per noi, sarà più come prima
l'umiltà, prima la salvezza, voliamo bassi, non siamo competitivi, eccetera eccetera, tutti questi ritornelli diventeranno, di colpo, ferri vecchi inutilizzabili
in caso di tre punti, indipendentemente dai risultati di domenica e lunedì sera, saremo in mare aperto, senza appigli, o si nuota o si affoga
reja nella intervista bella e interessante rilasciata a vincenzo cerracchio e apparsa oggi sul messaggero, dice che "ai sogni bisogna crederci. Se hai paura di non farcela, non si avverano". ecco, al di la dei problemi tecnico-tattici che porrà il superamento della barriera difensiva del cagliari (specialista in 0 a 0), la lazio dovrà combattere contro questa paura del sogno, contro la paura di compiere il passo - apparentemente del tutto alla sua portata, non si deve andare a vincere a san siro - che ti porta la dove l'acqua impone di saper di nuotare
non sarà una domenica come le altre. speriamo bene e forza Lazio