Non mi commuovo spesso, ma stavolta l'emozione ha prevalso.
Ho due figli, 19 e 22 anni, che ovviamente lo avevano conosciuto tramite i miei racconti, ma Tommaso lo sente particolarmente vicino perché gli ricordo sempre come, nel momento di quel gol a Stamford Bridge, lui fosse nella pancia della mamma incinta di sei mesi che saltava sulle sediolette di quello stadio insieme ad altri tre i quattro disperati che facevano parte di questo forum.
Questo legame con mio figlio, che sarebbe nato tre mesi dopo campione d'Italia, lo ha sempre reso speciale per me, perché quelle immagini resteranno sempre nei miei neuroni. Siniša Mihajlović che dava l'ennesima gioia a me, alla mia lei, al mio bambino che stava per nascere, destinato a diventare un ultras.
Ma a lui mi sono attaccato, come molti di voi, ancora di più verso la fine della sua vita. Gridare in faccia a tutti di essere laziale non era facile, ma lui le cose facili, come nella scelta delle traiettorie delle sue punizioni, non piacevano.
Addio Siniša Mihajlović, cocciuto, testardo, bastian contrario, ineluttabilmente laziale.