Lunga inchiesta pubblicata sull'Espresso uscito ieri.
Solita benevolenza verso i romoletti dei cui debiti non si parla mai, (interessante il pezzo sul loro futuro stadio) e solita ironia verso la Lazio
(http://img823.imageshack.us/img823/2909/espresso99.jpg)
Partite truccate. Processi sportivi e penali. Campioni in fuga. Stadi vecchi semivuoti. Abbonamenti a rilento. C'era una volta, ormai tanti anni fa, il campionato più bello del mondo. La serie A che parte sabato 25 agosto è un sistema in piena recessione, con uno spread di credibilità rispetto ai maggiori tornei d'Europa a 1.200, per dirla con il premier Mario Monti. Le convergenze parallele dell'Italia e del suo culto nazionale maggioritario dicono che la nottata è ancora lunga e che la crisi aumenta scendendo dal vertice verso la base. In Lega Pro, la vecchia serie C, negli ultimi cinque anni la crisi finanziaria ha ridotto i club da 127 a 69. Non è più un calcio per piccoli se anche i grandi faticano. A tenere in piedi la baracca è sempre più la televisione. Ma le due piattaforme pay (Sky e Mediaset Premium) si fanno una tale concorrenza sui prezzi che per mettersi in fila ai tornelli di uno stadio ormai serve il coaching motivazionale. L'inizio della stagione è stato il peggiore possibile con una Supercoppa italiana giocata tra Juventus e Napoli a Pechino. L'idea della Lega calcio, la litigiosa confindustria del pallone, era di aprire un varco nei mercati asiatici ricchi di tifosi-consumatori e poveri di squadre ad alto livello. È finita in bagarre per l'arbitraggio, con il Napoli sconfitto che si è rifiutato di presentarsi alla premiazione. Più facile piazzare un Btp a dieci anni che un teatrino del genere. E del resto, con la stessa ottica evolutiva, dieci anni fa la Supercoppa si è giocata a Tripoli (Juventus-Parma) in omaggio alla famiglia Gheddafi.
Allora come oggi, gli alti dirigenti del calcio nazionale hanno spiegato che bisogna mettersi al passo con la modernità. Deve essere che la modernità si è allenata meglio perché non ci fa vedere palla.
La Procura attacca a Pieno organico
Le nuove abitudini del campionato 2012-2013 includono, tra un match e l'altro, il notiziario delle Procure penali che indagano sul sistema delle partite truccate. Le inchieste di Cremona, Bari, Napoli, con la probabile aggiunta di Genova, proseguiranno a lungo. Nel frattempo i processi sportivi stanno definendo un elenco già lungo di penalizzazioni tra serie A e serie B. Le sentenze di primo grado emesse dalla Disciplinare hanno mostrato i limiti dell'autonomia giudiziaria del calcio: pentiti credibili a corrente alternata, patteggiamenti anche troppo comodi, multe alla portata di tutte le tasche e una buona fetta di assoluzioni. Il risultato più clamoroso rimane la squalifica di dieci mesi per l'allenatore della Juventus campione d'Italia, Antonio Conte, condannato per due omesse denunce risalenti alla sua esperienza sulla panchina del Siena. Inizialmente, il club della famiglia Agnelli ha sciorinato una strategia processuale all'insegna dello scontro frontale. Per quanto giovane, il presidente Andrea Agnelli fatica a liberarsi di un revanscismo nato con i due scudetti tolti ai bianconeri per Calciopoli e proseguito con una richiesta di danni alla Figc per 400 milioni di euro, una somma pari ai trasferimenti di un anno dallo Stato alle 45 federazioni sportive nazionali. Quando qualcuno ha convinto Agnelli a fare meno il tifoso e a non trasformare il calcioscommesse in un processo alla Juve, la Vecchia Signora ha cambiato linea difensiva. Sono arrivate così le assoluzioni di Simone Pepe e, soprattutto, del titolare della Nazionale di Prandelli, Leonardo Bonucci, un capitale tecnico ed economico molto consistente. Conte, che era stato costretto a patteggiare dalla società, passa al giudizio di secondo grado in Corte Federale con scarse speranze di assoluzione e concrete aspettative di sconto. Se tornasse sulla panchina bianconera all'inizio del 2013 non ci sarebbe da stupirsi.
In 60 mila allo stadIo, per costruirlo
La legge bipartisan sugli stadi forse ce la fa a passare. A settembre va in terza lettura al Senato, dopo un blocco di tre anni alla Camera dovuto in larga parte ai tentativi di emendamento del presidente laziale e latinista Claudio Lotito. Emendamenti pro domo sua, absit iniuria verbis. «La legge sugli impianti sportivi», dice il senatore Pdl Butti, che dà il nome al provvedimento insieme al deputato Pd Giovanni Lolli, «sarà approvata entro l'anno. Non è una legge per speculatori, non è un ladrocinio legalizzato di denaro pubblico come Italia '90 e non sono previste deroghe ai vincoli urbanistici. Se questo fa arrabbiare qualche presidente, pazienza. A regime, la legge creerà 60 mila posti di lavoro». Il nuovo stadio della Lazio avrà dunque vita dura visto che la zona prescelta è in Val Tiberina, sui terreni a rischio idrogeologico di Cristina Mezzaroma in Lotito e del fratello Marco Mezzaroma in Mara Carfagna, coinvolti nella gestione della Salernitana del multiproprietario Lotito.
L'Udinese sarà il primo club ad affiancare la Juventus nello sviluppo di un nuovo impianto. All'inizio di agosto Gianpaolo Pozzo ha firmato l'accordo con la giunta comunale per la ristrutturazione del "Friuli" entro il 2014. Un
accordo simile sembra in dirittura di arrivo tra Aurelio De Laurentiis e il sindaco di Napoli Luigi De Magistris, alla guida di una giunta che perde pezzi come il San Paolo. A settembre la Roma annuncerà il fortunato estratto fra gli oltre 80 lotti di terreno offerti dai palazzinari della Capitale impantanati nella crisi del real estate. Il gruppo dei possibili vincenti si è già ridotto a meno di una decina di aree dopo una prima selezione dell'advisor immobiliare Cushman & Wakefield. All'ultimo minuto, l'Eni ha proposto l'ex Gazometro che ha il merito di essere centrale e in una zona (Ostiense-Testaccio-Garbatella) dove i laziali sono rari come i panda. Il problema sta nei lavori di bonifica, stimati in una cifra astronomica (200 milioni di euro). Inoltre i lavori in piena città paralizzerebbero il sud di Roma per quattro anni. Il sindaco Gianni Alemanno preferisce Tor di Valle (proprietà del costruttore Parnasi), già collegata dalla linea ferroviaria Roma-Lido. La scelta finale sarà frutto di una mediazione tra il Campidoglio e il futuro presidente romanista Jim Pallotta. Per ora, il nuovo stadio ha fatto il miracolo di distendere i rapporti Roma- Juventus magari anche perché Cushman & Wakefield appartiene al gruppo Exor, la holding che è principale azionista della Fiat e della Vecchia Signora. Al clima da intesa cordiale resiste mister Zdenek Zeman, mangiatore di bambini juventini e critico sul fatto che Conte continui ad allenare la Juve anche se non siede in panchina. Nuovo stadio in vista anche per il Cagliari a Quartu Sant'Elena, dove sarà ristrutturato il vecchio impianto di Is Arenas, e per la Sampdoria neopromossa dei Garrone. L'usato, per lo più, prevale sul nuovo. Tra le eccezioni c'è l'Inter in formato Repubblica popolare cinese del presidente Massimo Moratti e del figlio vicepresidente Angelomario detto, con lungimiranza, Mao. La China Railway Construction dovrebbe costruire l'impianto dei nerazzurri, mentre altri investitori cinesi ancora da individuare entreranno nel capitale del club più in rosso d'Italia (quasi 1,5 miliardi di euro di perdite sotto la gestione Moratti) con una quota tra il 15 e il 30 per cento.
Cinesi, americani e fabbrica di debiti
Con conti economici e stati patrimoniali da retrocessione, i club di serie A sperano nei cavalieri bianchi, o di qualunque colore eventuale, in arrivo dall'estero con container di denaro al seguito. I sogni sono duri a morire. Finora l'unico zio d'America, Tom Di Benedetto della Roma, è arrivato per tagliare stipendi (da 101 a 80 milioni di euro). L'unico mezzo oligarca russo, Yuri Korablin, bivacca a Venezia, dove la squadra è appena riuscita a salire dalla serie D alla Seconda divisione di Lega Pro, l'ex C2. Non proprio il Chelsea di Roman Abramovich. La quota libica nella Juve è svanita dopo il crollo della famiglia Gheddafi. I cinesi, anche quelli interisti, sono businessmen poco inclini allo sperpero. Gli arabi che dovevano entrare nel Palermo di Maurizio Zamparini sono diventati una gag da Ficarra&Picone e anche gli emiri interessati a una fetta di Milan non hanno ancora trovato un motivo valido per comprare una quota di minoranza in una società in perdita dove non conterebbero nulla e dove, presidente o non presidente, trapiantato o calvo, da 26 anni comanda sempre lo stesso. I capitali esteri non salveranno la serie A. Del resto non hanno salvato, anzi, hanno devastato la Premier League che ha tolto alla serie A il titolo di campionato più bello a costo di un indebitamento mostruoso. L'ultima Review of Football
Finance curata da Deloitte lo stima in 2,4 miliardi di sterline (oltre 3 miliardi di euro) contro i 2,6 miliardi della serie A. Quanto alla Liga, è tecnicamente fallita. I finanziamenti del consorzio Bankia presi dalla Bce e girati ai top club spagnoli rappresentano uno dei maggiori scandali finanziari del 2012. I trionfi mondiali ed europei della nazionale di don Vicente Del Bosque passano attraverso un indebitamento che supera i 3,5 miliardi di
euro. Di questi, oltre 2 miliardi derivano dalle follie di mercato dei top club come Real Madrid (589 milioni di debiti), Barcellona (578 milioni), Atlético Madrid (514 milioni) e Valencia (382 milioni). Tuttavia, il tifoso se ne frega della finanza. Il calciomane italiano è scontento solo perché, sul piano tecnico, le squadre inglesi, il Barça, il Real che ha suonato il Milan in amichevole estiva, sono fuori dalla portata delle nostre squadre, salvo difendere in undici sulla linea di porta. Detto che i nuovi stadi comporteranno un aumento consistente dell'indebitamento lordo, è anche vero che la nuova autarchia potrebbe essere un'opportunità per lavorare al rilancio, se il fair-play finanziario promosso da Michel Platini aiuta il sistema del calcio continentale a ritrovare un minimo di equilibrio tra poveri ma intenditori e scialacquatori incompetenti. Intanto, prosegue il valzer degli addii.
Uscenti ed emergenti
Quest'anno la rubrica "ci hanno lasciato" è ricca di nomi. Zlatan Ibrahimovic, Thiago Silva, Ezequiel Lavezzi, Fabio Borini sono gli scappati eccellenti. Da qui alla chiusura del mercato a fine agosto potrebbero essercene altri. La novità è che persino la Francia è diventata un concorrente, grazie al Psg dei principi del Qatar, la famiglia al Thani (145 milioni spesi soltanto per Thiago, Ibra e il brasiliano Lucas). Per tenere buoni i tifosi, i presidenti nostrani fanno la faccia triste e allargano le braccia. In realtà, non vedevano l'ora che qualcuno li liberasse dal ricatto finanziario delle star superpagate. Silvio Berlusconi ha dato la scossa più forte con un taglio degli ingaggi da 190 a 130 milioni di euro. La figlia Barbara, erede designata agli affari rossoneri, ha unito l'utile al dilettevole sgombrando Milanello dai rivali del fidanzato Pato. L'Inter è talmente giovanilista da avere confermato in panchina l'ex allenatore della Primavera romanista Andrea Stramaccioni. La serie A ha quindi accettato il ruolo di mercato secondario e si è buttata sui giovani, non necessariamente italiani. Nel giro di poche settimane lo slogan si è diffuso nell'intera Lega calcio. Il mantra di tutti è diventato Moneyball, un film dell'anno scorso con Brad Pitt e Philip Seymour Hoffman. La trama, ispirata a una storia vera, racconta di una squadra di baseball che ingaggia per un pugno di dollari un gruppo di giocatori incompresi e li valorizza. Messa così, sembra facile. Molti incompresi sono tali a buon diritto e non sempre i giovani mantengono le promesse.
Le maggiori aspettative sono su Mattia Destro. L'attaccante comprato dalla Roma è stato l'uomo-mercato. Occhio anche a Ciro Immobile (Genoa), di scuola zemaniana, e a Luis Muriel, l'ennesimo acquisto che procurerà plusvalenze multimilionarie all'Udinese. Ma il vero colpo l'ha fatto il Napoli prendendo dal Pescara Lorenzo Insigne, seconda punta alta 163 centimetri, 21 anni, made in Naples. Sul Golfo i profeti in patria sono rari (Totonno Iuliano, i fratelli Cannavaro, Ciro Ferrara) ma su Insigne si può scommettere anche senza il trucco. Un italiano così forte a 21 anni non si vedeva da parecchio. Il problema sarà tenere lui e gli altri a giocare in serie A per più di un paio di stagioni. (gianfrancesco turano)
a seguire:
Dr. Pulvirenti e Mr WindJet
Tra i miracoli del calcio c'è quello di Antonino Pulvirenti. In veste di presidente del Catania calcio, fino alla fine di luglio l'imprenditore di Belpasso ha tenuto conferenze stampa e incontri col sindaco Raffaele Stancanelli sul nuovo stadio dei rosazzurri. L'impianto costerà 90 milioni di euro e sarà realizzato al quartiere del Librino, in zona aeroporto. Quello stesso aeroporto dove, dal 12 agosto, hanno smesso di atterrare i voli della Wind Jet di Pulvirenti con 300 mila persone bloccate a terra e 500 dipendenti della compagnia aerea a rischio disoccupazione. La storia ha dell'incredibile solo per chi ignora il potere salvifico e il privilegio di immunità che si accompagna alla presidenza di una squadra, meglio se di serie A. Così sui quotidiani tengono banco le polemiche tra il management Wind Jet, l'Alitalia che chissà perché dovrebbe salvare la compagnia siciliana, l'altrettanto siciliano Vito Riggio, numero uno dell'ente dell'aviazione civile (Enac), e le associazioni dei consumatori che sottolineano l'ennesimo caso di crisi del low cost alla vigilia delle vacanze estive. Ma basta andare alla pagina dello sport e ci si può informare sul vivace calciomercato del Catania, con otto acquisti a fronte di quattro cessioni. E mancano ancora un rinforzo difensivo e un centrocampista. Eppure Wind Jet e Catania sono controllate dalla stessa holding, la Finaria, a sua volta posseduta al 90 per cento da Pulvirenti. Per Finaria, che ha 348 milioni di ricavi consolidati nell'ultimo esercizio disponibile (2010) con un utile netto di 3 milioni, la compagnia aerea rappresenta circa due terzi dell'attività di gruppo con una perdita di 3 milioni. Altri 100 milioni di euro vengono dai supermercati della Meridi e 55 dal Catania che ha chiuso la stagione 2010-2011 con risultati in crescita e un utile di 6,5 milioni ottenuto grazie a una politica di mercato concentrata su giocatori
argentini da lanciare. Lanciati anche l'allenatore Vincenzo Montella, passato alla Fiorentina dei Della Valle, e il direttore sportivo Pietro Lo Monaco, che si è messo in proprio acquistando il Messina in serie D. I passeggeri Wind Jet si sono invece lanciati a loro spese ricomprando il biglietto a caro prezzo (g.t.)
Benevole con i romoletti, realista con noi aquilotti.
carta da c**o
Citazione di: AquilaLidense il 18 Ago 2012, 14:28
realista con noi aquilotti.
davvero
io me chiedo come facciate
con che faccia, intendo, abbiate esultato per tre lustri per la Lazio di un malfattore, bancarottiere, coccodrillo di aziende in crisi ed evasore conclamato ed oggi, invece, facciate le pulci al culo di uno che è e-sat-ta-men-te uguale a tanti altri cialtroni presidenti o presidenti cialtroni che popolano la serie A
anzi no, non è uguale
i ns conti li mantiene in attivo e puliti
siete sempre in attesa di un cavaliere bianco inamidato
ma, alla fine, vi starebbe bene anche un ciarrapico ancora più lordo (magari impastato con farina casalese) basta che vi facesse vincere e ci fosse un giro-de-campo con un po' di vecchie glorie tutte pistole e palloni
Citazione di: porgascogne il 18 Ago 2012, 14:42
davvero
io me chiedo come facciate
con che faccia, intendo, abbiate esultato per tre lustri per la Lazio di un malfattore, bancarottiere, coccodrillo di aziende in crisi ed evasore conclamato ed oggi, invece, facciate le pulci al culo di uno che è e-sat-ta-men-te uguale a tanti altri cialtroni presidenti o presidenti cialtroni che popolano la serie A
anzi no, non è uguale
i ns conti li mantiene in attivo e puliti
siete sempre in attesa di un cavaliere bianco inamidato
ma, alla fine, vi starebbe bene anche un ciarrapico ancora più lordo (magari impastato con farina casalese) basta che vi facesse vincere e ci fosse un giro-de-campo con un po' di vecchie glorie tutte pistole e palloni
quuel terreno per costruire uno stadio è "na merda". Quando esondò il tevere ci siamo fatti un bucio di culo che levete per portare via dei cani che stavano in una "pensione di cani" di merda, che per fortuna hanno pure chiuso e denunciato.
poi, detta papale-papale, cialtrone x cialtrone, preferivo quello che sbagliava i congiuntivi a questo forbito che parla in latino e non perde occasioni per parlare dei valori der clebbe (cit.), almeno la "roma merda" me la trovavo sempre sotto e le promesse le manteneva, perchè si achiara una cosa una volte per tutte la Lazio non è arrivata al fallimento per colpa diretta di Cragnotti, ma perchè è Cragnotti che è fallito.
ma poi chi ca@@o se lo aspetta un cavaliere bianco, che oltretutto prende sempre la sveglia dal cavaliere nero.
che poi peli der culo per peli der culo, quando abbiamo parlato di Olympia sei stato te a farmeli sindacando sulla mia alimentazione e sul mio avatar.
Mi domando a cosa servano questi articoli. Tutta questa gente che si meraviglia per il calcio malato, stadi semivuoti e quant'altro, si è mai chiesta in quale paese diciamo "normale" si continuano a ingrassare mummie come Abete e Petrucci per fare un esempio. Uno ha dovuto spostare una finale di supercoppa a Pechino per guadagnare qualche euro in più e l'altro ha portato avanti una battaglia per due biglietti gratis non concessi. Poi si presentano anche in televisione elogiando l'Italia per le vittorie olimpiche, magari in sport dove i finanziamenti pubblici latitano. La vergogna questa sconosciuta...
la stai a prende sul personale e sbagli, visto ho usato il plurale
poi, per quanto riguarda quei terreni (visto che ci ho vissuto 16 anni sulla tiberina), ti posso dire 3 cose:
- siamo nel 2012: ci sono sistemi costruttivi che permettono di costruire ovunque...certo, bisogna utilizzarli e spendere molto e, magari, chi ha accroccato quel canile su quei terreni di merda, magari non ha tenuto conto del livello di esondazioni e, arimagari, ha costruito anche abusivamente
- in 16 anni, oltretutto, il tevere è esondato SOLO sul lato sx del suo scorrere, quindi lato monterotondo/salaria...sulla tibarina, in 16 anni, non è MAI esondato...differente è dire che, primo, quei terreni sono golenali e quindi hanno un basso assorbimento di acque piovane (ma a questo c'è rimedio), secondo, il problema è, semmai, chi ha costruito a cazzo di cane in collina (riano, belvedere di riano, colle romano, sant'isidoro) che, come al solito in italia, ha costruito i suoi beati cazzi strafregandosene di sistemare lo scolo a valle delle acque
- dove era posizionato quel canile? perché se stiamo parlando di quello appena sotto l'intersezione flaminia/tiberina, beh, con quei terreni non c'entra nulla...se, invece, stiamo parlando del lato monterotondo, è quello il lato pericoloso visto che l'argine è più basso di un metro e mezzo del lato tiberino
in tutti i casi, stai calmino
Citazione di: porgascogne il 18 Ago 2012, 15:06
la stai a prende sul personale e sbagli, visto ho usato il plurale
si, ma mi hai pure citato ed ultimamente qui sul forum se critichi, bene che ti va ti danno del romanista.
Citazione di: porgascogne il 18 Ago 2012, 15:06
dove era posizionato quel canile? perché se stiamo parlando di quello appena sotto l'intersezione flaminia/tiberina, beh, con quei terreni non c'entra nulla...se, invece, stiamo parlando del lato monterotondo, è quello il lato pericoloso visto che l'argine è più basso di un metro e mezzo del lato tiberino
no, sul lato via Flaminia, all'incirca dopo 3 km dal raccordo, poco più avanti di una specie di grossa ferramenta oppure grosso fiorai (me lo ricordo perchè vendeva pure cibo per cani); il canile era su uns strada sterratissima... il posto di preciso non me lo ricordo.
Citazione di: porgascogne il 18 Ago 2012, 15:06
in tutti i casi, stai calmino
sì, però mi pare che il più ignorante sia stato te, in fondo mi sono solo scordato di mettere la faccian sul ca valiere bianco e nero.
ma ignorante de che?
ma dove vivi, nel castello fatato di biancaneve?
(ecco la faccina)
:pp
insomma,io ho preso spunto da quanto tu dicevi (diretto attacco alla società, visto che davi ragione al prof. boeri in un articolo pieno di mala fede - as usual - e mezze verità) per raggrupparti (questo, semmai, avresti dovuto rimproverarmi) fra quelli ai quali il pregiudicato cragnotti stava benissimo ed il pregiudicato lotito no (detta così sembra la stessa cosa, ma se vediamo i capi d'imputazione lo capiamo tutti chi è il cavaliere bianco, no?)
ah, cmq quel canile (abusivo) lo conoscevo bene visto che avevo fatto delle foto da utilizzare per una campagna di sensibilizzazione a favore delle associazioni canine (capito, 'sto steronzo de porga?...pensa, pure gratis l'ho fatte)
appena dopo il metro' agricolo e prima del camping dove fanno l'oktober fest
beh, notiziona: quella zona non sono i terreni di lotito, che distano ca. 2 km
(ma cmq il fatto fndamentale è che io a boeri non gli direi mai che nn capisce un cazzo di economia, ma di tecniche costruttive su terreni alluvionali si, eccome)
Anyway, anche i terreni di Tor di valle sono a rischio esondazione tanto è vero che, quando decenni fa l'ippodromo fu costruito, l'inaugurazione fu rimandata perchè lo stesso era alluvionato.
Ma questo nel caso della rioma non è un problema, e non solo perchè i romanisti galleggiano sempre
Citazione di: radar il 18 Ago 2012, 16:02
Anyway, anche i terreni di Tor di valle sono a rischio esondazione tanto è vero che, quando decenni fa l'ippodromo fu costruito, l'inaugurazione fu rimandata perchè lo stesso era alluvionato.
Ma questo nel caso della rioma non è un problema, e non solo perchè i romanisti galleggiano sempre
radar,
l'atac lo stadio lo farà ad anagnina. proprio perchè, conti alla mano, risparmia sulla messa in sicurezza di quello ipotetico a tor di valle.
questo è quello che ha detto la dirigenza quando ha giustificato la scelta di anagnina come zona destinata al futiuro stadio.
Non lo sapevo e, abitando non lontano da Tor Di valle, ne sono sollevato.
Vorrei far notare invece il pezzo su Pulvirenti ed il fallimento di Windjet. Ora io non so esattamente le dinamiche delle società di Lotito ma sono lieto che il nostro presidente non sia uno che in.cula migliaia di passeggeri (vendendo biglietti aerei che non potrà onorare) e mettendo in mezzo ad una strada centinaia di famiglie pur di comprare giocatori per la squadra
Citazione di: Kim Gordon il 18 Ago 2012, 16:05
radar,
l'atac lo stadio lo farà ad anagnina. proprio perchè, conti alla mano, risparmia sulla messa in sicurezza di quello ipotetico a tor di valle.
questo è quello che ha detto la dirigenza quando ha giustificato la scelta di anagnina come zona destinata al futiuro stadio.
torvergata
Citazione di: porgascogne il 18 Ago 2012, 14:42
davvero
io me chiedo come facciate
con che faccia, intendo, abbiate esultato per tre lustri per la Lazio di un malfattore, bancarottiere, coccodrillo di aziende in crisi ed evasore conclamato ed oggi, invece, facciate le pulci al culo di uno che è e-sat-ta-men-te uguale a tanti altri cialtroni presidenti o presidenti cialtroni che popolano la serie A
anzi no, non è uguale
i ns conti li mantiene in attivo e puliti
siete sempre in attesa di un cavaliere bianco inamidato
ma, alla fine, vi starebbe bene anche un ciarrapico ancora più lordo (magari impastato con farina casalese) basta che vi facesse vincere e ci fosse un giro-de-campo con un po' di vecchie glorie tutte pistole e palloni
Quoto, straquoto e me so' rotto er cazzo.