Inviato anch'io al direttore, allo stercoraro manco lo caco.
"Direttore, solo alcune domande:
Al di là del risvolto grottesco di un abruzzese che appella come burini venuti da fuori tanti romani veri come i Laziali di città (la maggioranza, fra l'altro) fra i quali il sottoscritto, ma lei non si vergogna almeno un po' di non aver verificato il pezzo del suo collaboratore con lo sciarpone del CUCS, con il conseguente invito a cancellare quella prima parte riscrivendola completamente? Secondo lei, la gazzetta può impunemente attaccare dei tifosi di una squadra, una delle più importanti e storiche d'Italia, e far passare tutto come goliardia?
Rovesciamo la prospettiva: immagini me al posto del suo collaboratore, che scrivo (e pubblico!) un articolo che inizia così: "i tifosi romanisti sono preoccupatissimi dalla risalita della Lazio: il brivido del sorpasso attanaglia migliaia di baraccati e sfollati, e sono numerosissimi in ogni borgata i capannelli di tifosi giallorossi che si accalcano vicino all'unico di loro che, sapendo leggere, può declamare gli articoli ad alta voce." Goliardico, vero?
Cosa mi avrebbe detto? Mi avrebbe dato una pacca sulla spalla e mi avrebbe fatto i complimenti, o mi avrebbe licenziato in tronco per il danno fatto al suo giornale? Anche perché, sempre a parti invertite, sarebbero già arrivate dopo mezza giornata interrogazioni parlamentari, richieste ufficiali di dimissioni, polemiche feroci sugli altri giornali e in tv, e concrete minacce fisiche (come minimo) all'estensore dell'articolo.
Attenderò invano una sua risposta."