La pretesa modernità del calcio e le invasioni di campo

Aperto da fish_mark, 31 Mag 2011, 11:39

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fish_mark

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Lo stadio di oggi è ormai sempre più qualcosa che attiene a uno studio televisivo che a un campo di gioco circondato da folle appassionate e urlanti.
Il terreno di giuoco è attorniato da telecamere e microfoni, mentre sempre di meno sono i fotografi. Sugli spalti, anche "grazie" (un grazie sempre meno sentito da parte mia) a una speciale disciplina di settore - sempre più rigorosa, sempre più seguritaria, sempre più inutile - i tifosi sono sempre più composti, ordinati, seduti, bardati di tutto il merchandising, originale o falso che sia: il tifoso consumatore.
Tempo fa, però, c'era una tradizione che accompagnava i finali di stagione, come all'ultimo giorno di scuola. L'invasione di campo. La primavera, una salvezza raggiunta o "meglio" ancora una vittoria, portavano i tifosi a "scendere in campo" (quando scendeva in campo un popolo, non un salvatore della patria), a trasformarsi anche nel senso letterale del termine in "dodicesimo in campo".
Ce le abbiamo tutti in mente le immagini del 1974 con l'arbitro che fischia la fine e i tifosi che accorrono al centro del rettangolo verde a rincorrere Petrelli, a togliere i pantaloncini a Garlaschelli. Peraltro, una delle più belle immagini di quel giorno (in bianco e nero) sono i gruppi di tifosi che corrono lungo il tartan sotto la Tevere con i bandieroni.
E lo scudetto del 2000? In pratica vinto da noi tifosi che nell'attesa snervante di quanto accadeva a Perugina siamo scesi in campo a vincere "sul campo" la nostra partita decisiva.

Tornare alle antiche tradizioni?
Quanti di voi hanno mai invaso il rettangolo di giuoco?

PonteMilvio

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io il giorno dello scudetto mi portai via un pezzo del prato calcato dai miei eroi  :)

l'invasione di campo più goduriosa rimane questa però:


BoyRM76

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Citazione di: PonteMilvio il 31 Mag 2011, 11:54
io il giorno dello scudetto mi portai via un pezzo del prato calcato dai miei eroi  :)

Anche io quel giorno calcai il terreno dell'Olimpico e me ne portai a casa una zolla...ricordo ke mentre giravo nervosamente per il campo sentendo Perugia - Juventus via radio, guardavo gli spalti e VEDEVO BENISSIMO TUTTE LE FACCE...sentivo le voci distintamente...allora mi chiesi: ma i giocatori CI vedono e CI sentono quando li insultiamo dai seggiolini...!
:o

Kim Gordon

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la questione è quanto la televisizzazione del Calcio abbia cambiato il modo di viverlo-fruirlo per lo spettotore stesso.
la questione è anche, quanto Mark Fish provi gusto a che io, ora, vi attacchi una pippa su questo.

Abbiamo osservato un cambiamento fotissimo (epocale) del Calcio in questi ultimi 15 anni.

Tra questi cambiamenti voluti uno, importantissimo perchè fondante, è la spettacolarizzazione dell'evento sportivo.

Che significa spettacolarizzazione???
Se vi fidate di Debord, significa, mercificazione.

Il Capitalismo al suo ultimo stadio di evoluzione sostituisce alla merce la sua immagine.

il Calcio ha sostituito alla sua esperienza così come noi non prorpio giovanissimi l'abbiamo esperita le Immagini.

Oramai su una partita di calcio esiste una regia. Esattamente come al Grane Fratello.
Tecniche, Utensili e Finalità stesse della TV.Cinema.

Le immagini non sono un medium, come si potrebbe pensare erroneamente.

Le immagini sono la Relazione fra noi ed il mondo.

Stiamo sostitueìndo oramai da ventanni a questa parte le immagini con la percezione stessa din noi e del mondo.

questo fà si che per esempio un bambino non faccia conoscenza con il pallone attraeverso un pallone che rotola tra i suoi piedi ma bensì attareverso l'immagine martellante dei suoi miti pubblicizzati o di una partita importante trasmessa alle 20e30 su qualche canale.

Cioè che l'esperienza non è più legata all'esperienza empirica del soggetto bensì all'immaginario che quell'esperienza ha tramutato in merce.

il Cambio di Passo è fondamentale. E terrorifico.(per me)

E la cosa peggiore che questo di cambio di passo filosofico è pervasivo per ogni realtà che ci circonda. Compresa la Morte.


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sweeper77

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ma stamo a na seduta de psicoterapia o sul forum de lazionet?  :beer:
a me la partita intesa come evento me piace e pure parecchio, la televisione c'entra ma manco in toto.
Quest'anno milan,napoli hanno fatto i pienoni e basta vedere la finale di coppa italia trasmessa dalla rai per capire che il calcio allo stadio piace ancora. Dovremmo essere solo meno shishì

robylele

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tra l'altro i miei bambini hanno conosciuto il calcio attraverso una palla che rotolava, dipende dai genitori.
preferiscono giocare e sbucciarsi le ginocchia piuttosto che vedere la partita delle 20:30.

e tutto sommato pure fare l'album Panini é una sorta di mercificazione pensando al grande Torino o alle radiocronache di Carosio.

tornando in topic ho invaso l'Olimpico solo per prendere l'autografo di Dionisi dopo un 5,45.
siccome era un megalomane aveva già preparato decine di cartoline con l'immagine di un dipinto che lo ritraeva e già firmate.

ero piccolo, fui molto contento.



fish_mark

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Lo riconosco. E' un topic dichiaratamente, sfacciatamente e anche orgogliosamente Kimgordoniano, nel senso che vuole affrontare una discussione - di retroguardia, lo sappiamo, perchè ormai siamo tutti moderni e chevvoi fa? - sul nostro rapporto, anche fisico, con il calcio, la partita, lo stadio.

La prima volta che entrai all'Olimpico era il 1975. Quando salii le scale e feci ingresso nella curva rimasi stupefatto e quasi senza fiato: era tutto colorato! Le bandiere, il campo, i giocatori, tutto colorato!
La cosa fa ridere ai ragazzi under 30, ma all'epoca in TV il calcio non mancava ma era in bianco e nero.

All'epoca poi non c'era merchandising per cui le magliette di un calciatore erano dei veri e propri paramenti sacri, gli abiti che indossa il Papa durante una funzione, inarrivabili, inavvicinabili, da guardare e ammirare con adorazione. Oggi la maglietta del Brasile la trovi dal tabaccaio, mentre i palloni replica li puoi vincere nei box di vetro con la pinza azionata dalla moneta di un euro (attenzione, è una truffa! Provoca dipendenza fisica; puoi spenderci anche 100 euro senza venirne a capo;).

Tutto ciò è frutto della globalizzazione e della mercificazione del calcio, sport che ha resistito a lungo ma che poi ha capitolato (altri sport hanno avviato la pratica in anticipo: formula 1, tennis ad esempio).

Di certo, l'invasione di campo è oggi vista come una specie di delirio incontrollabile, una boglia infernale dove potrebbe accadere di tutto. La paura è anche fondata, visto quanto accaduto in passato: l'Heysel vale come esempio per tutti.
Ma io la ricordo come rito popolare di riconciliazione del mondo dei tifosi con i loro idoli, come abbraccio collettivo in cui per una volta, alla fine della stagione, i tifosi si appropriavano non indebitamente del campo di giuoco, dove si portavano via le reliquie come calzettoni, magliette, pantaloncini, scarpini, visto che altrimenti non erano disponibili, mentre oggi è possibile comprarsi una replica con la scritta del proprio nome.

Dall'altra parte, però, la rappresentazione televisiva esige uno spettacolo "pulito", "perfetto", senza sbavature. E quindi questa festa pagana e "cafona" dell'invasione di campo è fumo agli occhi dell'efficientismo mediatico che non ammette fuori programma. Al punto che se per avventura ci sono scontri in curva, documentabili perché esigenze giornalistiche lo imporrebbero, le telecamere non inquadrano gl incidenti nella ipocrita giustificazione che lo spettatore "medio", quello comodamente seduto sulla poltrona di casa" non deve essere disturbato da quelle immagini "che non avremmo voluto vedere", anche perché la digestione dello spot potrebbe essere bruscamente interrotta.

Il calcio, come gioco della palla, è festa popolare (anche se nasce come sport d'elite) e come tale può sfuggire alle previsioni degli organizzatori: i padroni del vapore e i tutori dell'ordine.
Per evitare ogni rischio è stato mercificato e militarizzato e tutto questo si è realizzato nel corso degli ultimi anni, dall'Heysel in poi, con una vera e propria impostura: l'equivalenza tra tifoso e ultras.


Il calcio è l'ultima rappresentazione sacra del nostro tempo. E' rito nel fondo, anche se è evasione. Mentre altre rappresentazioni sacre, persino la messa, sono in declino, il calcio è l'unica rimastaci. Il calio è lo spettacolo che ha sostituito il teatro"
Pier Paolo Pasolini

"Senza cinema, senza scrivere, che cosa le sarebbe piaciuto diventare?
Un bravo calciatore. Dopo la letteratura e l'eros, per me il football è uno dei grandi piaceri. "
Enzo Biagi intervista Pier Paolo Pasolini, «La Stampa», 4 gennaio 1973


Eugenio Montale «Sogno che un giorno nessuno farà più gol in tutto il mondo».


Thomas Stearnes Eliot
"il calcio è un elemento fondamentale della cultura contemporanea".

Eduardo Galeano:
"Per quanto i tecnocrati lo programmino perfino nei minimi dettagli, per quanto i potenti lo manipolino, il calcio continua a voler essere l'arte dell'imprevisto"




Drieu

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Bel topic.

In linea generale concordo sia con Mark Fish che con Kim Gordon. L' evoluzione, o meglio l' involuzione, che sta subendo il gioco del calcio è ormai sotto gli occhi di tutti. Ho sempre pensato che il fascino e l' aura magica che da sempre accompagnano questo sport siano dovuti più ai suoi fattori esterni (il tifo, la tradizione, la contrapposizione, l' emotività) che alla caratteristiche intrinseche del gioco in sè. Avete giustamente citato Pasolini che ha scritto cose bellissime e dense di significato sia sul calcio che sulla sua dimensione "popolare". Consiglio anche la lettura di alcuni stralci di Massimo Fini, che spesso usa il calcio come paradigma per la spiegazione dei meccanismi distruttivi che si celano dietro la modernizzazione e la mercificazione forzata avviatasi in Occidente:

http://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=33500
http://www.massimofini.it/1990/calcio-in-crisi-colpa-di-berlusconi

Aggiungerei  che il progetto di trasformare il calcio da sport popolare a show business viene alimentato anche dalla sempre maggiore repressione nei confronti di qualunque manifestazione estemporanea sugli spalti, dalla difficoltà di acquisto dei biglietti, dalla tessera del tifoso, etc etc... Spesso leggi restrittive e business sono andati a braccetto, come è stato recentemente sottolineato anche dalla bella trasmissione che "Report" ha dedicato alla TdT (relazione ambigua tra istitui bancari e tessera, fatto che molti tifosi avevano denunciato fin  da subito)

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Kim Gordon

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Citazione di: Drieu il 31 Mag 2011, 15:48


Benvenuto Drieu, e grazie per i link molto interessanti che hai postato.

:since

robylele

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dell'evoluzione o involuzione del calcio ne sento parlare da quando sono nato.

é un processo mutabile, anche gli anni '40 erano molto diversi dagli anni '20.
anche l'Arco di Costantino o le piramidi d'Egitto non sono le stesse rispetto al 1970 e molto diverse saranno nel 2080, perchè saranno ulteriormente invecchiate.

Kim Gordon

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Citazione di: robylele il 31 Mag 2011, 18:01
dell'evoluzione o involuzione del calcio ne sento parlare da quando sono nato.

é un processo mutabile, anche gli anni '40 erano molto diversi dagli anni '20.
anche l'Arco di Costantino o le piramidi d'Egitto non sono le stesse rispetto al 1970 e molto diverse saranno nel 2080, perchè saranno ulteriormente invecchiate.

quindi??? non capisco dove vuoi andare a parare.
nel solito; siccome tutto cambia è inutile che parliamo dei cambiamenti??
mi sembra un pò strettina come prospettiva non trovi anche tu Robylele???


Potresti pure apprezzare una volta tanto chi prova a interpretarli,non si spaventa e anzi osa a provare a capire questi benedetti cambiamenti in che direzione vanno. nO?

daje, sei il solito puzzone. :since

robylele

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Citazione di: Kim Gordon il 31 Mag 2011, 18:11
quindi??? non capisco dove vuoi andare a parare.
nel solito; siccome tutto cambia è inutile che parliamo dei cambiamenti??
mi sembra un pò strettina come prospettiva non trovi anche tu Robylele???


Potresti pure apprezzare una volta tanto chi prova a interpretarli,non si spaventa e anzi osa a provare a capire questi benedetti cambiamenti in che direzione vanno. nO?

daje, sei il solito puzzone. :since

hai ragione da vendere, ma sono al lavoro, diciamo..   :p

sono un pò più profondo, credo, di quel che sembro.
Sarò sintetico: la direzione é quella che porta al denaro.

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Kim Gordon

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la sintesi è un dono.
la tua per altro nella sua essenzialità non fà una piega che è una.

denaro.

rilancio.

(sono inquieto) :beer:

non solo il denaro. esiste una esigenza altra, che non supera il denaro ma che lo include e lo supera al tempo stesso.


Il Controllo sui Corpi.

(..to be continued)


Aquila Romana

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Citazione di: fish_mark il 31 Mag 2011, 11:39
Quanti di voi hanno mai invaso il rettangolo di giuoco?

Spesso, una volta era tradizione farlo all'ultima in casa

Wire

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Vi siete accorti che gli invasori di campo solitari non vengono più ripresi dalle telecamere come accadeva un tempo?

In passato gli invasori di campo venivano ripresi dal momento in cui calcavano il campo (o appena se ne accorgeva il regista/cameraman) fino al momento in cui venivano riempiti di mazzate e portati fuori.

Ora invece il regista stacca sugli spalti, sulle inquadratura in campo lunghissimo, sui giocatori, insomma la telecamera inquadra qualsiasi cosa tranne l'invasore di campo.

Come se ci fosse una sorta di censura mediatica verso questa figura di "disturbatore"  :p

sweeper77

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Citazione di: Wire il 01 Giu 2011, 16:07
Vi siete accorti che gli invasori di campo solitari non vengono più ripresi dalle telecamere come accadeva un tempo?

In passato gli invasori di campo venivano ripresi dal momento in cui calcavano il campo (o appena se ne accorgeva il regista/cameraman) fino al momento in cui venivano riempiti di mazzate e portati fuori.

Ora invece il regista stacca sugli spalti, sulle inquadratura in campo lunghissimo, sui giocatori, insomma la telecamera inquadra qualsiasi cosa tranne l'invasore di campo.

Come se ci fosse una sorta di censura mediatica verso questa figura di "disturbatore"  :p

già wire, l'ho notato proprio durante la finale di champions, neanche l'hanno detto i telecronisti che la regia si è fermata ad inquadrare messi

Esprit Libre

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* 16.858
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Citazione di: Wire il 01 Giu 2011, 16:07
Vi siete accorti che gli invasori di campo solitari non vengono più ripresi dalle telecamere come accadeva un tempo?

In passato gli invasori di campo venivano ripresi dal momento in cui calcavano il campo (o appena se ne accorgeva il regista/cameraman) fino al momento in cui venivano riempiti di mazzate e portati fuori.

Ora invece il regista stacca sugli spalti, sulle inquadratura in campo lunghissimo, sui giocatori, insomma la telecamera inquadra qualsiasi cosa tranne l'invasore di campo.

Come se ci fosse una sorta di censura mediatica verso questa figura di "disturbatore"  :p
Se togli all'invasore la ragione per cui compie l'invasione, gli togli il motivo per farla.
Per non parlare dei possibili emuli ai quali nemmeno fai venire l'idea di ripetere il gesto.

Wire

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Citazione di: Esprit Libre il 01 Giu 2011, 16:12
Se togli all'invasore la ragione per cui compie l'invasione, gli togli il motivo per farla.
Per non parlare dei possibili emuli ai quali nemmeno fai venire l'idea di ripetere il gesto.
Sì, è ovvio che il motivo sia questo, però la cosa mi lascia un po' interdetto.

Trovo questa direttiva troppo ferrea e poco "umana",

In fin dei conti l'invasore ti fa fare una risata a cuor leggero e a volte ti fa anche riflettere (quelli che lo fanno per lanciare un messaggio).

E' pur sempre una bravata, non stiamo parlando di atti di violenza...

Violenza che spesso viene sbattuta in prima pagina invece per alzare gli ascolti.

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Kim Gordon

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Citazione di: Wire il 01 Giu 2011, 16:26
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Violenza che spesso viene sbattuta in prima pagina invece per alzare gli ascolti.

che ipocrisia veh!? concordo.

è tutta una questione di speculazone in questo caso.
nella prima conviene così nella seconda conviene colà.
e altro giro altra corsa.

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