No, forse non si può vincere per sempre, come fanno notare i netter quest'oggi ottimisti, ma il momento della non-vittoria, o peggio, della sconfitta, poteva essere rimandato tranquillamente al 2018, per quanto mi riguarda.
Non avevo bisogno di perdere per realizzare quanto gli avessimo fatto male, e mi rode ancora di più perché i mesi di incubo per loro sono stati il minimo possibile (alzi la mano chi non ha pensato, dentro di sé, che avremmo perso, dopo aver visto che il derby era stato messo alla 4a giornata). L'esultanza di Balzaretti è stata patetica, di un patetismo che lo accomuna alla sua tifoseria, ma... ecco, preferivo strozzargliela in gola da qui a non so quando.
Anche noi a parti invertite ci sentiremmo meno peggio. Figuriamoci loro, che non capiscono un cavolo e che vivono di scudetti estivi sempre, sempre, sempre, senza mai imparare la lezione.
Devono da stà muti, perché i loro discorsi da bar, i loro "sfottò" triti e ritriti ritirati fuori solo quando si vince, ecc., sono un vero e proprio inquinamento acustico.
Questo Derby poteva essere un "Turn of the tide" di dimensioni epocali. Dopo che li hai ammazzati e gli è stato acchittato un calendario tale da potergli dare una boccata d'ossigeno, avevi il dovere di martellargli un chiodo nella bara. Altro che "abbiamo perso, sìpperò avevamo vinto quello più importante e infatti si vede proprio che stavano male". Stavano, appunto.
Io li voglio muti e voglio la Mia Città libera.
Ce l'ho con la squadra e con l'allenatore, che evidentemente non hanno proprio capito cosa significhi e si sono fatti intortare da un paio di accorgimenti tattici dell'ultimo arrivato, che finora aveva dimostrato solo di poter battere temibili squadre come Livorno e Verona.