http://www.corriere.it/cronache/13_aprile_05/lazio-gegic-calcio-scommesse_01a9a106-9dc7-11e2-9da0-834a30d18cb2.shtmlScommesse: « Possibilità di truccare
le partite della Lazio in Champions League»
Vivrà in un appartamento in città che la moglie, prossima a partorire il terzo figlio, ha affittato per la circostanza
CREMONA - C'era la possibilità di manipolare le partite della Lazio in Europa nel mirino della banda degli zingari, già indagata per una serie di combine di incontri dei campionati italiani di A e B. Il dettaglio emerge dall'ordinanza con la quale il gip Guido Salvini ha concesso gli arresti domiciliari ad Almir Gegic, l'ex calciatore divenuto uno dei principali intermediari tra gli scommettitori e i giocatori. Il giudice sottolinea che le responsabilità di Gegic, nonostante gli sia stato concesso di uscire dal carcere, non si sono attenuate, tutt'altro.
IL COMPORTAMENTO - Secondo Salvini lo "zingaro" ex di Vicenza e Chiasso avrebbe tenuto un comportamento processuale volto solo a nascondere le responsabilità dei suoi complici e della "cupola" di Singapore, la vera centrale del calcio scommesse planetario. Particolarmente sfavorevole, poi, per Gegic sarebbe stato il confronto all'americana svoltosi il 18 marzo scorso con Carlo Gervasoni, ex difensore di Albinoleffe, Mantova e Piacenza a sua volta indagato nello scandalo. Secondo il giudice, mentre Gegic avrebbe genericamente negato gli addebiti che gli vengono mossi, Gervasoni avrebbe portato circostanze di tempo e di luogo molto precise in grado di confermare le tesi della procura.
L'INCONTRO - E' in questo ambito che Gervasoni, nel corso del faccia a faccia ha menzionato un incontro avvenuto tra lui, Gegic e Hristian Ilievskj (altro esponente del clan degli zingari, tuttora latitante) in un ristorante di Legnano l'indomani della riuscita combine tra Lecce e Lazio. Durante quell'incontro sarebbe emersa la possibilità di pilotare anche gli incontri che i biancocelesti si apprestavano a disputare in Champions League. Almir Gegic lascerà dunque il carcere di Cremona nelle prossime ore: andrà ai domiciliari in un appartamento sempre in città che la moglie, prossima a partorire il terzo figlio, ha affittato per la circostanza in quanto la coppia non ha la residenza in Italia. Il pm Roberto Di Martino aveva espresso parere sfavorevole alla scarcerazione e dunque sono stati imposti all'indagato limiti molto stringenti al regime di detenzione domiciliare: niente telefono, niente computer, contatti ammessi solo con la moglie e con gli avvocati difensori.
Claudio Del Frate