Un commento tecnico (F. Principi, da U.O.)
"(...) Quanto è mancato alla Lazio il miglior Luis Alberto
La partita della Lazio è stata principalmente reattiva ma, come detto, la squadra di Inzaghi ha avuto nel primo tempo le migliori occasioni da gol, entrambe sui piedi di Immobile. Ha chiuso la sfida con più Expected Goals del Milan (1.5 contro 1.1), ma va sottolineato come entrambe le occasioni della Lazio nascono dalla zona di campo preferita dei biancocelesti da ormai due stagioni: ovvero la fascia sinistra, e il mezzo spazio di centro-sinistra in particolare.
In entrambe, oltretutto, c'è il contributo sia diretto che indiretto di Luis Alberto.
Nella prima occasione la posizione da mezzala dello spagnolo attira Kessié, che lascia aperto uno spazio alle sue spalle sul quale si infila Correa per la conduzione palla al piede che porta poi alla conclusione di Immobile e al miracolo di Reina.
Nella seconda occasione, invece, più semplicemente Luis Alberto realizza un filtrante delizioso sempre per Ciro Immobile, sul quale è ancora una volta bravo il portiere spagnolo del Milan coprendogli chirurgicamente lo specchio della porta (quasi come un portiere di calcio a 5), forzando la conclusione sul palo esterno dell'attaccante campano di scuola Juve.
La scarsa forma di Luis Alberto aveva indotto Simone Inzaghi a lasciarlo in panchina a inizio stagione, ma questo aveva avuto un impatto negativo sul gioco della Lazio. La manovra biancoceleste senza lo spagnolo aveva perso quel fraseggio di qualità sul lato sinistro che aveva costruito le maggiori fortune lo scorso anno, e contemporaneamente aveva indotto a un gioco più verticale dove Immobile veniva anche in qualche modo sovraccaricato di compiti da raccordo.
Per fare un esempio, nella partita di Bergamo a dicembre era stato Correa a dare più profondità e Immobile a venire più spesso incontro per giocare di sponda; mentre nella sfida di sabato le caratteristiche dei giocatori si sono incastrate in modo differente, con Correa chiamato più spesso sia al dialogo che allo scambio di posizioni con Luis Alberto.
A fine partita Luis Alberto è stato il giocatore laziale con il maggior numero di passaggi chiave messi a segno (4), uno dei quali era il sopraffino filtrante citato in precedenza (e, come ha sottolineato Inzaghi, se può giocare mezzala è anche per il grande lavoro difensivo che si sobbarca).
La sua importanza nell'economia della manovra della Lazio è ancora più grande se si considera il persistere dello scarso stato di forma fisica di Milinkovic-Savic. Al di là di un'immutata qualità tecnica soprattutto nei controlli volanti, il serbo ha perso quello strapotere atletico che gli permetteva a volte perfino di creare un contesto di gara a sé stante. Anche per questo la manovra laziale sulla zona destra è più meccanica e prevedibile, troppo legata alle sgroppate solitarie di Romulo.
L'infortunio di Correa a inizio secondo tempo, poi, sostituito da Felipe Caicedo, ha diminuito la qualità e la pericolosità della Lazio, dimostrando ulteriormente come i biancocelesti siano legati al rendimento di alcuni giocatori chiave.
Adesso, nonostante la sconfitta di San Siro, gli uomini di Inzaghi rimangono ancora in corsa per un posto in Champions League, ma al di là del posto in classifica che avranno a fine stagione, e dell'occasione persa, resta la cattiva impressione di una squadra che sembra avere qualcosa in meno rispetto allo scorso anno.
Tutto è possibile da qui a fine stagione, ma se partite del genere non equivalgono davvero a finali rischiano comunque di restare nella memoria delle squadre deluse come dei grossi rimpianti.