Citazione di: cosmo il 03 Mag 2010, 18:24
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Internet soprattutto è una fogna a cielo aperto in cui si rincorrono insulti, minacce, slogan.
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Nessuno ha capito cosa ci fosse in ballo, oppure semplicemente è la loro tattica di sempre elevata all'ennesima potenza: deviare la questione dal suo cuore e spostarla altrove, dove è più conveniente per loro.
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Alla fine ce l'hanno fatta, ancora una volta, quelli che hanno trasformato l'ignoranza di titti in un valore, quelli che dopo ogni partita persa spostano il focus del discorso su arbitri, sorteggi e palazzi vari.
Quelli che si autoproclamano vincitori morali, e hanno creato una leggenda da un gol in fuorigioco avvenuto nel 1981.
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Ancora una volta mentono sapendo di mentire, con una malafede sfacciata e una volgarità inaccettabile
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Quello che è successo ieri sera lo pagheremo nel tempo, purtroppo: in un ambiente sottosviluppato come quello del calcio (e del calcio romano)
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Ma l'alternativa sarebbe stato un dileggio ancora peggiore.
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quello che sta succedendo oggi. Dentro le persone è costantemente in agguato un'aggressività terrificante, una polveriera di violenza che oggi ci vede come bersaglio, e pure domani e il giorno dopo ancora.
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un gavettone di Ferragosto contro un bazuka mediatico.
bellissimo post, pieno di spunti interessanti. Ho evidenziato le parti che mi fanno più riflettere.
Il vocabolo che mi viene in mente è SPROPORZIONE. La risposta massiva, completamente pilotata dai
media, lascia a dir poco perplessi, e a mio avviso dipinge un quadro complessivo dalle tinte inquietanti.
Perchè questa sproporzione nel volume di fuoco? Perchè questa cassa di risonanza mediatica che funziona a pieni giri su argomenti fino ad oggi futili, risibili, come appunto i saldi di fine stagione del campionato di calcio?
L'artificiosità di tutto ciò è palese, i tifosi stessi sanno bene come partite "strane" come quelle dell'Olimpico (e certamente anche del Tardini) siano la norma, più che l'eccezione, a fine campionato.
Tralasciando poi gli aspetti campanilistici, da derby, che anzi sono un'evidente attenuante per certi episodi.
L'anomalia quindi non è nel calcio giocato, nè nella cornice dello stadio, che sono ancora (più o meno) quelli di sempre. L'anomalia è in questo farone spot, un indice mediatico incandescente puntato contro relativamente poche persone, identificate come diversi, cattivi, mentre dalla cabina di regia alcuni burattinai aizzano la folla, fomentano e indirizzano chirurgicamente la rabbia, rabbia di cui la gente sembra inebriarsi, come una droga.
La società dei consumi, oggi nel suo massimo splendore, accumula nella gente un potenziale, una carica violenta di impotenza, rabbia, frustrazione che deve essere in qualche modo scaricata: o neutralizzata a terra, per non causare danni all'Ingranaggio, oppure indirizzata contro precisi obiettivi da colpire, se così conviene.
Questo può sembrare un discorso un po' eccessivo, paranoico, anche se in fondo si parla del solito vecchio "
pane e circo" ovvero, in tempi moderni, dello sport nazionalpopolare usato come strumento di sublimazione degli istinti e di controllo delle masse.
La a.s. roma? Un autorevole lazionetter, più serio che faceto, soleva dire che la roma è nata come strumento di controllo sociale. C'è poco da stupirsi che anche stavolta ci siano di mezzo i colori della lupa rognosa, oltraggiata e parte lesa per definizione.
Ma insomma: è il famoso complotto pluto-giudaico-massone-bla-bla contro la Lazio e i laziali che tanto ci diverte sperculare su questo forum? La solita mania di persecuzione del Laziale Frustrato?
A mio avviso, per quanto la mia premessa possa far pensare il contrario, NO.
E' più che altro la parte finale del
Dottor Stranamore, di Kubrick.
Nei paesi moderni/modernizzati/occidentali/occidentalizzati, e soprattutto qui in Italianistan (cit.), che costutisce la più brillante evidenza se non un vero e proprio esperimento-pilota, è di fondamentale importanza l'efficienza e il controllo mediatico.
La macchina mediatica italiana, messa a punto per i motivi che sappiamo (o immaginiamo di sapere) dalle persone che ben conosciamo (qualcuna no, imho, ma è o.t.) è uno strumento, un'arma potente, efficiente, oliata, onnipresente, paragonabile all'arsenale nucleare del film citato.
Lì un generale scapocciava e causava la guerra nucleare.
Qui, stavolta, un nutrito gruppo di tifosi che staziona abitualmente, per mestiere, alle leve della macchina mediatica, ha messo mano al bazooka, come dice cosmo, per sfogare la propria frustrazione da tifoso represso e sconfitto per l'ennesima volta (tifoso romettaro, rubentino, milanista).
La congiunzione astrale che mette d'accordo romettari, rubentini e milanisti contro i rivali storici (i nerostrisciati per le strisciate, noi Laziali per i romettari) è stata irresistibile. Non poteva essere altrimenti. La risposta è stata massiva, pervasiva, esagerata, ma soprattutto perchè la macchina mediatica è stata concepita per essere potente, pervasiva, esagerata.
Se, al posto del generale sciroccato, Kubrick avesse messo vicino al bottone rosso un gruppo di scimmie, Vera Lynn avrebbe cantato "We'll Meet Again" ugualmente. Nè più nè meno.
Qui è successo lo stesso, ma non è stato il generale (anche se i generali, sotto sotto, se la ridono per il buon esito del collaudo periodico della loro macchina mediatica). E' stato davvero un branco di scimmie ammaestrate.
Scimmie con la sciarpetta.