DITEMI CHE E' UN INCUBO (R.Arduini)
Scusatemi se rischio di essere monotematico, ma veramente non riesco a credere a quello che leggo, sento e vedo in questo periodo. Mi tornano alla mente tutte le levate di scudi fatte tra gennaio e aprile: "Ora c'è da salvare la Lazio, a fine campionato faremo i conti con Lotito". E adesso? Dove sono finiti tutti? Ci sono pochissime persone rimaste sempre coerenti con la propria linea di pensiero, la maggior parte dei comunicatori che parlano di Lazio ha fatto l'ennesimo salto del fosso.
Non si leggono editoriali incazzati, non si leggono opinioni che commentino un fallimento gestionale ormai certificato da sei anni di mediocrità, non si assiste, più in generale, a prese di posizione nette ed inequivocabili nei confronti di una dirigenza che prosegue ad operare senza una vera e propria struttura (dove sono i rinforzi dei quadri societari?) ma che continua ad essere "coperta" da un silenzio che a questo punto inizia a far pensare.
Si parla di Pablo Pintos (ribattezzato da più di qualcuno come il "Nuovo Maicon", un pò come Fabio Junior una decina d'anni fa veniva presentato ai romanisti come il nuovo Ronaldo), si sparano nomi di mercato in successione (da Comotto a Joe Cole, roba che ci fa a stento trattenere le risate), si discute del più e del meno come se qualcosa sia cambiato all'interno del mondo biancoazzurro nel corso delle ultime settimane.
A chi fa comodo tenere la Lazio in questo stato? Ditecelo! Chi è che gode vedendo che la più antica squadra di Roma arriva stabilmente tra i 20 ed i 30 punti sotto all'altro club della capitale? Perchè si preferisce parlare di Paletta, Carmona e Joe Cole (ahahahahahah) mentre è sotto agli occhi di tutti che con questa improvvisazione non si andrà mai da nessuna parte? Lo dicono i numeri, non io: sei anni di gestione Lotito, un solo piazzamento al di sopra del decimo posto in campionato, pur potendo contare sul quinto o sesto bacino d'utenza in Italia.
Basta, ditemi che è un incubo. Più che Lotito, a questo punto, mi spaventa la comunicazione che ruota attorno all'ambiente Lazio. Questo era il momento della resa dei conti, invece c'è ancora chi parla del niente o chi addirittura è pronto a dire "Aspettiamo il 31 agosto prima di criticare", ritornello che ormai ci accompagna da tanto, troppo tempo. Io mi sono veramente stancato di chi vuole prendermi in giro, mi sono veramente stancato di chi avrebbe i mezzi per intraprendere "battaglie" mediatiche importanti e non lo fa per continuare a tenere quella pagnotta calda in due forni che può sempre tornare utile in caso di bisogno.
Chi non si schiera nemmeno ora, dopo questo ultimo campionato, non solo secondo me è complice di Lotito, ma fa anche il male della Lazio e della sua gente, quanto e più dell'azionista di maggioranza del club biancoceleste. BASTA. 110 anni di storia e di gloria meritano se non amore (perchè se l'amore per la Lazio non ce l'avete dalla nascita non potrete mai tirarlo fuori) ma almeno un pò rispetto.
Sono completamente daccordo sulla critica fatta alla stampa che, passata la paura pare si sia asservita al Ballardiniano "va tutto bene"
Anzi non fanno altro che accumulare nomi su nomi falsità e assurdità (l'ultima è cole) che offendono l'intelligenza del tifoso laziale che più di tutti sa bene che con Lotito al comando il calciomercato è solo un doloroso supplizio fatto di umiliazioni, speranze vanificate, fax rotti, contratti non fotocopiati, rifiuti ormai cronici, desideri di fuga neanche troppo celati da parte dei pochi giocatori di qualità della Lazio.....(della serie "da quando ci sono io tutti vogliono venire e nessuno vuole andarsene").
Sulla stampa dunque è lecito stendere un velo pietoso, solo il Cds a febbraio se npon erro ebbe il coraggio di presentare degli editoriali di forte critica alla società ma a quanto pare ha cambiato linea di condotta visto che il democraticissimo presidente provvede istantaneamente ad allontanare da Formello coloro che non elogiano il suo progetto e soprattutto i suoin ottimi risultati....
E quindi per poter continuare a riportare le interessantissime e illuminanti parole dei vari Ballardini-Tare e Lotito (quest'ultimo si esprime solo in caso di vittoria, o per rinfacciare Dabo e Pechino (ultimamente rinfaccia anche l'iscrizione al campionato), o sullo stadio, o per dare contro ai "suoi" tifosi) si è optato per una linea più morbida e diplomatica.
Resta come unica speranza Edi Reja che possa il mister imporsi e chiedere per lo meno una situazione di normalità (riduzione della rosa e 4 acquisti mirati nei ruoli scoperti) ma soprattutto chiedere l'eclissarsi tra le ombre dei dirigenti della Lazio come ha giustamente fatto nel
girone di ritorno appena concluso.
La mia resta una speranza presumibilmente vana, già so che basteranno un paio di pareggiotti o una vittoria alle prime giornate e il suo faccione odioso tornerà a presenziare i vari palinsesti televisivi tra l'ironia generale e l'imbarazzo della gente laziale.