Citazione di: aquilante il 20 Giu 2012, 00:51
cosmo, un nome non ce l'ho, ma una strategia da proporre forse si
affidare la comunicazione della Lazio al responsabile (al teorico) della comunicazione del movimento cinque stelle
ossia
nessun intervento a sky nei pre e nei post partita
lo stesso per rai e per mediaset
notizie solo attraverso comunicati ufficiali
un giocatore (uno solo) a settimana in conferenza stampa
conferenza stampa dell'allenatore solo nei post partita
via, ostentatamente via, da tutti i salotti calciotelevisivi
eccetera eccetera
ps. non sono un simpatizzante del movimento cinque stelle ma debbo riconoscere che sulla comunicazione sono geniali
Credo che in politica funzioni diversamente e questa essenzialità del movimento cinque stelle cavalchi l'onda del post-berlusconismo (quasi post...); ho l'impressione che le persone (leggi gli spettatori) siano saturi di risse verbali, siparietti finti e sparate all'americana: in questo momento, in politica, meno si parla meglio è. Un messaggio stringato che consenta a chi ascolta di sviluppare un intimo senso di appartenenza e crei il miraggio di uscire dalla crisi.
Nel calcio no. Il calcio è baraonda, è il rovescio della medaglia di quanto succede in politica essendo diventato, oggi più che mai, valvola di sfogo.
Il lettore, lo spettatore etc è molto più portato ad essere dubbioso e circospetto quando legge un titolo sull'economia e il welfare, perché "i politici sono tutti magnoni", mentre è rilassante sedersi al bar e - se non sei della Lazio - leggere a nove colonne che Mauri è al gabbio e la Lazio sarà penalizzata.
Più che in politica, nel calcio (ancora in pieno berlusconismo, biscardismo e caressismo) chi mena per primo mena due volte e chi strilla di più forgia l'opinione pubblica che sicuramente è troppo pigra per approfondire, anche perché non è certo di tasse che si parla.
Ne sia d'esempio l'atteggiamento dei tifosi in questo periodo per i quali Mauri è colpevole e sicuramente avrà fatto qualcosa altrimenti i giornali non l'avrebbero scritto.
Nel calcio vale ancora la regola dei nostri nonni: se lo ha detto la televisione, allora è vero.
In politica l'atteggiamento è diverso, si parte dal presupposto che ciò che si legge è una fregatura e poi si va a cercare col lanternino il fondo di verità.
Un responsabile della comunicazione della Lazio deve stare sul pezzo continuamente, intervenire alle radio con centellinata dedizione, telefonare alle redazioni dei giornali, controbattere con ironia alle offese serie e con serietà alle offese ironiche. E' un altro lavoro.