AGGIORNAMENTO ORE 17.45 - L'altro legale di Mauri, Amilcare Buceti, è intervenuto ai microfoni di Sky: "Cambiato qualcosa rispetto al primo grado? Alla fine del primo giudizio avevo espresso soddisfazione perché avevamo rassegnato tutti i nostri documenti e in quell'occasione espressi un giudizio prudente ma di moderata soddisfazione per gli esiti. La Commissione aveva cancellato la possibilità che Stefano avesse potuto partecipato a una combine delle gare, oggi questo mio convincimento è uscito rafforzato. Siamo fiduciosi che la Corte di Giustizia Federale possa accogliere il nostro motivo di impugnativa, Palazzi non ha portato elementi di novità". La speranza in casa Lazio è che Mauri possa essere in campo domenica: "La possibilità per ora è teorica, i tempi della decisione potrebbero essere anche compatibili. Dopodomani si disputa una Coppa, la decisione da prendere è elaborata e complessa. Quello che sarà dovrà essere rispettato. Palazzi ha chiesto un salto di qualità? Si tratta del passaggio meno felice di Palazzi, non è coi teoremi suggestivi che si arriva a buoni decisioni. Gli elementi di prova devono essere tangibili. Il tesserato non ha commesso quegli illeciti, vuole tornare a fare il suo mestiere, tutto ciò che abbiamo documentato va in modo univoco verso la sua estraneità a questa vicenda".
AGGIORNAMENTO ORE 17.40 - All'uscita dall'Nh Hotel, l'avvocato Melandri ha risposto alle domande dei cronisti presenti: "E' andata bene, abbiamo rinnovato le argomentazioni presentate in primo grado, lo stesso Palazzi ha replicato allo stesso modo rispetto al primo grado, grosse novità non ci sono state. Il Collegio ha fatto capire di conoscere bene i fatti, mi è sembrato preparato. Ritengo che la decisione possa arrivare in tempi brevi. Spero che Mauri non debba pagare un'amicizia (con Zamperini ndr). Abbiamo presentato ricorso, anche per la squalifica di sei mesi confidiamo in un accoglimento del nostro ricorso". "Non possiamo arrivare a una responsabilità così pesante che si basa su dati che possono essere letti in mille modi, senza avere mai il contenuto di una conversazione - ha proseguito Melandri -. Il solo fatto che due cellulari si aggancino alla stessa cella nella città di Roma non può costituire un elemento di accusa". Il capitano della Lazio ha affrontato questa vicenda cercando di essere condizionato il meno possibile in campo: "Mauri mi sorprende per come ha affrontato l'ultima stagione - dichiara Melandri -. Ha sentito i tifosi vicini, ha deciso di affrontare la vicenda con responsabilità e a scendere in campo con l'atteggiamento che lo ha contraddistinto". Il legale di Mauri ha espresso i suoi dubbi sull'esistenza di presunti nuovi elementi in serbo alla Procura di Cremona: "Non intendiamo sollevare polemiche a livello mediatico su argomenti che devono rimanere nell'ambito delle aule di giustizia. Non si riesce a comprendere per quale motivo ancora l'elemento relativo a Mister X venga tenuto nascosto, a Cremona le indagini vanno avanti di due anni. Non ci sono elementi che possono far ritenere che Mauri avesse già la scheda nei giorni indicati da Palazzi". Melandri ha poi tracciato l'eventuale sviluppo del processo: "Se non ottenessimo il risultato sperato andremmo davanti al Tnas, per ottenere la giustizia che noi riteniamo ci debba essere". Ai microfoni di Sky, Melandri è tornato sulle dichiarazioni del Pm Di Martino: "Preoccupazione per settembre? Le risposte a Di Martino non le diamo tramite i media ma nelle aule di giustizia sportiva. Non condividiamo il contenuto delle interviste e delle indagini. Quando quest'ultime saranno concluse ci difenderemo nelle aule di tribunale. Mi auguro che Mauri possa giocare domenica sera".
(LLsn)