Citazione di: italicbold il 14 Nov 2019, 11:01
Una rapida occhiata alla Gazzetta On line ed é subito Hollywood.
Il titolo in grande, con la foto di Ibra é "Milan, 60 milioni per Ibra, e non solo...".
Titolo che vuol dire tutto e niente. Il mio primo pensiero é "ma davvero vogliono mettere 60 milioni su Ibra ?".
Poi clicco e leggo. E si entra in un mondo fantastico dove Walt Disney sarebbe solo un onesto burocrate. Ibra é solo un dettaglio, secondo il giornalista. La dirigenza del Milan ha, ovviamente, grandi progetti. Ma, piccolo dettaglio, deve trovare il finanziamenti, che in senso giornalistico sarebbe l'equivalente quotidiano di un più diretto "non c'hanno una lira". Ma la soluzione già é in casa, sempre secondo il giornalista. Ed é qui che tutta la filmografia della Marvel diventa l'equivalente del neorealismo italiano del dopoguerra. Secondo la Gazzetta on line i soldi sono facilmente reperibili con la vendita e il risparmio dello stipendio di Kessie, Borini e Rodriguez. Che già fa ridere scrivere che un finanziamento ti arriva risparmiando una spesa futura. Come dire che io oggi entro in un'agenzia immobiliare e chiedo di comprare un appartamento perché ho risparmiato non acquistando una ferrari.
Fa ridere ma la Gazzetta on line lo mette nero su bianco. Ma la cosa ancora più divertente é capire come tre scappati di casa come Kessie, Borini e Rodriguez possano essere rivenduti alle cifre che scrivono. E su questo, fossimo a Broadway, dovrebbe partire un balletto e l'entrata dei pagliacci in scena per sottolineare il lato fantasy della storia.
No, questo é l'articolo in prima pagina del primo quotidiano sportivo italiano.
Non é un bel segnale per il giornalismo sportivo italiano.
Il cortocircuito civile si ha quando rivendicano la deontologia professionale ma poi non hanno problemi a fare accordi commerciali con aziende coinvolte negli argomenti di cui si occupano.
Ipotiziamo che il Sole24Ore faccia un accordo con la CocaCola. Come pensiamo tratterebbe notizie analoghe che riguardano la CocaCola e il suo maggior competitor, la PepsiCola? Sarebbe normale che enfatizzerebbe gli aspetti positivi in notizie che riguardano la CocaCola e metterebbe la sordina agli aspetti negativi. E altrettanto normale sarebbe che facesse il contrario con notizie che riguardano la PepsiCola, mettendo la sordina agli aspetti positivi e urlando gli aspetti negativi. Penso da una parte a campagne di volontariato, a posti di lavoro, a investimenti e dall'altra a inquinamento, speculazione, lotti di prodotti non conformi, sfruttamento dei lavoratori.
Ma sarebbe altrettanto normale da parte dei cittadini smettere di rispettare la deontologia professionale di chi lavora al Sole24Ore, smettere di definirli giornalisti e chiamarli invece correttamente pennivendoli.
Invece "nello sport" questo è normale, accordi commerciali tra testate giornalistiche e aziende (società di calcio) che opera nel settore sportivo. E non solo testate giornalistiche, anche AGENZIE STAMPA come l'ANSA lo fanno, con la conseguenza che i loro lanci di agenzia, che vengono ripresi da tutti i giornali, inquinano le notizie anche di testate in buona fede.
Per l'imprenditoria sportiva questo è accettato, ovviamente se hai la maglietta di squadre del nord o giallorosica.