Ero in distinti nord come sempre, accanto a me le solite facce, si', quelle di quei
cari amici con cui parli da tanti anni ma di cui quasi quasi non sai neanke il nome...quelle di coloro ke abbracci nei momenti di gioia e non sai manco chi sono...
Nonostante fossero andate via molte persone, io non mi alzo mai prima: con la Lazio non si può mai star sicuri, ma ci sono sempre allo stadio quelli ke
c'hanno le fregole e devono andà a pià la macchina prima x poter stare in pole position nell'ingorgo del ritorno.
Lo sapete anke voi, era il 92esimo_e_30secondi e il derby andava spegnendosi con un pareggio ke non si vedeva da tempo...eh già, abbiamo perso (+ o - meritatamente) gli ultimi 5, quindi tutto sommato sembrava pure un passo avanti...però dentro di noi c'era un non so ke di insoddisfazione...sarà stata la traversa, sarà stato il palo del nostro bomber francese...ma ci sentivamo (ancora una volta) in credito con la fortuna. Solo ke, avendo al nostro cospetto la squadra + sculata al mondo, eravamo un po' tutti convinti ke
se ci diceva bene al massimo tra 30 secondi avremmo interrotto la maledizione delle sconfitte nel derby portandoci a casa 1 puntarello...
Poi all'improvviso Maestrelli dalla sua nuvoletta in cielo guarda giù e dice: "Eh no, pure stavolta no!...vai Matu, crossa in area per il panzer ke ci pensa lui!" e all'improvviso, ma lenta lenta, quella palla supera STERCHElemburg e si insaccaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa!
GOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOLLLLLLLLLLLLL!
SIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIII!
JE L'AVEMO FATTAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA!!!
CONTRO TUTTI E TUTTO!
Da orgasmo! Da infarto!
E' qui però ke ho visto l'immagine più bella del derby, un episodio ke m'ha fatto commuovere: c'era un bimbo biondo di forse neanche 10 anni a 2 sedili da me sulla mia destra, era venuto credo con un parente sui 35 anni ke però non se l'era filato sul gol, festeggiando con altri...
Io dopo l'euforia del gol ho guardato questo piccolo aquilotto...stava da solo...coi pugnetti stretti alzati vicino al viso.
Stava piangendo.
Coi lacrimoni.
Si asciugava gli occhietti coi dorsi delle mani.
Mi ha fatto una grande tenerezza e l'ho abbracciato stretto, l'ho tirato su e preso quasi in braccio.
Piangeva e mi abbracciava.
L'ho guardato e gli ho chiesto: "Perché piangi?"
Ha risposto: "Perché sono troppo felice".
Queste sono le immagini belle e le vere emozioni del calcio x cui vale ancora la pena andare allo stadio nonostante tutto e tutti.
Grazie Lazio.