Ne perlavo ieri prima di entrare allo stadio, sabato mattina ero in fila al supermercato, un sacco di roba nel carrello e altrettanta nel carrello di quello avanti a me, distrattamente sento lui parlare con la cassiera, davano l'idea di conoscersi e da qualche parola buttala li, quasi sottovoce ho capito che era dei nostri, "Lazio, Lotito, tifosi, stadio..." quelle poche parole che ti danno l'idea di chi hai davanti, ma il punto e' un altro: riflettavo sul fatto che fino a 15/20 anni fa, ma anche da ragazzino, magari eravamo pochi, mai troppo in evidenza, ma quando individuavi un altro Laziale come te, un fratello.. eri istintivamente portato ad avvicinarti, a sorridere sapendo che a prescindere dal ceto o da quello che pensava ti avrebbe regalato il tuo stesso sorriso, a Roma o in qualsiasi parte del mondo, e la cosa incredibile era che non dovevi neanche faticare troppo perche' a causa di non so quale alchimia il Laziale riuscivi a individuarlo, ti ci cascava l'occhio e bastava mezza parola per averne la conferma.
L'altro ieri invece la prima cosa che ho pensato e' stata "ma domani andra' allo stadio quello li??", sara' uno che "Lotito PDM" o no? Se ci parlo riesco a sentirmi a disagio peggio che con un romanista, con cui ho la risposta in canna e lo sfotto' pronto....?" E poi la politica che divide i Laziali come da nessun'altra parte, peggio di sempre, che da ragazzo pure c'erano le differenze ma restavano fuori dallo stadio, con qualche eccezione si, ma si viveva bene lo stesso anche la curva, quella senza copertura intendo.
E allora mi domando: ma se non riesco a essere spontaneo con un Laziale come me, se lui si fa le mie stesse domande, se ha mille altri pensieri che vengono prima di un abbraccio o di un sorriso di assenzo, ma dove cazzo andremo a finire? Ma come fa un Laziale a non sentirsi solo a Roma in una situazione del genere? Come fa un Laziale come me a sperare che i bambini inizino finalemnte a tifare la parte giusta della Citta'? Ma come fa un Laziale come me a sperare di riprendersela questa citta'? E soprattutto, come fa un Laziale come me a non aver paura di sparire?
Ieri vedere quello stadio mi ha fatto male piu' della sconfitta che pure era fondamentele, ma l'idea di quello che potra' essere il nostro futuro prossimo di tifosi mi da ancora piu' dolore, siamo sempre stati scomodi, quelli sporchi brutti e cattivi, ci hanno sempre dipinto come il male, l'esempio negativo in tutto, facciamo comodo cosi.. soprattutto a Roma, da sempre, ma ma siamo sempre qui, sono 114 anni che siamo qui perche insieme siamo sempre stati piu' forti di tutto e di tutti... gia' insieme
Questo muro contro muro forse non si risolvera' mai se non dopo le macerie, spero solo resti qualcosa con cui ricostruire, e che ci sia la forza per farlo, resta solo la speranza
Monicelli ha detto "La speranza, di cui parlate, è una trappola..."
E' vero: il Laziale e' in trappola, che se ne renda conto
cia' Pablo