Il frigo era vuoto. Un vuoto cosmico, sconcertante, assordante.
E allora ho deciso di scendere a mangiare, da solo al ristorante sotto casa.
Davanti ad una carbonara e una grappa ho fatto questa riflessione.
La Lazio.
Questa Lazio, e le sensazioni che mi dà.
Il bel gioco, Miroslav Klose, Antonio Candreva, Hernanes, Vladimir Petkovic.n
E soprattutto una sensazione strana, che difficilmente provavo da anni.
Che le partite sono chiuse.
E' vero che non abbiamo ancora incontrato Milan, Inter o Juve e che col Napoli abbiamo perso pesantemente.
Ma, c'e' un ma.
5 vittorie: Atalanta, Palermo, Cihievo, Siena e Pescara.
In tutte queste partite, non ho mai avuto l'impressione, che l'avversario, avesse speranza di riaprire il match.
La squadra trasmette un'idea di solidità, e soprattutto quella di giocare dopo il primo gol, per fare il secondo.
"La miglior difesa è l'attacco", diceva qualcuno.
Ma non quello scriteriato, diciamo zemaniano nel senso vecchio del termine (che quello di adesso non e' Zeman, secondo me.)
Un attacco sensato, che punta ad annichilire l'avversario, a renderlo inerme.
Una squadra che punta a rendersi irraggiungibile.
Se e' vero che "un'altra Lazio era possibile", è anche vero che "Questa Lazio era possibile".
Una Lazio che non vedevo dai tempi di Sven Goran Eriksson.
Un allenatore straniero, guarda caso.
Questa e quella Lazio, sono diversissime, ma hanno lo stesso gusto nello giocare, lo stesso gusto di farsi ammirare, la stessa voglia di vincere.
Forza Lazio.