Lazio Primavera 2021/22

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14873
Re:Lazio Primavera 2021/22
« Risposta #760 il: 12 Mag 2022, 12:03 »
Per me aiuterebbe tanto anche con la nazionale

Offline tommasino

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15013
Re:Lazio Primavera 2021/22
« Risposta #761 il: 12 Mag 2022, 12:12 »
E' tanto che lo penso: il problema della mancata crescita dei nostri giovani è che non vanno all'estero.
In serie A vengono presi tanti stranieri semisconosciuti perche costano poco? Bene, io giovane, invece di andare in C1 od a fare la spola fra tribuna e panchina in serie A, vado all'esterno. In germania, in belgio, in olanda, in francia; disputo una ventina di partite a stagione e se sono buono vedrete che di me si accorgeranno le squadre italiane e magari anche la nazionale.
Re:Lazio Primavera 2021/22
« Risposta #762 il: 12 Mag 2022, 13:05 »
E' tanto che lo penso: il problema della mancata crescita dei nostri giovani è che non vanno all'estero.
In serie A vengono presi tanti stranieri semisconosciuti perche costano poco? Bene, io giovane, invece di andare in C1 od a fare la spola fra tribuna e panchina in serie A, vado all'esterno. In germania, in belgio, in olanda, in francia; disputo una ventina di partite a stagione e se sono buono vedrete che di me si accorgeranno le squadre italiane e magari anche la nazionale.

Occiroocciro, mi hai mandato in confusione  ;)

Se costo troppo in Italia, costerò troppo anche nei Paesi da cui vengono presi per l'Italia giocatori al posto mio perché io costo troppo  :s

Non converrebbe intanto costare meno?

Offline tommasino

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15013
Re:Lazio Primavera 2021/22
« Risposta #763 il: 12 Mag 2022, 14:06 »
Occiroocciro, mi hai mandato in confusione  ;)

Se costo troppo in Italia, costerò troppo anche nei Paesi da cui vengono presi per l'Italia giocatori al posto mio perché io costo troppo  :s

Non converrebbe intanto costare meno?
Non è il punto del mio discorso, quello del costo. E che spesso si legge che le varie squadre vanno su un giovane romeno perché costa meno di un italiano.
A quel punto, qualunque sia la ragione, un giovane nostrano non dovrebbe avere dubbi fra andare all’estero e vivacchiare in Italia. Invece vedo che s se quasi sempre la scelta è di vivacchiare in italia
Re:Lazio Primavera 2021/22
« Risposta #764 il: 12 Mag 2022, 14:07 »
Occiroocciro, mi hai mandato in confusione  ;)

Se costo troppo in Italia, costerò troppo anche nei Paesi da cui vengono presi per l'Italia giocatori al posto mio perché io costo troppo  :s

Non converrebbe intanto costare meno?

Ma qui apriamo un parapiglia!  :=))

Perchè - a cascata - dovrebbe costare tutto di meno, in Italia: lo stipendio degli addetti ai lavori, i costi per mantenere le infrastrutture, le intermediazioni degli agenti, etc, etc, etc, etc, etc sino al costo della vita!
Rispetto magari al Ghana, alla Serbia oppure all'Argentina, da dove infatti si pesca volentieri, a prezzi contenuti se non stracciati ...
(questo è l'Imperialismo a forma di Pallone: a meno di non voler credere che le responsabilità delle disuguaglianze siano dovute solamente alla corruzione, al post-comunismo, alla mancata frequentazione di Harvard e Berkley, etc etc etc).

Il punto infatti sono i Costi Complessivi di Formazione - o se vogliamo i prezzi di produzione, per produrre merci a prezzo di merci (semicit): quello che costa e si investe, dunque, per tirare fuori un (Palombi), un (Cataldi) oppure un (Bastoni), in attesa dello sperabile profitto (realizzato o goduto).

Altra cosa, invece, è il prezzo di vendita del giovane sul mercato: che può essere influenzato da tanti fattori (potere del marchio del venditore, situazione della domanda/offerta, prestigio del compratore etc, etc) e non solo chiaramente dal "valore assoluto" in sè del giocatore.

In termini strettamente economici, la regola del gioco è: acquistare dove la Formazione costa meno, per rivendere sul Mercato dove si può spuntare il prezzo migliore possibile.

Insomma.
È il Capitalismo Mondializzato nel Pallone (definito eufemisticamente e pudicamente "mercato", pittoresco come quello dell'ortolano!), ladies and gentlemen.

L'inesorabile legge della competizione, che incentiva ad abbassare brutalmente i costi, aumentando la qualità per mezzo di innovazione-organizzazione-oligopoli-cartelli-imperialismo-frodi a fronte della insopportabile pressione di una sempre maggiore concorrenza, che alza il livello della contesa.
Tutto questo: solo per sopravvivere!
Re:Lazio Primavera 2021/22
« Risposta #765 il: 12 Mag 2022, 14:19 »
Non è il punto del mio discorso, quello del costo. E che spesso si legge che le varie squadre vanno su un giovane romeno perché costa meno di un italiano.
A quel punto, qualunque sia la ragione, un giovane nostrano non dovrebbe avere dubbi fra andare all’estero e vivacchiare in Italia. Invece vedo che s se quasi sempre la scelta è di vivacchiare in italia

Credo sia un problema sia di mancate opportunità per i ragazzi - le società (le istituzioni) tendono a prestarti soprattutto in Italia, perchè le loro "reti" qui soprattutto sono tirate, piuttosto che fuori: è una questione di giro, diciamo così - ma probabilmente pure una questione culturale: il luogo comune è trito e ritrito (per secoli tanti vivevano anche in un'Unica Casa con tutta la Grande Famiglia a zappare la terra, senza che nessuno gli dicesse: bamboccioni! fuori dalle p*lle a 18 anni come gli svedesi e gli americani!), ma per me Raiola diceva giusto nel dire che mediamente i giovani italiani preferirebbero restare nel proprio Paese, rispetto ai pari età di altri contesti (e non c'è nulla di male, in fondo: di solo successo professionale e lavoro non si vive - pure oggi).
Re:Lazio Primavera 2021/22
« Risposta #766 il: 12 Mag 2022, 17:05 »
Da un sito:
Lazio Primavera, rivoluzione in arrivo: gestione a Fabiani?
Dopo la delusione della promozione fallita in Serie A, sembra che un vento di rivoluzione stia per colpire la Lazio Primavera. Infatti, la società starebbe pensando di affidare la gestione della squadra giovanile a Bianchessi, responsabile del settore, e a Fabiani, ex ds della Salernitana. Questo, perciò, toglierebbe ad Igli Tare l’amministrazione delle giovani aquile.
Sarà vero??
 8)

Offline claudio1

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2941
Re:Lazio Primavera 2021/22
« Risposta #767 il: 12 Mag 2022, 18:16 »
Da un sito:
Lazio Primavera, rivoluzione in arrivo: gestione a Fabiani?
Dopo la delusione della promozione fallita in Serie A, sembra che un vento di rivoluzione stia per colpire la Lazio Primavera. Infatti, la società starebbe pensando di affidare la gestione della squadra giovanile a Bianchessi, responsabile del settore, e a Fabiani, ex ds della Salernitana. Questo, perciò, toglierebbe ad Igli Tare l’amministrazione delle giovani aquile.
Sarà vero??
 8)

La butto lì, ma è una mia ipotesi. Tare ha tenuto la gestione della primavera per garantire l'ingresso in squadra del figlio. Ormai Etienne è entrato, l'anno prossimo è il suo ultimo, probabilmente c'è l'accordo per tenerlo in squadra, ma ormai la gestione di Tare senior non serve più.

Offline claudio1

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2941
Re:Lazio Primavera 2021/22
« Risposta #768 il: 12 Mag 2022, 18:25 »
In mancanza di meglio (e di tempo!) ripropongo la fotografia della situazione attuale, rapportata alle nostre concorrenti, circa la diffusione dei nostri calciatori (nostri, perchè da noi formati) nelle prime divisioni a livello europeo. Il distacco con le nostre concorrenti è netto.
https://www.football-observatory.com/IMG/sites/b5wp/2021/wp353/en/

Più che altro siamo ultimi al mondo come Training Index limitato ai primi 5 campionati europei. Provare per credere. ;)
Re:Lazio Primavera 2021/22
« Risposta #769 il: 12 Mag 2022, 18:47 »
Non è il punto del mio discorso, quello del costo. E che spesso si legge che le varie squadre vanno su un giovane romeno perché costa meno di un italiano.
A quel punto, qualunque sia la ragione, un giovane nostrano non dovrebbe avere dubbi fra andare all’estero e vivacchiare in Italia. Invece vedo che s se quasi sempre la scelta è di vivacchiare in italia

Ma qui apriamo un parapiglia!  :=))

...

In termini strettamente economici, la regola del gioco è: acquistare dove la Formazione costa meno, per rivendere sul Mercato dove si può spuntare il prezzo migliore possibile.

...

Ripeto la domanda  :=)) :

Perché in Paesi dove preparare un giocatore costa meno, tanto da essere conveniente per le squadre italiane prenderli a parità di valore con giocatori italiani, le squadre dovrebbero essere interessate a prendere giocatori da Paesi dove costa di più formarli?


A me sembra un cortocircuito  ;)
Re:Lazio Primavera 2021/22
« Risposta #770 il: 13 Mag 2022, 02:29 »
Ripeto la domanda  :=)) :

Perché in Paesi dove preparare un giocatore costa meno, tanto da essere conveniente per le squadre italiane prenderli a parità di valore con giocatori italiani, le squadre dovrebbero essere interessate a prendere giocatori da Paesi dove costa di più formarli?

A me sembra un cortocircuito  ;)

Un attimo, Mister! :-)

È un bel Sudoku.
Proviamo a ragionarci su, assieme ;-)

Ovviamente, parliamo sempre di medie e tendenze generali.
Dunque, i singoli casi di trasferimenti ci interessano relativamente.
Ragioniamo inoltre per "Regioni" e "Continenti", ancor prima che per singoli Paesi di uno stesso spazio geografico, in cui le differenze sono meno marcate (es. Serbia Bulgaria con Italia; Ghana o Chile con Italia; ma non Olanda, Spagna, etc con Italia).
Parliamo di settore giovanile: dunque di ragazzi pescati all'estero, in cambio del cui trasferimento si paga un semplice premio di formazione.
Parliamo di ragazzi già in Prima Squadra, al loro primo trasferimento a titolo definitivo: dunque, il loro prezzo (relativo, a cui aggiungiamo gli oggettivi medi Costi di Formazione) e il loro valore (oggettivo) sono quelli del "prodotto" nuovo, appena o da poco uscito dalla "fabbrica" di calciatori - così semplifichiamo e non consideriamo le variazioni di valore e prezzo nel corso del tempo, vale a dire il ciclo vitale del prodotto (con gli scarpini).
Purtroppo, dobbiamo ragionare a spanne, perchè non ho dati sotto mano (magari, li cercherò, se mi capita, perchè sono molto curioso : D).

Punto zero. Lo scambio commerciale comporta dei razionali ma diseguali vantaggi comparati (altrimenti, non potrebbe avere luogo, a meno di costrizioni esterne) ma allo stesso tempo presenta delle contraddizioni irrisolte e "irrazionali", del tipo: spendo per importare legna dalla Russia, senza sfruttare con raziocinio quella ho nei miei boschi. Ma perchè? (maggiori vincoli di legge, mancati investimenti in specifiche varietà colturali, mancati investimenti nella manutenzione, etc, etc, etc).
Il primo punto - come per tutte le cose economiche: torniamo al calcio! - è la qualità del prodotto (con gli scarpini), ovvero il suo valore oggettivo, a cui il prezzo è solo in parte legato, ma non in maniera trascurabile.
Il secondo punto è la possibilità di accesso a un determinato mercato: in termini di capacità di spesa, ma non solo (collaborazioni commerciali, "network" di vario genere come le reti migratorie, appetibilità dell'area di riferimento, legami etnici e culturali tra gli addetti ai lavori, etc, etc).
Terzo punto. Prezzo di un giovane calciatore, al suo primo trasferimento = oggettivi medi Costi di Formazione+valore oggettivo calciatore+dinamiche domanda/offerta+differenziali di potere sul mercato fra acquirente e venditore, etc, etc

Una merce (con gli scarpini) prodotta in Italia può essere acquistata con convenienza in Romania infatti, perchè:
1) il valore oggettivo del ragazzo è modesto, dunque si paga un prezzo contenuto per acquistarlo; questo ancor prima dei Costi da Formazione, della dinamica domanda/offerta, delle distorsioni del (calcio)mercato, etc, etc.
2) comprando un modesto calciatore italiano già formato, risparmio sui costi da investimento della sua Formazione, perchè avvenuta altrove. Io (Romania) magari non posso permettermeli, oltre una certa soglia, per quantità e qualità.
3) i migliori giovani calciatori romeni sono stati già o saranno venduti all'estero: saranno rimpiazzati nel breve-medio periodo da calciatori di modesto valore - magari stranieri perchè come detto risparmio sulla Formazione - con relativo margine di valorizzazione futura. In attesa che in Romania nasca, qua e là solo a sprazzi, qualche altro pulcino di talento.
4) un calciatore italiano acquistato dalla (Juventus, Inter, Milan, Lazio, etc, etc) può essere a torto o ragione considerato più pregiato e degno di considerazione di uno proveniente dal Chindia Targoviste o dal Gaz Metan.
Sono disposto a pagare dunque qualcosa in più a parità di valore con un giovane romeno (prezzo: oggettivi medi Costi di Formazione+valore oggettivo+domanda/offerta+differenza di potere sul mercato fra acquirente e venditore, etc, etc). Questo tipo di acquisto - comunque a cifre contenute - può aprirmi magari prospettive di collaborazione formale o informale con un club straniero di alto livello, etc, etc

Ora.
Il caso in cui una squadra di un Continente o di una Regione meno ricchi del nostro (America Latina, Africa, Asia, Est Europa, etc, etc) acquisti da una Prima Squadra - oppure soprattutto prelevi, nel corso del processo di Formazione, dimezzandone i costi per istruirlo - un calciatore di alto livello "sfornato" da un settore giovanile europeo è praticamente impossibile.

Al contarario - come giustamente rilevato da Maremma Laziale - il caso in cui giocatori italiani di modesto valore oggettivo (e relativo basso prezzo, che comprende i medi Costi di Formazione) vengano acquistati all'estero nei campionati minori non solo è possibile: ma per quanto premesso all'inizio - e sviluppato logicamente poi - è anche ragionevolmente favorevole, alle giuste condizioni.

Ti ho convinto? : D

 :beer:

n.b. L'Investimento in Formazione richiede strutture e personale (federali e privato) di alto livello, al fine di ridurre il rischio di seminare a vuoto, rimettendoci soldi, magari ricavati da magri bilanci. Sia per la quantità che per la qualità del prodotto (con gli scarpini).
Non tutti i Paesi (specie quelli minori, non specializzati a fare ciò) possono permetterselo. Alla fine - a fronte di un livello modesto della competizione - può essere più facile e conveniente comprare dall'estero, cercando magari "quel qualcosa in più", dopo aver comunque esportato verso le Regioni e i Continenti più ricchi i propri, pochi, pezzi pregiati.

FOT

Re:Lazio Primavera 2021/22
« Risposta #771 il: 13 Mag 2022, 03:10 »
Più che altro siamo ultimi al mondo come Training Index limitato ai primi 5 campionati europei. Provare per credere. ;)

L'analisi prende in esame i campionati europei (31 tornei e i top-5) analizzando la provenienza dei calciatori, quanto a settore giovanile - dominano i vivai continentali: il continente sudamericano, il più grande pozzo di talenti, gode ad esempio spesso della intermediazione delle squadre spagnole o portoghesi.

Non sarà tutto oro colato o da prendere senza pinze, claudio1, - bisognerebbe capire bene la metodologia d'analisi, ad esempio - ma credo che la sostanza del messaggio della ricerca CIES sia da prendere quantomeno in considerazione :-)  :beer:

Re:Lazio Primavera 2021/22
« Risposta #772 il: 14 Mag 2022, 02:07 »
Credo che in quello che dici ci sia una fetta di verità, Maremma.
Dai un'occhiata qua...

https://www.gazzetta.it/Calcio/Serie-A/09-05-2022/brasile-nazione-piu-giocatori-estero-italia-26-posto-440421531857.shtml

Anche il compianto Raiola (un uomo buono e di mondo: se questo gira in un certo modo, non è certo il singolo che può farlo girare al contrario; poi se si vuole fare anche successo...) in più di un'occasione ha detto la stessa cosa: vuoi perchè le società italiane non stringono collaborazioni e ampliano i propri "network" all'estero; vuoi per la ritrosia dei ragazzi a spostarsi; i settori giovanili tendono a "internazionalizzarsi" relativamente soprattutto in entrata, ma meno in uscita (fosse anche per una serie di prestiti finalizzati a formare e valorizzare, trasformabili poi in cessioni definitive).

La Juventus, ad esempio, sta lavorando diversamente negli ultimi anni, anche grazie alla vetrina della Under 23 e a un cospicuo budget.
(se qualcuno fosse abbonato, l'articolo merita: magari, più avanti cercherò di mettere qualche stralcio)
https://www.gazzetta.it/Calcio/Serie-A/Juventus/29-04-2022/juve-metodo-sotto-eta-cosi-giovani-crescono-prima-440252548900_preview.shtml?reason=unauthenticated&origin=http%3A%2F%2Fwww.gazzetta.it%2FCalcio%2FSerie-A%2FJuventus%2F29-04-2022%2Fjuve-metodo-sotto-eta-cosi-giovani-crescono-prima-440252548900.shtml
A livello di Prima Divisione succede qualcosa di analogo a quanto appena detto, specie non ai massimi livelli.

Da qui, una parte della spiegazione dei dati CIES del primo articolo.
Ma credo proprio sia una questione che vada al di là dello sport: dunque radicata nel contesto sociale, culturale e imprenditoriale italiano, di cui il calcio fa ovviamente parte.

Da Soulè a Miretti: la carica dei "sotto età". La Juve ha trovato il metodo per bruciare le tappe.
L'Under 23 in Serie C, sostanzialmente con un gruppo Under 20, è solo l'ultimo anello di una filiera che mettendo alla prova i talenti nella classe superiore permette di farli maturare più rapidamente e così tagliare i tempi rispetto alla concorrenza.

Giovanni Albanese

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C’è un intero ramo aziendale che vive di luce propria nella Juventus. Un vivaio che cresce e si estende con i suoi tempi, produce risorse che col tempo possono diventare strategiche per i programmi del club. Parliamo dei giovani, del preciso metodo di lavoro utilizzato dalla Signora nella propria trafila: delle logiche su cui si basa il sistema di crescita dei talenti e la valorizzazione degli stessi. Sognando di costruire in casa il nuovo campione del domani, ma puntando soprattutto a definire calciatori che possano avere un futuro a livello professionistico.

La Juve da alcuni anni lavora in maniera completamente diversa rispetto agli altri club italiani, anche quelli che vantano una grande tradizione a livello giovanile. Aver messo su la Seconda squadra, che milita in Serie C, consente di avere maggiore appeal nel mercato internazionale dei giovani che sono alla ricerca di una vetrina importante per lanciarsi nel calcio che conta.
(...)
L’investimento su questi profili di 16-17 anni integra la base lavorata già negli anni precedenti - la ricerca di oggi è già focalizzata sui 2008 più interessanti - e la combustione delle due realtà alza inevitabilmente il livello tecnico generale.
(...)

La fase decisiva del percorso (avviene) subito dopo la categoria Under 17: perché, mentre tutti gli altri club aderiscono al campionato Under 18 (che fa da trampolino verso la Primavera della stagione successiva) Madama salta una categoria e propone i neo diciottenni tra gli Under 19, già al primo anno da sotto età. Ciò ha una logica anche successivamente, quando ospita i fuori categoria della Primavera in Seconda squadra, facendola diventare nel concreto una selezione Under 20, pur chiamandosi Under 23.
Miretti e Soulé, entrambi classe 2003, quest’anno avrebbero dovuto giocare in Primavera: ma lo hanno fatto l’anno scorso, quando molti dei loro coetanei militavano in Under 18; l’estate scorsa, ritenuti già maturi per la categoria superiore, sono stati promossi tra in Seconda squadra, e quest’anno hanno già messo nelle gambe circa 2 mila minuti tra gli adulti, a differenza dei coetanei di valore simile che altrove non hanno ancora avuto l’opportunità di esordire tra i professionisti. “Il passaggio dalla Primavera alla prima squadra è difficilissimo, ancora di più in un top club come la Juve - ha chiarito Max Allegri recentemente -.
(...)
Tornando al momento clou del percorso dei giovani bianconeri, i risultati delle partite non sempre pagano nell’immediato in Primavera per via della differenza d’età e dello sviluppo fisico diverso dagli avversari, ma alla lunga ci si ritrova un gruppo più maturo con almeno un anno d’anticipo rispetto alla concorrenza. “Proponiamo qualcosa di diverso, senza fuori quota. Siamo consapevoli che il patrimonio a disposizione di Juventus sta crescendo, vengono ripagate le scelte coraggiose che facciamo anche nella competizione nazionale per tanti motivi - il commento di Andrea Bonatti, tecnico degli Under 19 bianconeri, dopo l’eliminazione dalla Youth League -. Paghi magari qualcosa dal punto di vista della gestione emozionale in partite di un certo peso, però se dopo la soddisfazione è di progredire in questa direzione penso che per il club sia una buona risposta e certifichi il valore di questi giovani, che hanno davanti a loro un buon futuro e si prenderanno anche questa esperienza e questa amarezza per diventare giocatori migliori”.

Nella Final Four di Youth League, a Nyon, la Juve ha ottenuto il miglior risultato del calcio italiano da quando è nata la competizione, ovvero dal 2013. Anche la Roma era arrivata in semifinale nella seconda edizione (2014-2015) ma aveva perso per 4-0 col Chelsea.
(...) L’obiettivo del club è chiaro: far diventare normalità la partecipazione alla fase finale europea di categoria, e non un evento straordinario - nota mia: "ce lo chiede l'Europa!" (semicit). Le condizioni per farlo sono in linea agli altri club che ci arrivano puntualmente: i tanti 2004 in campo quest’anno ci saranno anche il prossimo, e Miretti e Soulé - per tornare agli esempi chiave - potrebbero ancora partecipare da fuori quota.

Breve sbirciata in casa degli altri. Tra i campioni d’Europa del Benfica c’è un italiano, Ndour, già nel giro azzurro: è un classe 2004 ed è già protagonista da diverso tempo della Seconda squadra portoghese, mentre buona parte dei suoi coetanei partecipano al campionato nazionale Under 18 e devono ancora affacciarsi alla Primavera. Non sarà un caso che il club delle Aquile, quattro volte finalista in Youth League negli ultimi anni, dalla prima finale a oggi abbia ricavato quasi 400 (QUATTROCENTO!!!!!!!!!!!!) milioni dalla vendita dei propri talenti. In realtà la Juve intende costruire anche per sé
(...).

Il segreto per fare arrivare i giovani in prima squadra non è buttarli nella mischia, rischiando di bruciarli se non riescono a tenere il passo dei calciatori più maturi, ma permettere loro di giocare quante più partite per svezzare il proprio talento e maturare più in fretta. “Nel nostro percorso stagionale c’è stata tanta continuità - sintetizza il tecnico della Seconda Squadra, Lamberto Zauli -. I ragazzi sono cresciuti sotto il profilo della personalità, comprendendo l’importanza di non uscire dalle partite. Il mio compito è cercare di fare squadra, trasmettere i valori giusti e di conseguenza aumentare le qualità personali e tecniche di ogni singolo giocatore. Quest’anno siamo contenti perché quasi tutti i ragazzi della rosa si sono sentiti protagonisti e questa è una cosa importante per noi”.

Il direttore sportivo dell'Under 23, Giovanni Manna, traccia il bilancio ai microfoni di Juventus TV: "È stata una stagione positiva, abbiamo fatto il record di punti, potevamo fare anche meglio, ma siamo abbastanza soddisfatti di quello che è stato fatto finora. Siamo consapevoli di essere diversi, di essere dei precursori, lo abbiamo dimostrato con l'U23 ma anche con l'U19, dove scegliamo di giocare senza fuori quota - ha detto -. Per noi è un grandissimo trampolino di lancio. Abbiamo una grande base solida italiana e abbiamo riscontro sul campo che i ragazzi crescono. L'importante è che gli diamo anche la possibilità di poter sbagliare, i ragazzi questo lo sanno e sono sicuro che col tempo riusciremo a trarre dei grandi benefici da questo progetto".
(...)

La lista dei nomi dei giocatori che possono ambire alla massima serie, sognando di poter essere ancora protagonista in futuro con la maglia della Signora, è piuttosto lunga. L’obiettivo principale resta il completamento della formazione di chi esce dal settore giovanile e non far disperdere il valore dei talenti del nostro calcio. Compagnon (...) ci sono i giovanissimi, da Soulé a Da Graca (...) credo Zuelli e Leone (...) Riccio.
(...)

Intanto diversi giovani che hanno completato gli step precedenti si stanno misurando in altre categorie. Dragusin si è diviso quest’anno tra Sampdoria e Salernitana in massima serie, Fagioli e Zanimacchia stanno inseguendo la promozione in A con la Cremonese, come Beruatto col Pisa. Sempre in B, Ranocchia è stato protagonista nel Vicenza, Felix Correia nel Parma, Olivieri nel Perugia, Di Pardo nel Cosenza, Coccolo nell’Alessandria. Altri hanno fatto esperienza all’estero: Vrioni è il vice capocannoniere in Austria; Marques, Capellini e Gozzi giocano con continuità nella seconda lega spagnola. È evidente che pochi di loro torneranno a giocare nella Juve o arriveranno in un top club, ma saranno comunque protagonisti nel calcio professionistico: ed è per questo che il club potrà sfruttare questo patrimonio nelle prossime sessioni di mercato..
(...)

Offline tommasino

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15013
Re:Lazio Primavera 2021/22
« Risposta #773 il: Oggi alle 07:40 »
OT ma non troppo
Nella semifinale di andata il Frosinone è andato a vincere a Brescia per 1-3 ed una rete è stata segnata dal “nostro” Maestrelli.
Bravo nipote!

Il Brescia effettivamente non mi aveva fatto una grande impressione (ho visto solo l’andata al Fersini); aveva sfruttato nostri errori clamorosi ed era stato nel complesso molto fortunato. Ero abbastanza sicuro che sarebbe uscito, anche se adesso c’è il ritorno.
 

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