Calcio, Stradiotto: curve Olimpico divise perché incontrollabili
La situazione che si è venuta a creare allo stadio Olimpico di Roma non è un'anomalia ma una particolarità dovuta al fatto che "l'Olimpico non ha la stessa configurazione di curva di uno stadio, ad esempio, come quello di San Siro ed ha una capienza di ben 11mila spettatori che trovano in questa massa la loro forza di branco. In quelle curve si faceva di tutto tranne che incitare la propria squadra, come, ad esempio, spacciare", quindi, di fatto, dei luoghi incontrollabili. Ha spiegato così il caso-Olimpico Daniela Stradiotto, presidente dell'Osservatorio nazionale sulle manifestazioni sportive del Viminale, nel corso della presentazione a Roma del rapporto 2015-2016 "Calciatori sotto tiro", a cura dell'Associazione italiana calciatori. La Stradiotto ha poi aggiunto che, di fatto, all'Olimpico si era creata una "sorta di immunità nelle curve e che, quindi, è stato necessario intervenire con la divisione visto che la pretesa era di occupare una via di fuga".
La presidente dell'Onms ha quindi indicato come modello "quello dello stadio di Torino", aggiungendo subito però che "c'è una difficoltà perché in Italia c'è una pluralità di standard di stadi e che spetta a Comuni e società adeguarsi". La Stradiotto ha poi detto che "nessuno vuole imporre norme vessatorie" e che le barriere all'Olimpico "verranno abbassate, ma ci sarà comunque una divisione perché lì dove oggi c'è la barriera vi è una via di fuga che deve restare libera". In questo senso, ha poi confermato, proseguono i contatti e gli incontri con le società sportive di Roma e Lazio per trovare una soluzione. "Gli spettatori debbono adeguarsi e capire che bisogna sedersi ai propri posti così come si fa al teatro o al cinema. Solo il prefetto e il questore - ha concluso - conoscono la realtà del posto sotto l'aspetto della sicurezza. Non c'è nessuna vessazione, lo ripeto, verso le tifoserie di Roma e Lazio".