ROMA - Da Cesena alla Nazionale, da sconosciuto a uomo-mercato e ora lo vogliono tutti. Marco Parolo è la faccia nuova del calcio italiano e la Lazio è sulle sue tracce: il Cesena ha chiesto Foggia (deve abbassarsi l'ingaggio) e Lotito si è informato su Parolo, sarebbe l'ideale nel centrocampo a rombo di Reja. Marco Parolo da Gallarate si è preso tutto in una stagione: la serie A, le copertine e la Nazionale. E' in comproprietà tra Cesena e Chievo, entro il 24 giugno le società dovranno trovare un accordo, altrimenti si andrà alle buste (è l'ipotesi più probabile). Dopo quella data, se Parolo sarà tutto del Cesena, la Lazio lancerà l'assalto (offre pure Garrido). Il patron Campedelli ieri ha confermato l'operazione dopo aver parlato con Lotito: «Giampaolo mi ha chiesto Foggia, ma il calciatore ha un ingaggio alto e bisognerà parlare con la Lazio. I biancocelesti sono interessati a Parolo» .
Parolo, è lei l'uomo-mercato italiano di questa estate. Che effetto fa?
«Mi rende molto orgoglioso, vuol dire che ho fatto bene col Cesena al mio pri-mo anno di serie A, non era semplice, ma sono contento d'aver dimostrato di meritare la categoria».
Lei è in comproprietà tra Cesena e Chievo, ma la vogliono tutti e la Lazio s'è già fatta avanti...
«E' una situazione che mi interessa, non c'è dubbio, ma finora non ho avuto contatti diretti con nessuno. La Lazio è una squadra importante, sapere che si è interessata fa molto piacere, è una società che ha ambizioni e la piazza di Roma è bellissima. Sono pronto a tutto».
Quando si deciderà il suo futuro?
«Ora sono in vacanza, mi sto godendo le ferie dopo un'annata molto lunga. Valuterò il mio futuro nei prossimi giorni, il 24 giugno dovrebbe sapersi qualcosa in più, è una scadenza importante (ultimo giorno per risolvere le comproprietà senza andare alle buste, ndr), vediamo cosa succede».
Parolo alla Lazio, Parolo obiettivo dell'Inter, della Fiorentina, del Napoli e chissà di quante altre squadre. L'avrebbe mai pensato un anno fa?
«Mi piace leggere il mio nome accostato a certe squadre, è una bella e un po' strana sensazione. Ripeto, non c'è nulla di concreto, forse è ancora presto, bisogna aspettare. E' possibile che vada in ritiro con il Chievo o con il Cesena, c'è chi si sta occupando dei miei interessi».
Parolo, da Cesena alla Nazionale italiana. E' stato un bel salto...
«Era un piccolo grande sogno e l'ho avverato. La convocazione l'ho considerata come un premio alla stagione vissuta col Cesena e alla salvezza conquistata con la squadra. Adesso viene il difficile, devo mettere da parte tutto e ripartire ancora più carico e determinato ».
Parolo, da mezzala sinistra, sarebbe l'ideale nel centrocampo a rombo di Reja, come si giudica tatticamente?
«Sono un classico 8, mi piace partire da dietro e inserirmi per cercare la conclusione. Ho caratteristiche offensive, durante la carriera mi è capitato sempre di segnare qualche gol, credo di saper giocare in entrambe le fasi».
A Roma troverebbe gente del calibro di Klose.
«Squadre come la Lazio sono formate da grandi giocatori e sarebbe un onore farne parte».
Quali sono i prossimi sogni?
«Sono un ragazzo umile e determinato, non mi fermo alla stagione appena conclusa, guardo avanti, voglio migliorare, voglio crescere. I tecnici che ho avuto fino ad oggi mi hanno sempre spinto a non mollare, a non fermarmi ai complimenti e a quello che si è ottenuto. D'accordo l'entusiasmo, ma devono confermarmi, diciamo che ho gettato delle buone basi».
Dove può arrivare Parolo?
«Spero il più in alto possibile. Devo essere più leader, devo migliorare in alcuni aspetti, in particolare nella personalità. Devo acquisire più fiducia in alcune situazioni di gioco».
A Cesena ha messo in mostra le sue qualità tecniche e tattiche, qual è stato il segreto del suo successo?
«Ho trovato un ambiente bellissimo, sono stato veramente bene negli ultimi due anni. Ho conquistato la promozione in A e la salvezza, non avrei potuto chiedere di più. Cesena è una piazza che ha voglia di calcio e merita di viverlo ad alti livelli».
Ha già parlato col presidente Campedelli, come vi siete lasciati?
«La società e la città mi hanno trasmesso passione e carica, ringrazierò sempre tutti ma non è detto che vada via. Se dovesse succedere sono certo che i giocatori che arriveranno saranno trattati alla stessa maniera e saranno in grado di firmare un'altra stagione straordinaria ».
Quali sono stati i suoi maestri?
«Con Bisoli ho lavorato al Foligno e a Cesena, ha dato una svolta alla mia carriera. Ma devo ringraziare pure Ficcadenti, mi ha permesso di giocare con continuità in serie A».
E' arrivato in serie A a 25 anni, forse un po' tardi?
«Ognuno ha i suoi tempi, forse ho buttato i due anni di Pistoia. E' successo un po' per colpa mia e un po' a causa di certe situazioni, ora sto vivendo un momento magico, forse ho raggiunto la maturazione necessaria per giocare a certi livelli. L'importante è arrivarci e restarci ».
Se ripensa al passato cosa le viene in mente?
«Avevo tanti dubbi, un anno fa mi avvicinavo alla prima serie A, mi chiedevo "chissà se raggiungerò le 20 presenze". Devo ringraziare i miei compagni, senza di loro oggi non sarei considerato un uomo-mercato».
Rassegna stampa a cura di [...] tratta dal Corriere dello Sport