"Quando gli uomini sono tristi non fanno niente, si limitano a piangere sulla loro situazione. Ma quando si arrabbiano allora si danno da fare per cambiare le cose."
Cosi diceva l'uomo che ho nominato nel titolo del 3d.
Al termine del derby di oggi, dopo la prova orripilante della LAZIO (intesa come squadra per la prestazione, come tecnico per lo schieramento e i cambi, come società per l'isteria post-gara) mi sentivo VUOTO. È la cosa peggiore. Neanche incazzato, ma magari. VUOTO.
Un'anima desolata errante, una nave in totale balia della tempesta.
Ho notato che molti qua, come era prevedibile, condividevano questo stato d'animo che c'impediva persino di farci forza a vicenda.
A nulla è valso ascoltare il poeta De Andrè, nè gli energici Iron Maiden. Niente.
Neanche un bel film con Totò è servito.
Sfogliando il mio volume di aforismi però mi sono imbattuto in questa frase e ho colto una sorta di parallelismo.
Con le dovute proporzioni ovviamente, Malcolm X combatteva ed è stato ucciso per cose molto più gravi e serie.
Ma leggerlo mi ha permesso di riempire il vuoto con i densi fumi dell'IRA ed in questo anche i romanisti, loro malgrado, mi hanno dato una mano.
Vederne alcuni festeggiare sobriamente dicendo che manco c'è più gusto a batterci mi ha ferito, ma stando all'aforisma d'apertura mi ha anche aiutato a riempire il vuoto.
Per quest'anno gli scontri diretti sono finiti, se ne riparla il prossimo anno. Ma c'è ancora un derby da giocare, una possibilità di smacco: il quarto posto.
Seeee BOOM, eccolo la, stai a parlà de favole, ma hai visto che squadra che c'avemo, nn c'è carattere, so perdenti.
Pensate questo?
Metidate gente: è QUELLO CHE VOGLIONO LORO, è servirgli sul piatto d'argento un'altra vittoria.
Cosi come gli oppressori volevano che gli oppressi non sconfinassero dal senso di tristezza e vuoto, in quanto mancanti di ogni stimolo.
I romanisti questo vogliono di noi, perchè checchè se ne dica siamo una loro rivale diretta.
Prima di tentare di farlo capire ai nostri dobbiamo capirlo noi.