In questi famosi 1 anno e 8 mesi sono compresi anche questi credo:
"Irriducibile, stavolta, è stata la voglia di un giudice di andare a fondo. Tre tifosi della Lazio sono stati condannati dalla Corte di Appello di Trento a tre anni e sei mesi di reclusione per lesioni gravi ai danni di Maurizio Nicita, giornalista della Gazzetta dello Sport.
L'episodio risale al 19 luglio del 2002, quando la Lazio, allenata da Roberto Mancini, era in ritiro a Vigo di Fassa. Un gruppo di tifosi aggredì Nicita, colpendolo con calci e pugni, provocando «lesioni gravi», tra le quali la perforazione di un timpano. Nei pressi del luogo dell'agguato era presente il direttore generale della Lazio Massimo Cragnotti, figlio di Sergio, all'epoca presidente del club, che agli Irriducibili aveva lasciato la gestione del merchandising. Un business importante, che negli anni d'oro della Lazio produsse affari miliardari. Finirono sotto processo tre ultrà, leader del gruppo degli Irriducibili: Yuri Alviti, Fabrizio Toffolo e Fabrizio Piscitelli. In primo grado, Alviti fu condannato, il 25 luglio 2005 a un anno e sei mesi, mentre Toffolo e Piscitelli furono assolti. Ora, la Corte d'Appello di Trento, in parziale riforma della sentenza impugnata, ha condannato Toffolo e Piscitelli a tre anni e sei mesi, confermando l'anno e sei mesi inflitto ad Alviti.Quattro anni, dieci mesi e undici giorni. Tempi lunghi, troppo lunghi come rilevato ieri da chi ha commentato la notizia sul sito Internet della Gazzetta. Ma in questi quattro anni, dieci mesi e undici giorni il vento è in parte cambiato per gli Irriducibili. Sembra preistoria la partecipazione di Toffolo al Maurizio Costanzo Show, nel 2002: «Scusarmi per quello che è successo a Vigo di Fassa? Non ci penso proprio». Tenevano sotto scacco la curva Nord. Facevano sentire la loro voce attraverso una radio romana. Erano ospiti fissi di Formello, il centro sportivo della Lazio. Continuavano a minacciare i giornalisti. Facevano affari. Il ritorno di Paolo Di Canio alla Lazio, nell'estate 2004, fu il loro trionfo. Di Canio, uno di loro, ma con gli scarpini e la maglietta."
Ma questa sentenza non è mai menzionata... chissà perchè...... forse perchè intaccerebbe la retorica degli angeli in catene.....