Entrare in campo sicuro che si può tranquillamente vincere. Anzi, che la partita la vinciamo noi. Senza nemmeno dover essere umile, scaramantico, pessimista cosmico. Consapevole del fatto che tutti stanno dando il meglio, dal presidente all'ultimo dei panchinari, passando attraverso un uomo che ha cambiato mentalità, ha dato un gioco, una convinzione, ha fatto la quadratura del cerchio: Vladimir Petkovic. Ma lui è solo il catalizzatore di qualcosa che è diventato un meccanismo impeccabile e armonioso.
Guardare la partita sapendo che se non la vinciamo è solo perché l'abbiamo persa noi, ma se giochiamo come sappiamo, la vinciamo e basta (solo la Juventus mi sembra veramente superiore a noi, sinceramente, e comunque non imbattibile).
Poi magari era tutto un sogno e mi sveglio domani scoprendo che m'ero immaginato tutto.
Ma non avevo questa sensazione da 13 anni, e per gente come noi che è abituata a soffrire è come il peyote per Carlos Castañeda.