Citazione di: inquisitor il 21 Set 2015, 07:25
La cosa buffa è che questa partita, all'annuncio della formazione, era già chiara come sarebbe andata a finire; certo, la realtà è stata ben peggiore delle più fosche previsioni, ma era già tutto previsto (cit.).
Ho visto che qualcuno, gira che ti rigira, è riuscito anche questa volta a dare la colpa alla società; se essa è colpevole è perché è forse l'unica società italiana che dà totale carta bianca agli allenatori, quando invece anch'essi sono dei dipendenti subordinati che devono lavorare secondo la mission fornita da chi paga.
Se la società ha deciso di svecchiare la squadra e di potenziarla con dei giovani ventenni l'allenatore, volente o nolente, si deve adeguare. Relegarli in panchina per impiegare dei vecchi bolliti è contro ciò che ha deciso chi ti paga: se sei in totale disaccordo con la politica del tuo datore di lavoro ti dimetti.
Detto questo, ora è inutile infierire e non credo che l'esonero di Pioli sia la strada maestra.
In effetti non è così, tanti infatti rimproverano a Pioli l'aver impiegato Hoedt (dopo magari averlo lungamente invocato come se Gentiletti fosse un ex giocatore!) e di averlo mandato allo sbaraglio contro i cattivoni del Napoli. Parlare di formazione nei commenti alla partita di ieri vuol dire non voler vedere il problema, che c'è, è serio e non so se sia stato individuato, ma riguarda l'intera squadra. Ieri si è visto chiaramente che tutta la squadra giocava scollata, nessuno sapeva mai a chi passarla, emblematiche restano le rimesse laterali, in cui nessuno si proponeva e spesso la perdevamo già da lì. La distanza tra i reparti era enorme, i portatori di palla del Napoli non venivano mai pressati, e questo rendeva facile il loro gioco, a ogni taglio partiva il facile passaggio filtrante, perché il filtro era a maglie larghe e il portatore aveva metri davanti a sé. La sensazione che ho avuto è stata quella dello sparring partner, la Lazio sembrava che non stesse giocando una vera partita ma un semplice allenamento, ma sul serio, non sto esagerando! Ogni singolo giocatore mi dava quell'impressione una volta che si ritrovava casualmente a contrastare mollemente i giocatori del Napoli.
Oggi è giorno di riflessione. Quello che ho visto mi ha fatto pensare a un problema mentale, di mancanza di convinzione. Mi sembra strano che Pioli non sia stato capace di ricreare le motivazioni che hanno reso la Lazio bellissima lo scorso anno, ma i sintomi ci sono tutti: non si vede il movimento corale dei giocatori, non c'è il raddoppio sui portatori di palla, non si aggredisce dalla tre quarti dell'avversario ma lo si lascia avvicinare pericolosamente, ma soprattutto la caratteristica che manca di più è la fallosità, che era la caratteristica dell'anno scorso e che ci portava a un'elevatissima collezione di gialli. Quest'anno ci facciamo uccellare senza colpo ferire, questo cambio di atteggiamento non è spiegabile con un semplice ritardo di preparazione, mi fa più pensare a un atteggiamento molle di base, atteggiamento che può e deve cambiare, assolutamente. Urge un confronto serio tra società, tecnico e calciatori per capire se l'attuale configurazione è in grado di reagire in maniera decisa e definitiva, altrimenti si cerchi l'alternativa a Pioli ed entro due settimane decidere il da farsi. Mi dispiace dire queste cose perché credo molto in ciò che si sta disegnando ma se i risultati non arrivano occorre fare qualcosa di decisivo. Quello che si è visto ieri e con il Chievo non sono semplici sconfitte, sono segnali che la Lazio dello scorso anno attualmente è ben lontana, perché umiliazioni del genere non le aveva mai subite, nè con la Juventus e né con il Milan, le due sconfitte più ampie dello scorso anno.