Di getto mi verrebbe da dire che si potrebbero concentrare e differenziare con più criterio gli ingaggi, sulla scorta di valutazioni di merito/convenienza maggiormente puntuali.
Il che vorrebbe dire abbandonare il criterio di mercato quantitativo che mi sembra esser stato sin qui seguito (il quale muove dal presupposto che tutti i calciatori sono fungibili e che pertanto si prendono quelli per i quali si creano di volta in volta le condizioni considerate di maggior convenienza, anche in spregio delle occorrenze del momento) e privilegiare un criterio di stampo maggiormente quantitativo in base al quale si fissino, per anno, specifici obiettivi, di ruolo ma anche di specifico giocatore, e li si perseguino senza disperdere tempo e denaro nel seguire tante strade alla volta.
Si tratta, per usare termini a te cari, di una redistribuzione (e razionalizzazione) delle modalità di impiego delle risorse disponibili.
Se, invece, l'interrogativo fosse se sia possibile aumentare tout court il monte stipendi per attrarre una rosa qualitativamente migliore, la risposta andrebbe cercata altrove, sul fronte (delle possibilità di incremento) dei ricavi. Ma questo, le regole ferree del topic lo impediscono.