La nomina di Malago' mina la credibilità

Aperto da Pergianluca, 19 Mag 2015, 14:44

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arturo

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pure delle piscine olimpioniche lunghe mt 49,50.  :x

eagles671

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Daniela

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Sledgehammer

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non appena termineranno lo stadio del nuoto a Tor Vergata verrà indetta una conferenza stampa.
Ma nomina o nomea?

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GoodbyeStranger

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la nomina di Malagò mina la credibilità della mafia

stammerda raccomandata

bak

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Malagò : credibilità = Valentina Nappi: castità

ian

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Malagò : Credibilità = S. Benedetti : Shampoo

12maggio1974

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il livello intellettuale e culturale è quello di totti con una parlantina meno autistica, per questo sono amicissimi

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RubinCarter

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Non mi piace l insulto come linguaggio.
Però pe stammerda faccio uno strappo.


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Ranxerox

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Pure io, stammerda.
Quando l'ho visto sul tabellone dell'Olimpico per la premiazione a Juve Lazio m'ha mannato il sangue al cervello come poche volte nella vita.
Ha fatto una cosa che solo i vermi e gli [...] possono fare. Manco un briciolo di dignità.
Merda d'uomo anzi che no. Quindi poteva solo che esse tifoso delle merde. Ma è per questo che è presidente del Coni.


RubinCarter

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Malagò da Lei nessuna lezione di moralità, a quando le sue di dimissioni?
Giovanni Malagò, 56 anni, papà separato di Vittoria e Ludovica, le gemelle 25enni avute da Lucrezia Lante della Rovere, in Giunta nel 2000 e poi nel 2009, è il presidente del Coni. Giovanni Malagò, con uno stipendio di poco più di 90 mila euro netti all'anno,

di cui ha dichiarato di donarli in beneficenza, nasce concessionario di auto di lusso: con il padre Vincenzo amministra la Samocar, che distribuisce Ferrari e Maserati, importante concessionaria del centro e sud italia. Ha fatto parte del cda di Air One e della Fondazione Cinema per Roma, è stato presidente del comitato organizzatore dei Mondiali di Nuoto del 2009 e oggi presiede il Canottieri Aniene, circolo d'elite con 1200 soci.

Da dirigente sportivo ha presieduto il comitato organizzatore degli Internazionali di tennis (98-99) e la Virtus Roma di basket (2000-2001): nel 2002 ha ricevuto la Stella d'oro al merito sportivo, è stato presidente dei mondiali di nuoto Roma 2009 e consigliere e membro del comitato d'onore per la candidatura, fallita, di Roma per i Giochi del 2020.

Ha praticato il calcio a 5, vincendo tre titoli italiani con la Roma RCB e con la Nazionale ha partecipato ai mondiali in Brasile nel 1986. Nel suo curriculum sportivo ci sono però anche tennis, sci, nuoto, atletica, basket e canottaggio. Giovanni Malagò è il "ragazzo" romano che la mattina presto, due o tre volte a settimana, riceveva una telefonata da Gianni Agnelli, pronto con le ultime notizie da Roma, politica e gossip, non esisteva internet.

Con casa Agnelli, del resto, Malagò ha avuto dimestichezza fin da ragazzino. Amicizie di vecchia data con Lupo Rattazzi, figlio di Susanna Agnelli con cui è socio nella società GL Investimenti e con Luca di Montezemolo al quale ha presentato l'attuale moglie, Ludovica Andreoni. Giovanni stanco della noia dei salotti romani ha cominciato a legare il suo nome anche alla cultura (nel Cda dell'Auditorium parco della musica) e al sociale (socio onorario del'Ail, l'associazione contro le leucemie e socio promotore e consigliere dell'associazione Amici dell'ospedale Bambino Gesù).

Sicuramente un uomo da prendere ad esempio dalle future generazioni. Nel dicembre 2014 venne inviato ad alcuni giornalisti un piccolo dossier anonimo su Malagò e la sua «falsa» laurea in Economia e commercio ottenuta nell'estate del 1981 alla Sapienza di Roma con il voto di 110 e lode; diploma che è stato annullato nel 2000 a causa della dichiarata nullità di tre esami da parte della Corte d'Appello della Capitale.

Le carte racconterebbero che il presidente del Coni avrebbe corrotto bidelli e personale universitario per passare senza mai sostenere gli esami di Economia e politica (30 e lode), di Istituzioni di diritto privato (30) e di Diritto commerciale (sempre 30) ai tempi della sua laurea all'Università Sapienza di Roma. In un'intervista, Malagò ha dichiarato: «Quel processo, che coinvolse duecento persone, fu subito prescritto perché arrivato dodici anni dopo le contestazioni».

Il giornalista domanda: «Prescrizione o no, lei ha corrotto due bidelli e falsificato il libretto universitario?». Immediata la risposta del presidente: «Certo che no, e la prescrizione mi ha impedito di provarlo. Non ho scheletri nell'armadio». Ricordiamo che volendo, si può rinunciare volontariamente alla prescrizione e quindi Malagò se solo avesse voluto, avrebbe avuto la possibilità di provare la sua estraneità, ma a quanto pare ha preferito la strada della prescrizione, chissà perché... A proposito : Il presidente Malagò in data 23 marzo 2015 affermava: «Sentenza Calciopoli vicenda tipicamente italiana». Il presidente del Coni ha commentato così la vicenda conclusasi ieri in Cassazione, con la prescrizione caduta su gran parte del processo.

http://www.tuttosport.com/calcio/2015/03/24-325916/Malag%C3%B2%3A+%C2%ABSentenza+Calciopoli+vicenda+tipicamente+italiana%C2%BB

Raggiunto da Libero a Dubai Malagò è ancora più netto: «Non ho subito condanne penali, i magistrati non hanno dimostrato nulla né in un senso né in un altro ed è rimasta sospesa solo la parte amministrativa. Io però ho sempre negato le accuse, ma visto che mi hanno annullato la laurea ho ridato gli esami sub judice. L'ho fatto a Siena, pubblicamente, davanti a centinaia di persone, di fronte a mezzo senato accademico, al prorettore vicario. Più trasparente di così non potevo essere».

Ma perché non li ha ridati a Roma? "Volevo andare altrove perché nella mia testa pensavo di aver subito un'ingiustizia." A chiedere provvedimenti contro Malagò era la stata la Corte d'Appello di Roma e non i professori della Sapienza. Infatti il 6 aprile del 2000 la cancelleria del Tribunale invia all'Università questa scarna comunicazione: «Si trasmette copia della sentenza emessa da questa Corte il 4 maggio del 1999 che ha confermato, sul punto, la sentenza del tribunale di Roma del 21 dicembre 1993, con la quale è stata dichiarata la falsità dei verbali e degli statini degli esami di: 1) Economia e politica II; 2) Istituzioni di Diritto privato; 3) Diritto commerciale, perché mai sostenuti dal Malagò, nonché di conseguenza, del Diploma di laurea conseguita dall'imputato in data 6/7/1981.

Tanto si comunica per opportuna conoscenza e per i provvedimenti di vostra competenza». Il presidente del Coni nel processo con rito abbreviato del '93 aveva portato dei testimoni che confermassero che lui il 19 ottobre 1978 (Istituzioni di diritto privato, voto 30 e lode), il 5 febbraio 1980 (Economia politica II, voto 30) e il 12 febbraio 1981 (Diritto commerciale, voto 30) si era regolarmente presentato agli esami. Per il giudice istruttore Giuseppe Pizzuti, che lo condannò, i «tre testi a discarico indicati da Malagò» o si dimostrarono «irrilevanti» (uno dichiarò di nulla sapere) o non apparvero «affidabili sia per la circostanza che i fatti riferiti risalivano a molti anni prima, sia per gli antichi rapporti di amicizia ricorrenti con l'imputato».

La toga ritenne più credibili i professori che con gli inquirenti disconobbero le proprie firme su verbali e statini degli esami, mentre uno dei bidelli condannati per aver truccato quei documenti su incarico degli studenti dichiarò che, tra i giovani che lo corruppero, ricordava «di nome Malagò Giovanni». Alla fine Pizzuti lo prosciolse per «intervenuta prescrizione» dal reato di falsità materiale (per aver contraffatto verbali e statini) e per «intervenuta amnistia» da quello di falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico (per esempio «per aver falsamente denunciato lo smarrimento del libretto universitario come quasi tutti gli altri condannati»), ma lo condannò a un anno e dieci mesi di reclusione per concorso in corruzione (ai dipendenti universitari furono consegnate «rilevanti somme di denaro da numerosissimi studenti») e «concorso in falso ideologico per inganno».

Nel 1999 la Corte d'appello evidenzia che «gli enunciati elementi di accusa per la loro molteplicità, concordanza e univocità costituiscono piena prova a carico del Malagò» e lo proscioglie solo «per l'intervenuta prescrizione». Infatti nella sentenza dei giudici Luigi Gueli, Carla Podo e Matilde Cammino si legge che «non si ravvisano prove evidenti, idonee all'assoluzione nel merito dell'imputato» e che perciò «debbano essere mantenute ferme le dichiarazioni di falsità documentali, accertate, espresse nel dispositivo della sentenza impugnata». Per scoprire qualcosa in più sul grande accusatore di Malagò conviene leggere la lettera anonima inviata ai giornali, dove dichiara di essere uno degli studenti condannati in via definitiva per le lauree truccate della Sapienza e che non sopporta di vedere uno dei «capofila degli imbroglioni (...) insegnare agli italiani e ai giovani il valore dei principi etici della lealtà e della correttezza, guadagnandosi persino un ambito premio presso il Quirinale».

Un alloro che non è andato proprio giù all'estensore dell'epistola poiché il riconoscimento del Centro culturale Laurentum intende celebrare «i valori etici dello sport che richiedono l'assimilazione dello spirito di sacrificio, della lealtà, della correttezza...». Una motivazione che l'ignoto «imbroglione» commenta con un laconico: «Per carità di Dio!».

Giacomo Amadori quotidiano Libero Ma cosa c'entra la LAZIO in tutto ciò? Il presidente Malagò fino all'anno scorso non si era mai manifestato nei confronti del presidente Lotito e della Lazio, cosa è cambiato quest'anno? Incominciamo nel dire che l'elezione di Tavecchio ha creato non pochi fastidi all'interno dello sport e della politica italiana, sia per la caduta di stile nella famosa affermazione che ha fatto il giro del mondo nei confronti degli stranieri in Italia.

Ma potrebbe essere solo un pretesto per contrastare il suo grande alleato, Claudio Lotito, presidente della Lazio. Durante l'incontro "Volere-Volare-Valori. Atletica ieri, oggi, domani", il presidente del Coni non ha risparmiato un appunto al nuovo consigliere Figc finito nella bufera per l'eccessivo presenzialismo durante le sedute e gli incontri della selezione guidata da Antonio Conte. Lotito ha sempre rivendicato il diritto a essere presente, ma il capo del Comitato lo ha invitato a invitato a mantenere un profilo basso.

Che succede presidente Malagò non le piace che un laziale possa avere tutta questa visibilità? Di quale peccato originale si sono macchiati i laziali a Roma e in Italia? Come mai i vip laziali sono timorosi a manifestare la propria fede calcistica? Forse perché temono di essere boicottati a qualsiasi livello ed etichettati nei salotti vip : A LAZIALE! E quindi? in base a quale meccanismo machiavellico tutto romano ogni qualvolta che un laziale acquisisca notorietà viene sistematicamente e vililmente attaccato solo per essere uscito fuori dall'anonimato? E non parlatemi di vittimismo. MALAGO' "SE SQUALIFICATO, LOTITO FACCIA UN PASSO INDIETRO".

Proprio lui parla? ma da che pulpito? Ricordo che il Dr. Malagò fu indagato e riviato a giudizio per lo scandalo dei mondiali di Nuoto ma non fece nessun passo indietro rimanendo in carica come Presidente del Coni e venne sospeso dalla Federnuoto quale Presidente del Circolo Canottieri Aniene, in quanto responsabile per "mancata lealtà" e "dichiarazioni lesive della reputazione" del presidente federale Paolo Barelli.

I fatti poi risultarono in un'archiviazione da parte della Procura di Roma, ma resta il fatto che i proverbi italiani hanno un fondamento assoluto "fai quello che il prete dice non fare quello che il prete fa". Di nuovo Malagò entra a gambe unite sul campionato italiano in occasione del Derby, infatti sullo slittamento del derby. Il presidente del Coni, infatti, ha dichiarato: "questa scelta mina le valutazioni in termini di credibilità e opinione pubblica, perche' quando si fanno delle eccezioni, come sempre, ci saranno anche delle considerazioni che le giustificano, ma l'opinione pubblica non le prende bene.

Cosi' si e' di fatto scontentato qualcun altro (romanisti) e questo non va bene per la credibilita' del calcio". Ma non ricorda che nel 2010 la Roma chiese ed ottenne il rinvio della semifinale di Coppa Italia (contro l'Udinese) che doveva essere giocata a ridosso del derby. Perché Malagò fa notizia quando parla soprattutto di Lazio e Lotito? Leggiamo titoloni su tutti i giornali perché i giornalisti romani, faziosi e al 90% Romanisti, sputano veleno e non aspettano altro a esprimere il loro odio nei confronti della Lazio, perché fa più audience in una città a maggioranza romanista, purtroppo è la sacrosanta verità. I giornalisti di fede laziale o presunti tali che fanno, si nascondono dietro alla loro discutibile convinzione, che il "non essere come loro" sia una questione di stile che identifica la lazialità.

Ma a questo punto, in tutti questi anni di passività ne sarà valsa veramente la pena? Ma loro avranno sempre campo libero fino a quando ci saranno i guelfi e ghibellini nella comunità laziale.

Lorenzo Cipollone

Questi i link delle notizie che hanno fatto da riferimento all'articolo.

http://www.liberoquotidiano.it/news/personaggi/11738217/Coni--bufera-su-Giovanni-Malago.html

http://www.gazzetta.it/Calcio/Serie-A/02-03-2015/malago-provoca-lotito-diventi-presidente-lega-parma-manenti-1001088325003.shtml

http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/09/11/lotito-in-nazionale-malago-lasci-da-parte-le-legittime-possibilita/1118119/

http://www.lonesto.it/?p=11397

http://www.unicusano.it/blog/wp-content/uploads/2014/12/MALAGO-LAUREA-FALSA.pdf

http://www.corrieredellosport.it/altri_sport/2013/02/19-304806/Chi+%C3%A8+Giovanni+Malag%C3%B2+Romanista+e+rubacuori?src=correlato

http://www.tuttosport.com/calcio/serie_a/2015/05/19-331706/Malag%C3%B2%3A+%C2%ABSpostamento+derby+mina+credibilit%C3%A0+del+calcio%C2%BB

http://www.dagospia.com/rubrica-2/media_e_tv/allegro-[...]-pariolino-presidente-coni-vita-opere-miracoli-81805.htm

http://www.marcocastoro.it/2009/10/13/malago-un-uomo-da-25-milioni-di-utili/

http://www.italiaoggi.it/giornali/dettaglio_giornali.asp?preview=false&accessMode=FA&id=1812460&codiciTestate=1

http://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/indietro-tutta-malago-megalo-conti-rosso-sua-61519.htm

http://www.corriere.it/inchieste/reportime/societa/report-malago-impero-coni/31fac5a2-d3a3-11e3-a38d-e8752493b296.shtml?refresh_ce-cp

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Così è meglio

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grande Rubin!

e non è citata la sua elegantissima e sportivissima fuga per la premiazione della Coppainfaccia

Palo

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Aggiungiamo che il suo grande nemico, Paolo Barelli, presidente FIN, è Laziale DOC.

RubinCarter

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Stammerda

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