Non sono uno avvezzo alle facili critiche, ma una cosa è sempre più lampante.
L'involuzione della Lazio, a livello tattico ed organizzativo (parlo di campo).
Per poter raggiungere traguardi impotanti puoi percorrere 2 strade: acquisti 20 campioni che in campo possono sistemarsi anche da soli oppure compri dei prospetti da plasmare e far crescere assieme a gente esperta.
Siccome facciamo parte del secondo gruppo per evitare di andare in campo con la confusione e senza sapere cosa fare è indispensabile che tutti conoscano il proprio compitino.
Guardiamo l'udinese, ottimi giocatori non si discute, ma il sistema di gioco lo hanno tutti ben impresso a mente!
Spostiamoci sulla nostra Lazio (Forza sempre!), l'anno scorso eravamo 4231 o 4312, da quest'anno anche 442.
Tutti moduli con giocatori adattati e da qui il primo problema: l'allenatore non ha indirizzato la campagna acquisti verso un modulo da utilizzare con i giusti interpreti.
A questo punto i nuovi faticheranno ad inserirsi in schemi che nemmeno i vecchi conoscono a dovere.
Poi se nei ritiri continui con gli esperimenti invece di mandare a memoria i meccanismi che ti serviranno in campionato e coppa come puoi pretendere di dare un gioco ad una squadra che anche lo scorso anno arrancava da questo punto di vista?
Reja è un aziendalista e per questo va bene a Lotito ed io non ho nulla contro questo, però l'allenatore deve dare un gioco alla squadra ed una mentalità (possibilmente) vincente, avere giocatori frastornati in campo è la base del fallimento. Parlo in primis di fallimento per quanto concerne i compiti di un allenatore, di conseguenza possono verificarsi tutti gli altri fattori che ben conosciamo (vedi annata Ballardini).
Reja il mio consiglio è quello di scegliere un modulo e gli uomini con cui metterlo in pratica, accantona gli altri discorsi e vai avanti di lì. Se non sei deciso tu come possono esserlo i tuoi giocatori?