Lotito sul progetto Salernitana "Favorevole alle sinergie tra società...Per chi tifo? Lasciamo stare..."
Orgoglio Salernitana, un barlume di gloria dopo 8 anni di rovina. I granata hanno vissuto la disgrazie di due fallimenti ed altrettante risalite. Quando nel 2005 la società del patron Aliberti fu estromessa dal campionato di Serie B, i tifosi erano in assetto da battaglia. Momenti di difficoltà, il terrore di venir estromessi dai palcoscenici più importanti dopo tante soddisfazioni: i gol di Di Vaio, Di Michele, Chianese, la corsa di Gattuso, la regia di Breda, le esultanze di Delio Rossi, la comparsata nella massima serie nella stagione 1998/99. Poi, d'improvviso, il buio, i problemi finanziari. Nel luglio 2011 rinasce l'Unione Sportiva Salernitana, le redini sono affidate a Marco Mezzaroma – cugino del presidente del Siena – e a Claudio Lotito. A distanza di un anno e mezzo è stato allestito un progetto importante, la squadra è prima nel girone B di Seconda Divisione, con un distacco di 8 punti dall'inseguitrice Pontedera. Lotito non è tuttavia soddisfatto ed esprime le sue sensazioni in un focus sulla compagine campana dal titolo "Salerno docet", apparso sul nuovo numero del Guerin Sportivo in edicola: "L'investimento fatto a Salerno è di gran lunga superiore a quanto ricevuto finora. La piazza è esigente, ha ottime potenzialità, ma le presenze allo stadio finora sono insufficienti, al di sotto delle aspettative. La speranza è che alle vittorie copiose della squadra e agli sforzi economici effettuati, facciano seguito partecipazioni massicce allo stadio Arechi. A proposito del quale abbiamo delle idee. Una società ambiziosa non può non pensare al miglioramento generale di tutti i settori". Lotito ha costruito un gruppo con potenzialità enormi rispetto agli standard di categoria, è ha creato una sorta di succursale della Lazio. L'idea inizialmente è stata mal digerita dal tifo organizzato granata, ma i risultati hanno dato ragione al patron biancoceleste. L'idea è quella di svezzare elementi del settore giovanile biancoceleste, e allo stesso tempo di rifornire la Salernitana di giocatori di qualità senza spendere praticamente nulla. Una rivisitazione tutta personale del concetto di "squadre B": 12 giocatori su 25 sono in prestito dalla Lazio, mentre altri non hanno accettato questo tipo di ipotesi. "Sono stato favorevole fin da subito – spiega Lotito – all'idea di creare sinergie tra società diverse. Per un club di A non avrebbe senso gestire una seconda squadra in Lega Pro dovendo pescare nello stesso bacino d'utenza. Bisogna invece far crescere i nostri giovani in sodalizi che puntano a tornare nel calcio di prima fascia e possono contare su un buon seguito di pubblico". Nel caso di un conflitto d'interesse a livello di tifo, Lotito glissa: "Per ora è un ipotesi remota e quindi lasciamo stare..." (in estate i due club si sono affrontati in amichevole, ndr).
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