Da Sportweek via LLSN
Stefano Mauri si racconta: "Gli ultrà vengono criticati ma sono sinceri...i tifosi mi attaccano per un malinteso con Di Canio"
Stefano Mauri è stato senz'altro uno degli inaspettati protagonisti di questa stagione ad alti livelli della Lazio. Dopo stagioni vissute in ombra, con prestazioni opache e deludenti, ora sembra essere tornato quel giocatore eccellente che si è visto durante il suo trascorso con la maglia dell'Udinese ed il suo primo anno con quella della Lazio. Ha rilasciato una lunga intervista nelle pagine di "Sport Week" dove ha raccontato la sua intensa esperienza a Roma, una città molto passionale rispetto alla sua chiusa e fredda Brianza. "Fare il calciatore a Roma è complicatissimo. Vivi sotto la lente di ingrandimento. Qualsiasi cosa tu faccia o dica è amplificata dalle radio dedicate alla Lazio o alla Roma, che parlano di calcio 24 ore su 24 per 365 giorni. E insieme a loro la gente, che vive di e per il pallone". Dopo una sconfitta prende l'aereo per Milano per stare con la sua famiglia. Per strada, spesso i tifosi lo fermano: "Ti fermano e ti chiedono: come hai fatto a sbagliare quel gol? Come cavolo siamo riusciti a perdere? Perché l'allenatore non ha sostituito per tempo quello e non ha fatto giocare quell'altro?" . E lui risponde: "Ormai metto su il disco: come ho fatto a sbagliare il gol? Se lo sapessi te lo direi... Perché abbiamo perso? Se conoscessi il problema , lo avremmo risolto e non perderemmo più... Perché l'allenatore non ha sostituito il compagno? Devi chiederlo a lui...E via così". Di insulti non ne riceve molti a suo dire: "Sinceramente, no. Dopo un gol sbagliato a Udine me ne dissero di tutti i colori, ma la maggior parte delle volte gli insulti ti arrivano addosso in partita, è difficile che qualcuno abbia il coraggio di ripeterli faccia a faccia. I romani sono invadenti, hanno un concetto vago della privacy, ma sanno qual è il limite e non lo superano mai. Quando capiscono che non è aria, lasciano perdere". Ecco cosa pensa degli ultrà laziali: "Sono molto criticati per la loro matrice politica di estrema destra. Ma sono tifosi sinceri: vivono per la maglia e preferiscono quelli poco dotati tecnicamente ma che si impegnano al massimo a chi ha grandi colpi e si impegna mal volentieri. Ho conosciuto gli ultrà e posso dire che fuori dal campo sono persone normalissime" Nonostante abbia giocato una grande stagione, al primo errore viene fischiato: "Mi fischiano per partito preso. Tutto nasce dal mio primo anno qui, da un malinteso tra me e Di Canio, idolo della tifoseria. Lotito non gli rinnova il contratto, a me chiedono come faremo senza un leader, io rispondo che vi si può far fronte con l'unità di gruppo, i giornalisti titolano: Mauri dice che alla Lazio non serve un leader. Sono stato il primo acquisto di Lotito, mi considerano un suo uomo". Il suo segreto per vivere a Roma invece è: "In campo dare il cento per cento. Fuori, restare nel proprio ambiente, non dare troppo nell'occhio, evitare eccessi. Qui ti conoscono pure i cani".
Bah...