Citazione di: ironman il 28 Lug 2024, 15:17
Pedro il suo lo ha fatto quando è arrivato, non cancelliamo tutto adesso.
È il rinnovo lungo che non si doveva fare. Ma la conosciamo la mentalità del gestore, per non spendere in cartellini tiene certi giocatori finché non crepano in campo.
All'epoca l'avrà pensata così, ora piange lacrime amare ma può farci poco.
Hysaj era necessario perché ci mancavano i terzini, e la telenovela Kerkez è durata due mesi (e Pellegrini arrivò l'anno dopo a Gennaio). Lo prese a 0, lo stipendio era in linea con l'innalzamento generale che stava arrivando al rinnovo a cifre folli per Luis Alberto e probabilmente serviva a dimostrare a Sarri che c'era la voglia di non ingolfare le trattative per piccole differenze.
Comunque si trattava di un giocatore di esperienza e quando arrivò segnò pure subito contro lo Spezia, per me era un'operazione che ci stava. Il nonsense è averlo tenuto così a lungo sapendo che c'era aria di rinnovamento, se non sbaglio un anno fa arrivò qualche proposta dalla Spagna ma si preferì tenerlo.
Pedro è stato un altro acquisto fatto sulla falsariga, un giocatore integro e di grande livello che sarebbe arrivato a 0 e con l'opportunità del decreto crescita che abbassava di molto il costo per il suo tesseramento.
Con queste premesse io imputo le maggiori responsabilità a una società iper conservativa che o per mancanza di volontà o perché mal strutturata (mio pensiero) non ama molto buttarsi sul mercato per comprare 4-5 giocatori a botta, con la possibilità di rintuzzare a Gennaio. E questo anche perché il problema che abbiamo sul mercato riguarda anche le uscite: è difficilissimo vendere giocatori non solo per fare il tanto decantato player trading ma anche solo per intervenire in maniera mirata per cambiare alcuni interpreti.
La nostra batteria di terzini ne è l'esempio lampante, gente sul viale del tramonto ormai da anni che non è stata ceduta (anche con qualche rinuncia alla monetizzazione estrema) quando si poteva e che adesso rimarrà fino a scadenza. E su cui giocoforza si dovrà impostare la squadra, indipendentemente dal fatto che in altre zone del campo, complici appunto le scadenze del contratto o le scelte di vita di alcuni giocatori, invece si sta procedendo a un cambiamento radicale.
Questa dissonanza di azioni sulla rosa è un po' il sintomo delle carenze strutturali e di organigramma della società, che dovrebbe affidare ad un DS con uno staff completo la scelta (e quindi anche la responsabilità) della costruzione della squadra per l'allenatore.
Invece da noi i DS sono propaggini del presidente che infatti ogni volta che viene acquistato qualcuno si presenta davanti alle telecamere dicendo che ha deciso tutto lui.