Si, era lui.
Arrivo al ristorante indicato con 3 minuti di ritardo causa traffico e lui è già li, puntuale.
Da lontano riconosco il mio collega e capisco che la persona accanto a lui sia Arcadio.
Alto, magro, bianco di capelli corti e di barba corta.
HA gli occhi celesti, sereni: Me lo ricordavo tutto scuro.
Si sorprende di come un coneglianese trapiantato a Parma possa tifare la Lazio; sgrana gli occhi quando gli ricordo le mie trasferte giovanili da Monza a Taranto e continua a ripetere all'amico comune: tu non puoi capire, noi siamo così.
Si mette dentro questo noi; parla della Lazio con rimpianto e con commozione pensando ai tifosi, con ammirazione ricordando il talento di alcuni (d'amico e dell'anno su tutti), è critico nei confronti del sistema calcio: quello che è successo quest'anno è poco in confronto a calciopoli, è critico nei confronti di Lotito, non per quello che sta facendo per la Lazio, ma per la persona in se.
Mi racconta episodi toccanti della sua esperienza Laziale (6 anni) che hanno inciso tantissimo sulla sua vita.
Si vede che la Lazio gli è rimasta dentro e tanto.
Conferma tutto, anzi di più rispetto a quanto scritto nel suo libro che consiglio vivamente perchè ti fa capire quanto la Lazio abbia sprecato in talenti e quanto noi che amiamo la Lazio siamo stati traditi da certi giocatori che firmavano autografi con scarabocchi o nomi inventati per il gusto di prendere per il culo il tifoso che magari aspettava ore davanti ai cancelli; a lui tutto questo faceva male.
Arriva mezzanotte tra episodi personali e altri più o meno pubblici; ridiamo insieme quando mia moglie gli ricorda che a casa non tollero l'abbinamento di giallo e di rosso (per lui è lo stesso); quando vado a pagare dice a mia moglie che è incredibile quanto io sappia di Lazio e che questa cosa è bellissima per lui.
Ci salutiamo, mi invita la prossima volta che torno da quelle parti a casa sua. Gli dico: allora la prossima volta vengo con la maglia delle Lazio e lui mi risponde: allora la metto anch'io.
Parte sul suo scooter e mi lascia ad inseguire ricordi mai sopiti, di anni di sofferenza, di inganni, di amore.
La mattina dopo, trovo alla reception dell'albergo dove ero alloggiato una copia del suo primo libro, quello che narra la sua avventura in Africa e il marcio che c'è nel calcio (motivo per cui paga l'ostracismo e che lo tiene lontano dal calcio nonostante il patentino A) e una dedica.
Una bella persona, semplice, sensibile.