Lotta al razzismo.

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Re:Lotta al razzismo.
« Risposta #500 il: 10 Ott 2019, 08:55 »
Speriamo sia l'inizio di un nuovo corso.

Offline Buckley

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Re:Lotta al razzismo.
« Risposta #501 il: 10 Ott 2019, 09:22 »
Sono probabilmente off topic ma le notizie che vengono dalla Germania sono inquietanti. C'e' una brutta aria in Europa.

Offline Pomata

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Re:Lotta al razzismo.
« Risposta #502 il: 10 Ott 2019, 10:01 »
bisogna sputtanarli con nomi e cognomi oltre al daspo a vita

Offline Gio

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Re:Lotta al razzismo.
« Risposta #503 il: 10 Ott 2019, 10:10 »
Basterebbe rifare quanto fatto 4 o 5 anni fa (non ricordo), quando i fascisti li hanno sbattuti fuori dalla curva senza tanti complimenti (insieme ai dirimpettai), con la semplice applicazione delle leggi vigenti.
Magari sostenendo chi lo fa, invece di dare del fascista pure a lui ..
Re:Lotta al razzismo.
« Risposta #504 il: 10 Ott 2019, 10:29 »
Come ha scritto Sonni

Le telecamere li hanno già immortalati, sono stati individuati uno per uno i responsabili del saluto romano durante il coro "Avanti ragazzi di Buda", durante la partita di Europa League che la Lazio ha giocato contro il Rennes. Filmati, senza scampo: la decisione sulla punizione del massimo organismo europeo arriverà  dopo la riunione dello prossimo 17 ottobre, ma la Lazio si è già mossa.

ALLONTANATI DALLO STADIO - Come riporta il Messaggero nessuna connivenza, linea dura della Lazio contro il cuore dei suoi tifosi, la Curva Nord: allontanerà subito i tifosi autori del  braccio teso dallo stadio, ritirerà l’accredito e li denuncerà alle autorità per il Daspo. La linea che la Roma ha tracciato - contro il sostenitore che ha insultato Juan Jesus con epiteti razzisti - sarà quella che la Lazio seguirà. Le scelte della Lazio non sono piaciute alla Curva Nord, che per ora si è limitata a commentare: "Tiferemo ancora più forte".

Serve altro comunque, se non si cambia la mentalità, la cultura delle persone, si sta spostando il problema da un'altra parte. Ci vuole tempo.



Come anticipato, nei giorni scorsi la Uefa aveva comunicato l’apertura di un’indagine su Lazio-Rennes. Gli ispettori avrebbero segnalato saluti romani da parte di una trentina di tifosi, e optato per gli accertamenti tramite i filmati ripresi dalle telecamere dello stadio. Secondo quanto riporta il Corriere dello Sport, la Uefa, che aveva previsto per il 17 ottobre la sentenza, anticiperà i tempi. A Nyon sarebbe stata particolarmente apprezzata la presa di posizione del presidente della Lazio, Claudio Lotito, che in una nota ufficiale aveva promesso di difendere la tradizione e la reputazione della propria società. Il club, che giovedì scorso ha dovuto chiudere un settore per una precedente squalifica, ora rischia di giocare a porte chiuse.

Offline Pomata

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Re:Lotta al razzismo.
« Risposta #505 il: 10 Ott 2019, 10:35 »
Come ha scritto Sonni

Le telecamere li hanno già immortalati, sono stati individuati uno per uno i responsabili del saluto romano durante il coro "Avanti ragazzi di Buda", durante la partita di Europa League che la Lazio ha giocato contro il Rennes. Filmati, senza scampo: la decisione sulla punizione del massimo organismo europeo arriverà  dopo la riunione dello prossimo 17 ottobre, ma la Lazio si è già mossa.

ALLONTANATI DALLO STADIO - Come riporta il Messaggero nessuna connivenza, linea dura della Lazio contro il cuore dei suoi tifosi, la Curva Nord: allontanerà subito i tifosi autori del  braccio teso dallo stadio, ritirerà l’accredito e li denuncerà alle autorità per il Daspo. La linea che la Roma ha tracciato - contro il sostenitore che ha insultato Juan Jesus con epiteti razzisti - sarà quella che la Lazio seguirà. Le scelte della Lazio non sono piaciute alla Curva Nord, che per ora si è limitata a commentare: "Tiferemo ancora più forte".

Serve altro comunque, se non si cambia la mentalità, la cultura delle persone, si sta spostando il problema da un'altra parte. Ci vuole tempo.



Come anticipato, nei giorni scorsi la Uefa aveva comunicato l’apertura di un’indagine su Lazio-Rennes. Gli ispettori avrebbero segnalato saluti romani da parte di una trentina di tifosi, e optato per gli accertamenti tramite i filmati ripresi dalle telecamere dello stadio. Secondo quanto riporta il Corriere dello Sport, la Uefa, che aveva previsto per il 17 ottobre la sentenza, anticiperà i tempi. A Nyon sarebbe stata particolarmente apprezzata la presa di posizione del presidente della Lazio, Claudio Lotito, che in una nota ufficiale aveva promesso di difendere la tradizione e la reputazione della propria società. Il club, che giovedì scorso ha dovuto chiudere un settore per una precedente squalifica, ora rischia di giocare a porte chiuse.

che vuol dire? e' una minaccia?
pero' almeno li sbatteremmo tutti fuori
Re:Lotta al razzismo.
« Risposta #506 il: 10 Ott 2019, 10:40 »
"Tiferemo ancora più forte".
che vuol dire? e' una minaccia?
pero' almeno li sbatteremmo tutti fuori
ma soprattutto, cantare ragazzi di buda con la mano a paletta sarebbe tifare Lazio?!?

Offline Pomata

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Re:Lotta al razzismo.
« Risposta #507 il: 10 Ott 2019, 10:44 »
che vuol dire? e' una minaccia?
pero' almeno li sbatteremmo tutti fuori

ma soprattutto, cantare ragazzi di buda con la mano a paletta sarebbe tifare Lazio?!?

so che sono ignorante su ste cose, ma come ci e' finita quella canzone a simbolo del neofascismo?

Offline Egobrain

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Re:Lotta al razzismo.
« Risposta #508 il: 10 Ott 2019, 11:27 »
Temo una giornata a porte chiuse (Lazio - Celtic del 7/11) ce la facciamo comunque. A meno che la UEFA non decida di trattenere la mano pesante dopo questa "inziativa" (era ora) della Lazio.
Re:Lotta al razzismo.
« Risposta #509 il: 10 Ott 2019, 12:05 »
Temo una giornata a porte chiuse (Lazio - Celtic del 7/11) ce la facciamo comunque. A meno che la UEFA non decida di trattenere la mano pesante dopo questa "inziativa" (era ora) della Lazio.

Lazio Celtic a porte chiuse sarebbe un disastro, cerchi allora la società di chiedere di giocare in un altro stadio (magari al nord) senza possibilità di vendere biglietti ai residenti nel Lazio. Sono punizioni esagerate, una multa sarebbe più che sufficiente magari cercando di individuare i responsabili per farla pagare a loro, ma sappiamo come la pensano in Europa dove per me la Lazio non ha mai fatto un'azione incisiva per contrastare il fenomeno.

Offline skizzo87

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Re:Lotta al razzismo.
« Risposta #510 il: 10 Ott 2019, 12:16 »
Se fosse Daspo a vita per chi fa il saluto romano et similia, sarebbe un mammmagariiiiiiiii.

Sarebbe la giusta presa di posizione della societa', contro gente che le fa un torto economico e d'immagine.

Re:Lotta al razzismo.
« Risposta #511 il: 10 Ott 2019, 12:27 »
Speriamo che la Lazio passi dalle parole ai fatti. Che non sia solo un comunicato di facciata.

Offline arturo

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Re:Lotta al razzismo.
« Risposta #512 il: 10 Ott 2019, 12:29 »
Ma , secondo me , la domanda principale è :  la Lazio ha la competenza ed i mezzi per fare i famosi " fatti "?

Offline Pomata

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Re:Lotta al razzismo.
« Risposta #513 il: 10 Ott 2019, 12:50 »
Ma , secondo me , la domanda principale è :  la Lazio ha la competenza ed i mezzi per fare i famosi " fatti "?

non so a livello giuridico, ma se non lo fosse, a livello pratico gli steward che staccano i biglietti lavorano per la Lazio? nel senso quando passi il biglietto e' possibile per la Lazio mettere un blocco per non fare accettare il biglietto?

poi se non e' possibile legalmente fagli fare causa alla Lazio che se finisce fra 10 anni, intanto non li faccio entrare

Offline calimero

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Re:Lotta al razzismo.
« Risposta #514 il: 10 Ott 2019, 13:01 »
non so a livello giuridico, ma se non lo fosse, a livello pratico gli steward che staccano i biglietti lavorano per la Lazio? nel senso quando passi il biglietto e' possibile per la Lazio mettere un blocco per non fare accettare il biglietto?

poi se non e' possibile legalmente fagli fare causa alla Lazio che se finisce fra 10 anni, intanto non li faccio entrare

I biglietti sono nominativi per cui se qualcuno è inserito in una blacklist non ha la possibilità di acquistare il biglietto, ed inoltre è possibile bloccare abbonamenti già in essere se si adotta un provvedimento di questo tipo. Inoltre ci sono i tornelli, gli steward verificano solo l’identità del possessore del titolo d’ingresso.

Offline pan

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Re:Lotta al razzismo.
« Risposta #515 il: 10 Ott 2019, 13:18 »
bene, speriamo, trascorressero le domeniche in gita a Predappio invece che con la Lazio.
Re:Lotta al razzismo.
« Risposta #516 il: 10 Ott 2019, 14:17 »
so che sono ignorante su ste cose, ma come ci e' finita quella canzone a simbolo del neofascismo?
credo, ma di certo il fascismo ed il sottoscritto sono così distanti che non ho certezze in merito e quindi chi ne sa di più integri o corregga, che sia stata adottata dall'estrema destra per sottolineare la contrapposizione con la sinistra (la canzone racconta della rivolta degli ungheresi contro il regime comunista sovietico)
Re:Lotta al razzismo.
« Risposta #517 il: 10 Ott 2019, 14:36 »
so che sono ignorante su ste cose, ma come ci e' finita quella canzone a simbolo del neofascismo?

La storia è questa:

(Vedi intervista a Pingitore, che ha inventato il Bagaglino):


Pingitore: ho scritto "Ragazzi di Buda" contro i carri sovietici, non per CasaPound – Secolo d'Italia

Pingitore riguardo al suo essere di destra ha risposto: “Lo sono stato perché a sinistra non c’erano più posti…”. Ha poi spiegato che la destra attuale non lo interessa e che per lui quella definizione rimanda ad alcuni valori che sono prima sentiti e poi elencati. Ha anche parlato di un fascismo anarchico che si esprimeva nel Bagaglino perché non si guardava in faccia nessuno e a nessuno si facevano sconti. Sulla legge Fiano ha detto che non è possibile legarla all’episodio del Lido fascista di Chioggia (“quel bagnino è solo ridicolo”, è stato il commento di Pingitore) e che in Italia è mancato un atto di “confessione collettiva” per cui su Benito Mussolini sono stati fatti ricadere tutti gli errori e gli orrori condivisi invece dalla maggioranza degli italiani (“gli antifascisti erano una piccola parte”, ha detto).

Agli intervistatori che gli chiedevano della canzone da lui scritta “Avanti ragazzi di Buda“, ha spiegato di averla scritta nel 1966 per ricordare l’invasione dell’Ungheria da parte dei comunisti sovietici. Nessuno se ne voleva ricordare e allora Pingitore scrisse quella canzone. Adesso la cantano negli stadi o a CasaPound? “Ognuno canta quello che vuole – ha risposto Pingitore – e chi sono io per dire che fanno bene o fanno male ad appropriarsene? Dico solo che io certo non  ho scritto quella canzone per CasaPound…”.


Questa la genesi della canzone, che risale dunque agli anni ‘60.
Poi, dall’inizio anni ‘80, quando l’anticomunismo militante era un tema fondamentale della destra post fascista e sprangatrice, il FUAN - credo - di Trieste cominciò a usare la canzone come slogan politico, non solo contro il totalitarismo comunista, ma anche come espressione di ribellione al comunismo delle “zecche”. Serviva a stigmatizzare lo schifo liberticida Comunista.
Ovviamente, con la loro demenziale annessione ideologica, gli idioti mani-a-paletta sono riusciti a rovinare un degnissimo tributo della memoria contro le vittime dei totalitarismi, e in particolare le vittime dei troppo frettolosamente dimenticati  totalitarismi dei merdosi comunisti sovietici e degli  altrettanto merdosi e maledetti comunisti italiani, Togliatti in primis (per me, dovrebbe sparire dalla toponomastica).

(Vedi sotto)

A partire dalla sollecitazione lanciata nell'ottobre 1986 dallo storico magiaro-francese François Fejto, sono stati trovati i documenti che comprovano al di là di ogni ragionevole dubbio che Togliatti sollecitò i sovietici all'intervento armato contro la rivoluzione ungherese: in una sua lettera del 30 ottobre 1956 al Comitato Centrale del PCUS, pubblicata su "La Stampa" l'11 settembre 1996, scrisse:

«Alla segreteria del CC del PCUS
30 ottobre 1956
Gli avvenimenti ungheresi hanno creato una situazione pesante all'interno del movimento operaio italiano e anche nel nostro partito. Il distacco di Nenni da noi che pure, a seguito delle nostre iniziative, aveva mostrato una tendenza a ridursi, si è ora bruscamente acuito. La posizione di Nenni sugli avvenimenti coincide con quella dei socialdemocratici.
Nel nostro partito si manifestano due posizioni diametralmente opposte e sbagliate. Da una parte estrema si trovano coloro i quali dichiarano che l'intera responsabilità di quanto avvenuto in Ungheria risiede nell'abbandono dei metodi stalinisti. All'altro estremo vi sono coloro che accusano la direzione del nostro partito di non aver preso posizione in difesa dell'insurrezione di Budapest e che affermano che l'insurrezione era pienamente da appoggiare e che era giustamente motivata. Questi gruppi esigono che l'intera direzione del nostro partito sia sostituita e ritengono che Di Vittorio dovrebbe diventare il nuovo leader del partito. Essi si basano su una dichiarazione di Di Vittorio che non corrispondeva alla linea del partito e che non era stata da noi approvata. Noi conduciamo la lotta contro queste due posizioni opposte ed il partito non rinuncerà a combatterla.
Tuttavia vi assicuro che gli avvenimenti ungheresi si sono sviluppati in modo tale da rendere molto difficile la nostra azione di chiarimento all'interno del partito e per ottenere l'unità attorno alla sua direzione. Nel momento in cui noi definimmo la rivolta come controrivoluzionaria ci trovammo di fronte ad una posizione diversa del partito e del governo ungheresi e adesso è lo stesso governo ungherese che esalta l'insurrezione. Ciò mi sembra errato. La mia opinione è che il governo ungherese, rimanga o no alla sua guida Imre Nagy, si muoverà irreversibilmente verso una direzione reazionaria.
Vorrei sapere se voi siete della stessa opinione o se siete più ottimisti. Voglio aggiungere che tra i dirigenti del nostro partito si sono diffuse preoccupazioni che gli avvenimenti polacchi ed ungheresi possano lesionare l'unità della direzione collegiale del vostro partito, quella che è stata definita al XX Congresso. Noi tutti pensiamo che, se ciò avvenisse, le conseguenze potrebbero essere molto gravi per l'intero nostro movimento.»

(Palmiro Togliatti)

Togliatti aveva già inviato la lettera ai sovietici, all'insaputa di tutti gli altri dirigenti comunisti italiani, quando, la sera del 30 ottobre, si riunì la direzione del PCI, nel corso della quale egli enunciò il celebre principio: «Si sta con la propria parte anche quando sbaglia».

Palmiro Togliatti sostenne anche: «È tutta colpa di quegli agitatori qualunquisti del Circolo Petöfi di Pest e dell'influenza esercitata dal filosofo György Lukács, comunista per modo di dire. Lo rimanderemo a scrivere i suoi libri a Vienna, come ha fatto per tanto tempo. [...] Giunto a questo punto è mia opinione che una protesta contro l'Unione Sovietica avrebbe dovuto farsi se essa [...] non fosse intervenuta, e con tutta la sua forza questa volta, per sbarrare la strada al Terrore bianco e schiacciare il fascismo nell'uovo, nel nome della solidarietà che deve unire nella difesa della civiltà tutti i popoli, ma prima di tutto quelli che già si sono posti sulla via del socialismo».

A fine novembre 1957, durante la Prima Conferenza mondiale dei partiti comunisti tenutasi a Mosca, Togliatti votò, insieme agli altri leader comunisti (tranne il segretario del Partito Comunista Polacco Gomulka, presente il nuovo leader ungherese János Kádár) a favore della condanna a morte dell'ex presidente del Consiglio ungherese Imre Nagy e del generale Pál Maléter, ministro della Difesa, arrestati l'anno prima dalle truppe sovietiche d'occupazione, il 3 novembre nel quartier generale sovietico di Tököl e il 22 novembre appena uscito dall'ambasciata jugoslava con il salvacondotto del governo Kádár, con l'accusa di aver aperto «la strada alla controrivoluzione fascista».

La condanna a morte sarebbe stata sancita soprattutto su pressione della Cina. Secondo quanto affermato dallo stesso Kádár in un verbale di riunione del CC del partito comunista ungherese del 29 novembre 1957, Togliatti pregò di rinviare quelle ingombranti esecuzioni a dopo le imminenti elezioni politiche italiane del 25 maggio 1958, perché il PCI non ne fosse troppo danneggiato. L'invito fu accolto e Imre Nagy fu impiccato il 16 giugno 1958.

Offline Tarallo

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Re:Lotta al razzismo.
« Risposta #518 il: 10 Ott 2019, 14:44 »
Folinalmente vedo il nesso con la Lazio.
Re:Lotta al razzismo.
« Risposta #519 il: 10 Ott 2019, 14:51 »
Il 15/16 enne che va in curva, il ragazzetto un po' insicuro che si approccia per le prime volte in un ambiente così, beh spero non sia colpito da questo provvedimento.
Ho visto tanti amici miei quando ero più piccolo fare il saluto senza neanche sapere il minimo significato, rispondevano tutti alla stessa maniera "lo fanno quelli intorno a me e lo faccio pure io.
Imitazione e voglia di emergere.
Spero che sia colpito da questo provvedimento il 30/40/50 enne che ancora si mette a fare ste cazz.. Pur sapendo che NON si può fare e non si deve non ci sono argomentazioni punto.
Spero colpisca chi ha precedenti con situazioni analoghe a anche più serie.. Ma ho i miei dubbi.

Sinceramente non sono a favore di questo daspo a vita..
Secondo me per attuare una pena di tale misura devi essere di fronte ad un qualcosa di incredibilmente schifoso e vergognoso.
Colpire 10/20 persone con un daspo a vita lo trovo un po' esagerato, è una pena di morte per il tifoso. Non hai possibilità di sconti e di tornare allo stadio.. Da sentirsi male.
 

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