Volevo aprire un topic apposito.
Era qualche giorno che ci pensavo.
Non ricordavo esistesse questo. Quindi lo utilizzo e parlo di un giocatore di cui, personalmente, ho un ricordo tenero e affezionato. Uno di quelli che la storia della Lazio l'hanno vissuta da gregari, ma sempre presente.
Uno che ha 180 presenza con la Lazio, uno che ha segnato gol importanti.
Roberto Badiani.
E un ricordo personale, nell'estate del 1982 la Lazio ritrova i suoi gioielli Giordano e Manfredonia, graziati per regio decreto dopo la vittoria del Mondiale spagnolo. il ritiro estivo é a Sarentino, in pieno Alto Adige, dove stiamo passando le vacanze. Avevo neanche 13 anni. Con un piccolo blocco notes mi aggiro per la cittadina cercando i miei eroi.
La squadra aveva giocato la vigilia un'amichevole, quindi era di riposo, sul campo c'era solo, me lo ricordo, Ambu che provava i tiri da lontano, Giordano chissà dov'era. Claguna, non ricordo perché, si mise a parlare con mio padre, si conoscevano, non ricordo neanche il perché e il percome. Manfredonia mi fa aspettare 5 minuti mentre chiacchiera, poi, maleducatamente, mi strappa il foglietto dalle mani e scarabocchia una specie di "M", non di più, senza neanche guardarmi. Me lo ricordo ancora come una piccola offesa. Sto S.tronzo.
Perrone firma sorridendo, accanto a lui mi firma anche un giovane portiere, Ielpo, che mi chiede se sapessi chi fosse.
Ma tu sei Ielpo, rispondo. E mi sorride.
Poi non mi accorgo che accanto c'é anche Montesi. Non lo riconosco, mio fratello mi dice "ma quello é Montesi", prende il mio blocco, va da lui a chiedergli una firma. Montesi rifiuta. Non l'ho riconosciuto e s'é offeso. S.tronzo due volte.
Moscatelli, lo incrocio più tardi, anche lui firma e sorride.
Poi incontro Badiani. Badiani, a quei tempi, era quasi un reduce. Uno di quelli che c'era già quando si vinceva.
Sta passeggiando per strada, ha in braccio una bambina, immagino sua figlia, perché la coccolava. Accanto ha una signora che probabilmente é sua moglie, o la sua compagna, passeggano insieme, come una famiglia normale.
La signora si allontana di qualche passo, si gira e vuole fargli una foto con la bambina.
A quel punto, un ragazzino scassacazzi di 12 anni si avvicina (sarei io). Gli chiede un autografo. Glielo chiede come i bambini sanno farlo. "Badiani, me lo fai un'autografo ?".
Badiani si ferma, ha sua figlia in braccio, mi guarda, sorride. E' contento. Lo vedo, me ne accorgo, neanche si pone la questione.
Chiama sua moglie, gli da la bambina, mi prende il blocco notes e con tranquillità serena mi scrive
"Roberto Badiani".
Poi mi sorride, mi chiede cosa faccio li, mi dice che quest'anno sono forti e torneranno in A, nulla di trascendentale insomma. Ma bastavano.
Due minuti della sua vita e della mia, col sorriso sulle labbra e la Lazio nel cuore.
Poi io me ne vado felice e lui riprende la figlia e la sua passeggiata.
Io non l'ho dimenticato.
Roberto Badiani.
ps. Non so dove sia quel foglietto, per anni l'ho custodito come una reliquia.