Come al solito ottimo La Penna sul tema Mauri e Tribunale di Cremona
Pin e incidente probatorio: legali di Mauri depositano istanzaRoma, 13 ottobre 2014 – Prosegue l'indagine Last Bet a Cremona, il 29 ottobre si svolgerà la prossima udienza dell'incidente probatorio – 111 i soggetti coinvolti a diverso titolo – ultimo step prima che il pm Roberto di Martino depositi l'avviso di conclusione indagini. In casa Lazio l'inchiesta tocca in particolare Stefano Mauri, arrestato il 28 maggio 2012 con l'accusa di associazione a delinquere finalizzata alla frode sportiva, liberato ad inizio giugno 2014 dallo stesso gip, Guido Salvini, che aveva firmato l'ordinanza d'arresto, liberazione senza alcuna restrizione motivata dall'andamento soddisfacente delle indagini (talmente rapide che dopo oltre 48 mesi attendiamo ancora l'inizio del primo grado...).
Ebbene, negli ultimi dieci giorni alcuni mezzi di comunicazione sembravano lasciar trapelare questo messaggio: "Il telefono di Mauri non è stato analizzato perché il calciatore non ha fornito il pin". La verità, come spesso è accaduto in questa "particolare" storia, è decisamente un'altra. Intanto, qualsiasi inquirente è in grado di "aprire" un telefono senza il pin, basta avere il puc o, in ultima analisi, mostrare l'identificativo del telefono e i dati si ottengono quasi in tempo reale dal gestore; in secondo luogo a Mauri il pin è stato chiesto poco prima del 3 ottobre, termine ultimo, per i periti nominati dal gip, di consegna della perizia tecnica per scoprire cosa contenessereo i pc, gli smartphone e gli altri strumenti oggetto d'indagine.
I legali di Mauri, contattati hanno risposto che il calciatore si stava allenando, si sono presi un po' di tempo per sapere se Mauri ricordasse il pin, senza sciogliere la riserva. La richiesta del pin è stata formalizzata il 3 ottobre scorso, ora lo staff legale del numero 6 biancoceleste ha deciso di "rispondere" alla richiesta con una istanza che è stata depositata la scorsa settimana. Nel documento si svela quanto accaduto nel corso dell'incidente probatorio, con delle modalità mutate durante lo stesso.
In particolare, fino allo scorso marzo l'ingegner Domenico La Manna, perito nominato dal centrocampista brianzolo, ha potuto assistere a tutte le operazioni di recupero dati svolte, il vento è cambiato quando si dovevano analizzare gli oggetti sequestrati ad Alessandro Zamperini. Da quel momento in poi La Manna non ha avuto modo di assistere alle fasi dell'incidente probatorio, tra un rinvio e una motivazione si è giunti prima alle ferie, terminate il 14 settembre, quindi si è atteso il 3 ottobre. Nell'istanza i legali di Mauri si dicono disposti ad indicare il pin, ma, come previsto dalla normativa, chiedono di assistere alle operazioni di "apertura" del telefono del loro assistito, essendo così certi di avere in mano le stesse carte dell'accusa. La sensazione, per chi ha seguito con attenzione questa inchiesta, dopo le diverse dichiarazioni del pm di Martino offerte ad alcuni giornali, è che da parte dei legali di Mauri, Matteo Melandri e Amilcare Buceti, siano finite le guance da porgere.
L'accusa di associazione a delinquere, la galera "fast" del vicecapitano della Lazio, certe dichiarazioni provenienti da Cremona ad personam, hanno lasciate tracce profonde in che le ha subìte, le stesse tracce che di Martino spera di trovare grazie ad un incidente probatorio "anomalo" (i pc e gli smartphone non muoiono, ed essendo in possesso della procura dal 2012 si sarebbero potuti analizzare prima, ndr) e giunto, salvo nuovi conigli dal cilindro, finalmente alla sua conclusione.
Gianluca La Penna
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