Per me chiamasi tifoso colui che va allo stadio e si sgola, strilla, urla, piagne, ride, gioisce.
Se puo' va pure all'alenamento, al ritiro, se fa fa' l'autografo, guarda i giocatori con ammirazione perche' hanno fatto una cosa incredibile, hanno indossato la maglia della Lazio, la maglia che adoriamo fin da piccoli. Guarda l'allenatore con rispetto, l'uomo che gestisce come meglio puo' le sorti tecniche della Nostra Amata.
Si guarda quelle foto, quelle firme, o soltanto quille facce come se fossero cimeli preziosi.
Le registrazioni delle partite come se fossero ancora "live".
Le magliette che ha comprato come se le indossasse lui all'Olimpico davanti a 85.000 in festa.
Poi torna a casa e passa il resto del tempo con la famiglia.
Pero' ripeto, magari nel mondo di oggi il tifoso e' piu' attivo, e i calciatori possono rispondere positivamente a un coinvoglimento nella loro vita professionale di gente che per mestiere evidentemente fa altro.
Alla fine se questa interazione, nel mondo moderno, deve per forza avvenire, che avvenga.
In questo senso la lettera, che si poteva scrivere in mille modi incluso quello usato, spero sortisca gli effetti desiderati. Ce lo auguriamo tutti. Se non li sortisse, pero', sono certo che la colpa verrebbe data ai tesserati della Lazio e se in futuro l'opportunita' di rifarlo si presentasse, i tifosi lo rifarebbero, sprovvisti, quasi per definizione, di quel senso autocritico che forse dovrebbe suggerire loro di tifare e basta.
Speriamo bene vcv, io lo so che le intenzioni sono le migliori.
Speriamo bene.