Mauri , Sculli e il massaggiatore Papola il 20 novembre in Procura

Aperto da Magnopèl, 13 Nov 2012, 15:51

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WhiteBluesBrother

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Il timore è che sto Gegic venga a deporre in base a congrui malloppi su appositi conti svizzeri, incolpando tizio e non caio, dove caio, magari anche colpevole, gioca per chi ha sganciato a Gegic, e tizio per la squadra nemica.
La speranza è che le cose non stiano così, che gli implicati siano altri, ben altri, e se deve essere coinvolto ancora il povero Mauri venga coinvolto anche un totto o un capitan trinchetto, perché dopo due secondi le sue testimonianze verrebbero archiviate come non credibili, di default.
Olé.

maverickiv2007

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Io mi chiedo solo una cosa: perché questo qui viene a deporre spontaneamente, una settimana dopo le audizioni di Mauri & Co. da Palazzi, visto e considerato che se fosse stato necessario si sarebbe potuto rintracciare prima e far deporre prima. E' evidente che qui ogni qual volta che Palazzi & Co. non sanno a che santo andarsi a benedire, tirano fuori una nuova carta dal mazzo così, tanto per supportare le loro tesi.

Laziale1900

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ma un accoglienza festosa per Gegic a fiumicino??? non vorrei che arrivassero prima l'altri e gli mettessero una sciarpetta con la cagna al collo,,,

mazzok

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Roxy00

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gaizkamendieta

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Citazione di: mazzok il 26 Nov 2012, 09:49
per me non viene, scommettiamo
anche secondo me, qui me sembra un bluff continuo giusto per sperare che "qualcuno" se la faccia sotto improvvisamente e dica cio' che loro vorrebbe sentigli dire !

turco

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Leggete qua, poi dici che abbiamo le manie di persecuzione.



PUBBLICO, LUNEDI' 26 NOVEMBRE (di Boris Sollazzo e Matteo Patrono)


«Soldi, potere, consenso Ecco perché il calcio è il gioco preferito dei clan»

«Sculli, Mauri, Signori. L'evoluzione della specie è il calciatore affarista»

«Maradona nella vasca dei Giuliano fu una legittimazione  sociale enorme»

«Il problema non è Lavezzi frequenti un boss ma chi fa da tramite»



«Ho più problemi ora che parlo di calcio che quando facevo i superprocessi di Camorra ». Gioca con l'ironia Raffaele Cantone mentre manda giù un caffè mattutino al bar della Suprema Corte di Cassazione dove lavora come giudice all'ufficio del Massimario. Lui che da pm della Direzione distrettuale anti-mafia ha contribuito alla condanna definitiva dei boss casalesi nel processo Spartacus e indagando sui loro affari fuori dal casertano ha svelato il tentativo di scalata criminale a un club di serie A, ha dato alle stampe un libro sui pericolosi rapporti che intercorrono tra il calcio inteso come giocatori, club, tifosi, sistema, e la mafia intesa come mafia. Si intitola Football Clan. Perchè il calcio è diventato lo sport più amato dalle mafie (Rizzoli), sembra un romanzo e Cantone, 49 anni, abbonato in curva A ai tempi del Napoli di Krol prima di entrare in magistratura, l'ha scritto col giornalista dell'Espresso Giulio Di Feo. È un racconto scomodo e coraggioso su come a partire dagli anni '80 il calcio sia diventato terreno fertile per gli interessi criminali di Camorra, Cosa Nostra, 'Ndrangheta, Basilischi, signori di Singapore. Un pezzo di società civile infiltrato e inquinato dalle cosche al pari della politica e dell'economia nazionale. Una torta troppo grande per non suscitare gli appetiti di lucro, potere e consenso della mafia postmoderna, un'agenzia di servizi in giacca e cravatta che ha scoperto nel calcio un partner ingenuo, bisognoso di soldi liquidi, sempre disposto a chiudere un occhio. Di questo ambiente colluso e connivente, Cantone consegna una radiografia da gelare il sangue ma anche una serie di proposte concrete per provare a disinfestarlo. «Perchè continuando a lasciarsi vampirizzare dalla mafia, il calcio rischia di perdere ogni credibilità e fare la fine dell 'ippica, una vecchia tradizione abbandonata da tutti». Parola di un appassionato che ogni gol del Napoli è un tuffo al cuore e una disquisizione tecnico-tattica col figlio adolescente.

Ecco cominciamo proprio dal Napoli. La settimana scorsa Ezequiel Lavezzi è tornato in città per testimoniare a un processo di Camorra e raccontare come lui, col boss Antonio Lo Russo, ci giocasse alla playstation senza sapere neanche chi fosse. Cosa ne pensa, da tifoso e da magistrato?
Questa storia, lo confesso, la trovo molto inquietante. Ed emblematica. Per un tifoso normale, avvicinare Lavezzi ed entrare in confidenza con lui o farsi una foto con Marek Hamsik come successo al boss degli Scissionisti Domenico Pagano, è proibitivo, praticamente impossibile. Qui invece, per loro, sembra facilissimo. Come si crea questa osmosi? Chi fa da tramite? Nel caso di Lavezzi a metterli in contatto sarebbe stato Marco Iorio, un imprenditore di successo che aveva pizzerie in tutta Italia e aveva capito che il calcio poteva aprirgli le strade dei salotti buoni, che la sola presenza teorica di un calciatore in società con lui (Fabio Cannavaro, ndr), dava un'apparenza diversa alla sua società e all 'intera città. Poi si è scoperto che riciclava denaro per la Camorra e le sue fortune erano legate al barone dell'usura, Bruno Potenza, detto o' Chiacchierone. Io credo pure alla buona fede di Lavezzi, è argentino, cosa sa della camorra? Magari per lui Lo Russo è un ragazzo un po' gradasso ma simpatico, che piace alle donne e ha tanti soldi in tasca e belle macchine, proprio come lui. Uno che ha una serie di interessi simili, non si pone il problema di che fa per vivere Lo Russo.

In fondo lo faceva già Maradona, 20 anni prima di lui. Cosa è cambiato da allora?
Frequentando la casa dei Giuliano, facendosi fotografare nella loro celebre vasca a forma di conchiglia, Maradona opera una legittimazione incredibile della Camorra in una città che lo ama alla follia. Non si fa ricevere in una casa lussuosa di Posillipo o a Capri. No, va a Forcella, che all'epoca aveva ancora i tubi innocenti del terremoto, un quartiere degradato con una casa principescamente arredata. Magari i Giuliano erano simpatici e Luigino Giuliano componeva belle poesie e belle canzoni, e per questo piacevano a Maradona, però lui per loro rappresentava una legittimazione sociale enorme. E parliamo di uno che il totonero. E quale legittimazione maggiore poteva esserci per il creatore di quel gioco e di quel sistema che la conoscenza col grande Diego? Manifestare di avere rapporti così ad alto livello era per tutti una garanzia. L'orga - nizzazione mafiosa rispetto alla società civile è ancora più affamata e bisognosa di immagini e simboli, e lui glieli diede. Aver portato Maradona a Forcella ha un effetto clamoroso sul prestigio criminale ed economico del clan. Lo Russo aveva interesse a incontrare Lavezzi per gli stessi motivi.

Ha mai creduto alle rivelazioni dei pentiti sullo scudetto dell'88 venduto alla Camorra per non far saltare il banco del totonero?
Io sono abituato a ragionare sui fatti e certe dichiarazioni non sono suffragate dai fatti, molti di quei pentiti hanno parlato di voci che hanno sentito, nessuno è stato mai in grado di raccontare episodi specifici che potessero dimostrarlo. Da tifoso posso anche ammettere di aver notato delle stranezze, ma invito tutti ad essere molto attenti, perché dar credito a certe voci alimenta il mito. Naturalmente i rapporti di Maradona con certi ambienti possono suffragare certe dicerie, anche perché senza Diego consenziente non si poteva certo perdere uno scudetto. Il pibe piuttosto è l'emblema dell'effetto sanante del successo. Se porti risultati, ti si perdona tutto, un po' come avvenne per il primo calcioscommesse e poi per Calciopoli, sgonfiati dalle vittorie ai mondiali del 1982 e del 2006. Di fronte a un grande calciatore si può chiudere un occhio. Anzi, tutti e due. Pensate all'associazione «Te Diegum», ancora in piedi: gioca sulla sacralità del Te Deum, e ad essa nell'epoca d'oro partecipava il meglio della classe dirigente partenopea. Era un'associazione nata con un assunto molto semplice: Maradona non si discute, si ama. E «Te Diegum» oggi sostiene che Maradona può venire a Napoli quando vuole, che nessuno se ne frega nulla della storia dell'evasione fiscale. Questo meccanismo mi sembra difficile riscontrarlo in altri campi: è come se i vizi privati di un politico venissero perdonati perché è un vincente. Oddio, forse è successo, ma in modo diverso.

Lei si è occupato in prima persona della scalata dei Casalesi alla Lazio. Una vicenda che comincia con uno sconosciuto industriale di Mondragone, Giuseppe Diana, che propone a Lotito di sponsorizzare la squadra in Europa pagando in contanti.
Non voglio difendere Lotito, ma almeno in questo caso si trovava in una situazione molto complessa, doveva fronteggiare una serie di problemi dovuti alla gestione Cragnotti che aveva affidato merchandising e organizzazione delle trasferte agli ultras: c'era un gruppo di tifosi che lo faceva di mestiere e con interessi economici consistenti. Tanto che per il cambio di rotta Lotito subisce contestazioni e minacce da parte di una tifoseria legata all 'estrema destra e ambienti criminali tipici di un certo milieu romano. Lotito capisce che c'è qualcosa che non torna in quella proposta: Diana distribuisce gas e solo nella provincia di Caserta. Perché spendere un milione di euro per far pubblicità a un prodotto che è pure in via di estinzione sul mercato a causa del metano? La risposta, francamente, sembra solo una. E così deve essere sembrato anche al presidente della Lazio. Che rifiutò ma non denunciò nulla.

E il ruolo di Long John Chinaglia, il volto della fantomatica industria farmaceutica ungherese dietro cui si nascondevano i casalesi per riciclare i loro proventi illeciti nascosti all 'estero?
Credo che Chinaglia sia stato più ingenuo che disonesto. Ricordo ancora uno strano commercialista che tentò di acquistare il Napoli di Ferlaino con dei Cct falsi, poi fu scoperto e la cosa saltó. La verità è che quando entri in questi mondi, esistono meccanismi di sostanziale autofinanziamento: ti rivolgi alle banche, hai un brand particolarmente forte da mettere sul mercato e loro ti finanziano e vai avanti. Certe squadre sono materiale finanziabile e garantiscono rapporti con una serie di mondi che per i più bravi possono portare a un autofinanziamento. Se sei Moratti, certo, non ne hai bisogno, se sei Berlusconi hai bisogno d'altro. Peró è un falso mito che col calcio si perdano soldi. E le mafie lo hanno capito.

Nel vostro libro, c'è un calciatore che è un po' il simbolo di questa commistione tra calcio e criminalità. L'ex attaccante di Lazio e Genoa, Giuseppe Sculli, nipote del boss calabrese Giuseppe Morabito.
Sculli è paradigmatico di molte cose a partire da una giustizia sportiva che, anche e soprattutto non per colpa sua, funziona male. L'indagine legata a Crotone-Messina è illuminante. Lì si parlava di capicolli per addomesticare alcuni risultati del campionato di serie B. Le prove della frode sportiva sono arrivate solo dopo gli accertamenti penali, quando l'effetto deterrente della squalifica era scomparso perché nel frattempo il calciatore aveva visto la sua carriera impennarsi. Ma anche le vicende successive dimostrano che lui si muove con una logica che dovrebbe inquietare. Prendiamo Genoa-Siena, la gara della scorsa stagione interrotta per volontà degli ultras che costringono i giocatori a sfilarsi le maglie. Sculli si copre la bocca, è l'unico a comunicare con un mondo di una tifoseria complicata. Anche là ci sono soggetti particolari, coinvolti in traffico di droga e altri eventi criminali. Dimostra per lo meno di muoversi con un certo agio in certi ambienti. Ancora, Sculli è coinvolto nelle indagini sull'ultimo calcioscommesse. Che lo vedono allacciare e gestire rapporti anche a Roma, in un giro che comprende ex esponenti della Banda della Magliana. Il che fa pensare che lui sia un elemento che può far da riferimento per certi interessi un po'ovunque, che abbia sponde in tutti i posti in cui gioca. La sua carriera avrebbe avuto un senso diverso con una condanna più severa e tempistica ai tempi dei capicolli. Forse persino a lui, se possibile, avrebbe fatto bene per migliorare.

È un discorso che vale anche per il laziale Mauri, che continua a giocare da mesi nonostante su di lui gravino accuse pesantissime per le scommesse?
In questi casi io ravviso un'enorme ipocrisia, soprattutto nelle società e nei tifosi. Non mi pare che lo considerino un esempio negativo: l'una lo fa capitano, gli altri lo elogiano e lo amano. Si fa finta di non vedere, si giustifica tutto, in nome del tifo e di contratti che sono troppo onerosi per far questioni di principio.


Mauri, Signori, Sculli. Sono i gattopardi del calcio, il terzo livello del pallone?
Il calcio è uno strano ambiente, se ci entri non ne esci più, diventando allenatore, direttore sportivo, osservatore. Ora scopriamo che l'evoluzione in peggio della specie è che puoi rimanerci anche facendo l'affarista. Chi poteva avere il background per entrare in certi mondi, per raccogliere certe voci determinanti nelle scommesse, su chi non si è allenato bene in settimana, chi si è infortunato, chi è indisciplinato o non visto dall'allenatore o chi non prende gli stipendi da un po', se non un ex calciatore? Il punto è che tutto è collegato a un mondo delle scommesse che non siamo abituati a fronteggiare e finiamo per accontentarci dello stereotipo del calciatore ingenuo e sprovveduto. Invece andrebbero vietati alcuni tipi di scommesse facilmente condizionabili, tutte quelle dalla Lega Pro in giù. Sono criminogene, perché entrano in un mondo in cui gli interessi economici sono ridotti all'osso. Qui spesso i calciatori rischiano di non essere pagati. E se sulle loro partite puoi scommettere somme ingenti, realizzando filotti milionari, allora puoi comprarti mezza squadra senza problemi. Servono interventi legislativi che presuppongono un coraggio che purtroppo faccio fatica a pensare verrà trovato.

Eppure nel vostro libro offrite alcune soluzioni per cambiare le cose.
Sono tante le cose che devono cambiare a partire dalla giustizia sportiva. Possiamo continuare a considerarla pari a qualsiasi altra giustizia privata pari a quella dei probiviri di un circolo del tennis o di un club qualsiasi? Qui parliamo di un mondo che muove milioni di euro ma dove le frodi sportive hanno profili penali assolutamente sottovalutati. Perché non creare gruppi specializzati come successo, ad esempio, per i Nas? Li abbiamo inventati noi per fermare i furti e i traffici di oggetti archeologici, ce li hanno copiati in tutto il mondo e ora perché non usarli per il calcio? È necessario migliorare il coordinamento europeo, creare un'uniformità legale internazionale in materia: abbiamo capito che le scommesse non hanno confini, che attraverso le puntate in rete il denaro viene ripulito e trasferito all'estero senza lasciare traccia e con l'avallo dello Stato che si fa complice delle cosche. È ora di prendere misure impopolari e poco spendibili a livello elettorale ma assolutamente necessarie. Altrimenti faremo la fine dei cavalli.


nota mia: e questo sarebbe un magistrato? Ha giá condannato persone a cui ancora non é stato fatto un processo. Mio Dio in che mani stamo.

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Torakiki

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Citazione di: mazzok il 26 Nov 2012, 09:49
per me non viene, scommettiamo

Me lo auguro ma il paranoico che c'è in me mi fa temere che l'ultimo interrogatorio di Mauri a Palazzi sia servito solo a fornire elementi per la preparazione di  un testo da far interpretare Gegic. Speriamo bene.

Sercio69

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Citazione di: Centurio il 26 Nov 2012, 10:39
nota mia: e questo sarebbe un magistrato? Ha giá condannato persone a cui ancora non é stato fatto un processo. Mio Dio in che mani stamo.

Ottima annotazione.
Sarebbe bastata una semplice domanda del tipo:
Mi scusi Dott. Cantone, ma considerato che in Italia vige il principio della presunzione di innocenza e ad oggi nessun Tribunale si è pronunciato in merito alla loro colpevolezza, per quale ragione Mauri e Sculli dovrebbero essere presi come esempi negativi? Ma soprattutto cosa si giustifica e si fa finta di non vedere? Può specificare meglio?
E ancora: Se dai processi che si faranno, Sculli e Mauri dovessero risultare non colpevoli, i magistrati che hanno chiesto (talvolta ottenuto) arresti e sperperato denaro pubblico in un accanimento senza senso, sarebbero parimenti visti da lei come esempio negativo?
Ma mi rendo conto che siamo in Italia....

robylele

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Citazione di: Sercio69 il 26 Nov 2012, 15:03
Ottima annotazione.
Sarebbe bastata una semplice domanda del tipo:
Mi scusi Dott. Cantone, ma considerato che in Italia vige il principio della presunzione di innocenza e ad oggi nessun Tribunale si è pronunciato in merito alla loro colpevolezza, per quale ragione Mauri e Sculli dovrebbero essere presi come esempi negativi? Ma soprattutto cosa si giustifica e si fa finta di non vedere? Può specificare meglio?
E ancora: Se dai processi che si faranno, Sculli e Mauri dovessero risultare non colpevoli, i magistrati che hanno chiesto (talvolta ottenuto) arresti e sperperato denaro pubblico in un accanimento senza senso, sarebbero parimenti visti da lei come esempio negativo?
Ma mi rendo conto che siamo in Italia....

concordo.
questo magistrato mi sembra pericoloso, farei un'indagine approfondita su di lui e cercare di scoprire come mai ha la possibilità di infangare il prossimo prima che quest'ultimo abbia la possibilità di difendersi.


CodyAnderson

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Citazione di: Centurio il 26 Nov 2012, 10:39
Leggete qua, poi dici che abbiamo le manie di persecuzione.
...
Mauri, Signori, Sculli. Sono i gattopardi del calcio, il terzo livello del pallone?
...
nota mia: e questo sarebbe un magistrato? Ha giá condannato persone a cui ancora non é stato fatto un processo. Mio Dio in che mani stamo.

Assurdo.

Io noto anche che si fanno solamente e soltanto i nomi di calciatori accostabili alla Lazio. Boh ... ci stanno di mezzo altre decine di calciatori e solo quelli della Lazio nominate? Ergo aggiungo "e questo sarebbe un giornalista?". Fa quasi piu' danni un giornalista così (scarso o piu' probabilmente giallorosico in malafede) che il magistrato che almeno ha un giudice da convincere ... povera italia ...



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porgascogne

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Citazione di: robylele il 26 Nov 2012, 15:18
questo magistrato mi sembra pericoloso, farei un'indagine approfondita su di lui e cercare di scoprire come mai ha la possibilità di infangare il prossimo prima che quest'ultimo abbia la possibilità di difendersi.


- puff...puff...a me sembra tanto una brava persona...tipo il mio Vyshinsky, insomma...

gentlemen

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Citazione di: Sercio69 il 26 Nov 2012, 15:03
Ottima annotazione.
Sarebbe bastata una semplice domanda del tipo:
Mi scusi Dott. Cantone, ma considerato che in Italia vige il principio della presunzione di innocenza e ad oggi nessun Tribunale si è pronunciato in merito alla loro colpevolezza, per quale ragione Mauri e Sculli dovrebbero essere presi come esempi negativi? Ma soprattutto cosa si giustifica e si fa finta di non vedere? Può specificare meglio?
E ancora: Se dai processi che si faranno, Sculli e Mauri dovessero risultare non colpevoli, i magistrati che hanno chiesto (talvolta ottenuto) arresti e sperperato denaro pubblico in un accanimento senza senso, sarebbero parimenti visti da lei come esempio negativo?
Ma mi rendo conto che siamo in Italia....

Mauri e chi viene tirato in ballo ha lo strumento della querela, ai tempi attuali la diffamazione a mezzo stampa si paga caro.
Non capisco perchè chi viene tirato in ballo non quereli.

scintilla

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Immagino perchè è già abbastanza sotto botta a Cremona........

Roxy00

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è arrivato il nostro uomo???

me pare aspettando GOdot...... qui è aspettando Gegic.... 8)

mazzok

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Citazione di: Centurio il 26 Nov 2012, 10:39
Leggete qua, poi dici che abbiamo le manie di persecuzione.
PUBBLICO, LUNEDI' 26 NOVEMBRE (di Boris Sollazzo e Matteo Patrono)

...
Lei si è occupato in prima persona della scalata dei Casalesi alla Lazio. Una vicenda che comincia con uno sconosciuto industriale di Mondragone, Giuseppe Diana, che propone a Lotito di sponsorizzare la squadra in Europa pagando in contanti.
Non voglio difendere Lotito, ma almeno in questo caso si trovava in una situazione molto complessa,

bravo, così si fa, adesso ci mettiamo pure a difendere i cittadini accerchiati dalla camorra ... al limite un po' di comprensione.

scintilla

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Citazione di: Centurio il 26 Nov 2012, 10:39

Eppure nel vostro libro offrite alcune soluzioni per cambiare le cose.

Perché non creare gruppi specializzati come successo, ad esempio, per i Nas?

Magari all'inizio, per gestire l'emergenza,  pure un pool di magistrati, perchè no?
Ne potrebbe far parte chi ha già avuto esperienza sul campo, ancora meglio se ha scritto un libro sull'argomento....

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Sercio69

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Citazione di: gentlemen il 26 Nov 2012, 15:31
Mauri e chi viene tirato in ballo ha lo strumento della querela, ai tempi attuali la diffamazione a mezzo stampa si paga caro.
Non capisco perchè chi viene tirato in ballo non quereli.

Perchè al momento non ci sono gli estremi per una querela.
Si tratta sempre di frasi allusorie, mai esplicitamente accusatorie e con i condizionali usati sempre in modo da restare nei limiti della diffamazione senza però mai sconfinare.

RubinCarter

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