Se vogliamo parlare di LSR, io lho sempre giudicata una buona idea, come i negozi, ma ad oggi è di fatto stato uno strumento di comunicazione gestito un pò come tutta la comunicazione/marchio lazio.
E' una radio che da un lato vuole cercare di fare opinione senza però disporre di vere eccellenze sul campo, dall'altro deve cmq rispettare una certa linea e quindi non riesce mai ad essere davvero puntuale e libera.
Resta pertanto in un limbo che ne limita sviluppo e potenzialità.
Da questo equivoco nascono momenti imbarazzanti, ricordo la chiusura di mercato scorso, dove mentre la radio concorrente puntuale sul pezzo aggiornava in tempo reale il deposito di contratto di perea, sul LSR, in evidente imbarazzo si parlava ancora di ylmaz intervallando con un'intervista ai gemelli filippini per un amarcord sulla stagione 2004/2005.
Poi recentemente sono addirittura arrivati a riesumare uno come galasso, che dice le stesse cose che diceva 30 anni fa a meeting e che ogni tanto, come botta di vita, chiama il suo amico astrologo come opinionista aggiunto. Poi basta fargli una telefonata in diretta per mandarlo in difficoltà perchè poi di certi temi, di cui parla, in realtà conosce poco o niente.
Il risultato è una radio poco moderna, poco sul pezzo, che sembra dover essere sempre allineata ad una linea che la rende agli occhi dei tifosi poco attrattiva e reale.
Poi se da qui vogliamo parlare della comunicazione lazio e di quello che invece fanno di là, bè apriamo un mondo e come me, si sfonda non una porta ma un cancello intero.
Non è solo la questione che il marchio riommers vende di più, certo sono un pò di più, ma la vera domanda è cosa fai tu lazio per scendere in campo in questa che non è altro che una battaglia per il territorio.
La mia risposta è da sempre poco o niente.
Perchè ai quei tifosi qualche strumento in più per prenderselo quel territorio, glieli devi fornire tu società in primis, perchè tu società hai la leva delle risorse che quei stessi tifosi ti mettono a disposizione.
Dall'altra parte il messaggio che si fa passare (non so se vero o finto ma tantè) in ogni modo è quello di società aperta, aperta a chiunque voglia sposare certi valori e metterci pure qualche soldo, è di un club che piano piano tenta l'associazione totalitaria con la città prendendosi nome (e togliendo furbescamente l'acronimo as), scrivendolo molto bene sul logo e pure simboli non propri, scrivendoci pure 1927.
Noi che invece del 1927 abbiamo il 1900, nemmeno ci curiamo di scriverlo chiaramente sul nostro logo, nè tantomeno di utilizzare, avendone diritto quanto loro, simboli di una città che di fatto ci appartiene.
Ma è solo un piccolo esempio.
Poca attenzione ai dettagli del merchandising, colori non sempre uguali e ripetuti, a volte posticci, capace che i colori del bianco e celeste li trovi in duecento tonalità diverse su duecento prodotti diversi.
I loro invece sempre tutti uguali e allineati, addirittura un font unico si sono inventati.
Capaci di disdire contratti e rimettendoci soldi pur di avere un marchio tecnico importante sulle maglie e associare a questo il proprio brand.
Senza parlare dell'incetta di like comprati per la pagina ufficiale.
O del sito internet.
O di strutture societarie poco legate e funzionali tra loro.
Ma il concetto è il medesimo, e chi ha avuto qualche volta la possibilità di parlare con canigiani lo sa, ovvero che tutto il tema comunicazione non è una priorità di questa gestione almeno fino ad ora.
Dall'altra parte è un must assoluto, a volte un'apparenza, ma è cmq un must.
Io spero che anche su questo tema, prima o poi ci si possa svegliare.
Forse anche qui serve qualche schiaffetto per avere una reazione un sussulto.
Un pò come la contestazione attuale, che mi pare qualche effetto, lo stia producendo, in un modo di operare che sembra registrare una certa inversione di tendenza, almeno nelle intenzioni.
Purtroppo nel nostro caso, il bambino non si applica e qualche schiaffone fa bene.