Cari razzisti, avete perso a tavolinodi Sabika Shah Povia su
Yalla ItaliaVi avevo detto che vi avrei aggiornati Lunedì. Beh? Avevo mentito.
Non mi va di scrivere. Non prendetela come una questione personale, è che proprio non gliela faccio. Lascerò che siano le immagini a parlare per me.
Per quelli che erano preparati, il campeggio dei Mondiali Antirazzisti era un posto ideale, ma per chi come me ha dovuto arrangiarsi, diciamo che non era il massimo. (Note to self: ricordare di portare SEMPRE con sè un sacco a pelo. Non un sacco lenzuolo. Un sacco a pelo. Non lenzuolo. A pelo. Ok.)
I ragazzi dell'associazione "Sopra i Ponti"... gente più che preparata:

Oltre ad avere una tenda degna di Ghedaffi, senza offesa per nessuno, avevano anche organizzato un piccolo fornello dove la notte facevano delle grigliate pazzesche e di mattina offrivano un dolcissimo thè alla menta a tutti i passanti.
Questi ragazzi si sono beccati il soprannome di "finti palestinesi" perché sopra al loro enorme tendone vegliava una bandiera Palestinese. Parlano arabo, hanno la bandiera, sono ospitali = sono palestinesi. Ci siamo cascati in tanti. Nonostante sulle loro magliette ci fosse la scritta "Morocco"...
Ma allora perché la bandiera?
Il simpatico Presidente dell'associazione Mohamed Rafia aveva un look da vero professionista in campo.

look sportivo
Ma chissà di quale professione...
Altri look interessanti...
http://www.yallaitalia.it/wp-content/uploads/2013/07/freaks-270x205.jpg Oltre a questi personaggi, c'erano anche delle persone più sobrie, ma quanto ci annoiano le persone sobrie?
Una special guest appearance l'ha fatta anche la neo-ministra dell'integrazione Cécile Kyenge (che si pronuncia, ora è ufficiale, "Kienghe") durante un dibattito sullo ius soli e la cittadinanza sportiva.
Che c'è un'altra Italia si capiva anche solo guardando le squadre. La mia squadra ad esempio, UNRWA Italia, era composta da un mix di persone. Varie nazionalità, persone molto pazze, altre pazze il giusto... Ecco gli highlights di una delle loro partite in cui uno dei "molto pazzi", il mitico Koffi dell'Associazione [...], ha deciso di giocare senza scarpini..
O forse non l'aveva proprio deciso.
Oltre al calcio, c'erano partite di pallavolo, basket, cricket, tchoukball (che ancora non ho capito cos'è) e anche giochi da tavola tradizionali da in giro per il mondo. Il torneo di calcio però era il più organizzato e seguito.
La grande finale si è svolta sabato sera. Non so perché, ma la finale era una sfida a rigori. Giusto per assicurarci che non vincesse il più forte ma quello più fortunato, per ribadire che si era lì per giocare e divertirsi, non per vincere.
Ma nonostante i numerosi tentativi di favorire una sfida al paro e nascondere quanto cavolo fossero forti i [...], sono riusciti comunque a vincere il torneo (grazie a Mamadou che ha parato precisamente tre rigori, "Proprio come Buffon contro l'Uruguai nell'ultima partita," ha detto compiaciuto).
Ed eccoli allegri e festeggianti.
I cori erano un po' la colonna sonora di tutto l'evento anche grazie alla presenza di molti gruppi Ultras.
E mentre gli ultras davano il benvenuto all'alba con cori e fuochi, c'era chi si scatenava sotto il grande tendone circense, ribattezzato "arena concerti", dove a volte giuro che pareva di stare in una specie di rave degno dei migliori festival di musica elettronica dell'europa dell'est. Perché l'antirazzismo è anche musica a palla.
C'era chi poi riusciva a tornare beato nella sua tenda, chi trovava spazio in quella di qualcun altro, chi invece si accontentava del pratone.
E l'ultimo giorno, tutti a (cercare di) smontare queste enormi tende...
A volte però, mi è sembrato che i partecipanti si fossero dimenticati del vero scopo di questi mondiali, che servono a divertirsi, certo, ma anche ad educare.
Infatti oltre alle feste e lo sport, erano in programma anche molti dibattiti su temi attuali come il femminicidio, l'omofobia, diritti e cittadinanza. Purtroppo però, erano sempre in quattro gatti a questi eventi. Sarà che gli orari delle partite coincidevano spesso con gli orari dei dibattiti, o sarà che alla fine la gente non era lì per il motivo giusto? Io me lo sono chiesta.
Come mi sono chiesta perché ad un evento del genere, l'organizzazione non è riuscita a coinvolgere, per esempio, dei "razzisti" usando lo sport come esca.
Se le persone presenti sono già antirazziste e "tolleranti" (so che molti di voi odiano questo termine ma non me ne viene un altro), è inutile attaccargli un mostro sull'uguaglianza e i diritti per tutti.
Tanto lo sanno già.
È come predicare ai convertiti.[/i]