Personaggi famosi della Lazio

Aperto da chinaglia, 30 Mar 2010, 23:16

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Charlot

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R.i.p.,  Laziale d'altri tempi, vero signore.
:S

Charlie Brown

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Citazione di: radar il 22 Mag 2020, 11:15
Claudio Ferretti meriterebbe un topic di saluto a se, a parer mio.
Il mio ricordo di lui va a quando alla fine degli anni '90 conduceva un programma su Rai3 insieme a Umbero Broccoli, Telesogni (mi sembra), e il giorno dopo la vittoria della Coppa Italia contro il Milan nel 1998 per lamentarsi del fatto che la telecronaca trasmessa dalla RAI avesse tagliato, per esigenze di palinsesto, tutta la parte dei festeggiamenti (I primi della Lazio da 25 anni a quella data), aprì il programma con un lungo servizio con le immagini di tali festeggiamenti. Indimenticabile.
Brilla in cielo, Claudio
Programma bellissimo, e a mio parere, impensabile ai giorni nostri. Lo guardavo tutti i giorni, tornato da scuola. R. I. P. Claudio Ferretti.

Adler Nest

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StylishKid

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Che differenza con quelli de là.

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biancocelestedentro

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Citazione di: Adler Nest il 22 Mag 2020, 16:22
O.T. merde - Lazio quarto campo su 5 ..... fine O.T.

OT
Avevo notato anche io questa cosa, sono andato a riguardarmi i risultati delle prime sette giornate del girone di andata e ci stavano se non ho fatto male i conti Juventus e Inter a 10, la Lazio a 9, Milan Bologna fiorentina e Torino subito dietro o pari a noi, comunque questione di un paio di punti massimo, le cacche a 4 punti, tra le squadre dei campi collegati. L'inda aveva appena vinto il derby di Milano. Mo non so quali siano stati i criteri adottati per la scelta dell'ordine dei campi, sui quali inviavano sempre gli stessi cronisti (voglio dire Ameri sempre sul primo campo Ciotti sul secondo ecc.) Però la nostra partita tra le quattro mi sa che fosse quella che totalizzava meno punti tra le due squadre.

radar

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Io c'ero, mio padre lavorava ed ero andato con Mimmo, un suo amico siciliano che come arbitro che non pagava l'ingresso in Monte Mario. Lo stadio era stracolmo, il mio posto e quello del mio accompagnatore erano abbastanza distanti, durante l'intervallo ero sconsolato e Mimmo si alzò dal suo posto e mi gridò in siciliano di non preoccuparmi perchè non era ancora finita, neppure un minuto di gioco ed il gol di Franzoni, comprato pochi giorni prima e subentrato al posto di D'Amico che aveva preso, se non ricordo male, una manata in faccia da Rocca a fine primo tempo

Il nostro Giorgione

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Mi addolora molto la perdita di Claudio Ferretti. Splendida figura di Laziale e pezzo della meglio gioventù di tantissimi di noi.
Difficile spiegare oggi, per chi non ha vissuto i tempi della radio e di 90° minuto, cosa significasse il rito complessivo della domenica. Per me, era la messa, le partite a biliardino all'oratorio, la passeggiata col papà (finalmente) a riposo per comprare le "paste" (ma chi le chiama più così!) in pasticceria, il pranzo (anche qui, finalmente) "buono"; la fuga col boccone ancora in bocca per la partita all'oratorio delle 2 (non potevi far tardi, perché faceva buio presto, e comunque dopo qualcosa dovevi fare pur per la casa o per la scuola); la radiolina accesa a tutto volume sul muretto: perchè noi tutti in campo volevamo sentire - durante la nostra partitella tra polvere, pali di ferro, buche, sassi e palloni di pietra con la camera d'aria mezza di fuori - cosa succedeva sui campi veri.
Ma quanto mi divertivo, porca zozza, ma quanto.
Ferretti era davvero una persona squisita, soave, allegra, nonostante una vita non credo facile: il padre, autentico filibustiere, l'aveva lasciato da bambino per rifarsi una nuova vita in sudamerica con la sciantosissima Doris Duranti. Proprio a Mario Ferretti, forse simpatizzante Laziale pure lui, si deve la mitica radiocronaca del giro d'Italia dove, all'apertura del collegamento, pronunciò la celebre frase:«Un uomo solo è al comando, la sua maglia è bianco-celeste, il suo nome è Fausto Coppi» (Coppi aveva la tessera n. 9 della SS Lazio Ciciclismo 1945).
Che riposi in pace. 

cartesio

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dario

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Citazione di: Il nostro Giorgione il 22 Mag 2020, 18:19
Mi addolora molto la perdita di Claudio Ferretti. Splendida figura di Laziale e pezzo della meglio gioventù di tantissimi di noi.
Difficile spiegare oggi, per chi non ha vissuto i tempi della radio e di 90° minuto, cosa significasse il rito complessivo della domenica. Per me, era la messa, le partite a biliardino all'oratorio, la passeggiata col papà (finalmente) a riposo per comprare le "paste" (ma chi le chiama più così!) in pasticceria, il pranzo (anche qui, finalmente) "buono"; la fuga col boccone ancora in bocca per la partita all'oratorio delle 2 (non potevi far tardi, perché faceva buio presto, e comunque dopo qualcosa dovevi fare pur per la casa o per la scuola); la radiolina accesa a tutto volume sul muretto: perchè noi tutti in campo volevamo sentire - durante la nostra partitella tra polvere, pali di ferro, buche, sassi e palloni di pietra con la camera d'aria mezza di fuori - cosa succedeva sui campi veri.
Ma quanto mi divertivo, porca zozza, ma quanto.
Ferretti era davvero una persona squisita, soave, allegra, nonostante una vita non credo facile: il padre, autentico filibustiere, l'aveva lasciato da bambino per rifarsi una nuova vita in sudamerica con la sciantosissima Doris Duranti. Proprio a Mario Ferretti, forse simpatizzante Laziale pure lui, si deve la mitica radiocronaca del giro d'Italia dove, all'apertura del collegamento, pronunciò la celebre frase:«Un uomo solo è al comando, la sua maglia è bianco-celeste, il suo nome è Fausto Coppi» (Coppi aveva la tessera n. 9 della SS Lazio Ciciclismo 1945).
Che riposi in pace.
APPLAUSI

PabloHoney

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Citazione di: Il nostro Giorgione il 22 Mag 2020, 18:19
Mi addolora molto la perdita di Claudio Ferretti. Splendida figura di Laziale e pezzo della meglio gioventù di tantissimi di noi.
Difficile spiegare oggi, per chi non ha vissuto i tempi della radio e di 90° minuto, cosa significasse il rito complessivo della domenica. Per me, era la messa, le partite a biliardino all'oratorio, la passeggiata col papà (finalmente) a riposo per comprare le "paste" (ma chi le chiama più così!) in pasticceria, il pranzo (anche qui, finalmente) "buono"; la fuga col boccone ancora in bocca per la partita all'oratorio delle 2 (non potevi far tardi, perché faceva buio presto, e comunque dopo qualcosa dovevi fare pur per la casa o per la scuola); la radiolina accesa a tutto volume sul muretto: perchè noi tutti in campo volevamo sentire - durante la nostra partitella tra polvere, pali di ferro, buche, sassi e palloni di pietra con la camera d'aria mezza di fuori - cosa succedeva sui campi veri.
Ma quanto mi divertivo, porca zozza, ma quanto.
Ferretti era davvero una persona squisita, soave, allegra, nonostante una vita non credo facile: il padre, autentico filibustiere, l'aveva lasciato da bambino per rifarsi una nuova vita in sudamerica con la sciantosissima Doris Duranti. Proprio a Mario Ferretti, forse simpatizzante Laziale pure lui, si deve la mitica radiocronaca del giro d'Italia dove, all'apertura del collegamento, pronunciò la celebre frase:«Un uomo solo è al comando, la sua maglia è bianco-celeste, il suo nome è Fausto Coppi» (Coppi aveva la tessera n. 9 della SS Lazio Ciciclismo 1945).
Che riposi in pace.

bel post ;)

novantatreesimo

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Citazione di: Il nostro Giorgione il 22 Mag 2020, 18:19
Mi addolora molto la perdita di Claudio Ferretti. Splendida figura di Laziale e pezzo della meglio gioventù di tantissimi di noi.
Difficile spiegare oggi, per chi non ha vissuto i tempi della radio e di 90° minuto, cosa significasse il rito complessivo della domenica. Per me, era la messa, le partite a biliardino all'oratorio, la passeggiata col papà (finalmente) a riposo per comprare le "paste" (ma chi le chiama più così!) in pasticceria, il pranzo (anche qui, finalmente) "buono"; la fuga col boccone ancora in bocca per la partita all'oratorio delle 2 (non potevi far tardi, perché faceva buio presto, e comunque dopo qualcosa dovevi fare pur per la casa o per la scuola); la radiolina accesa a tutto volume sul muretto: perchè noi tutti in campo volevamo sentire - durante la nostra partitella tra polvere, pali di ferro, buche, sassi e palloni di pietra con la camera d'aria mezza di fuori - cosa succedeva sui campi veri.
Ma quanto mi divertivo, porca zozza, ma quanto.
Ferretti era davvero una persona squisita, soave, allegra, nonostante una vita non credo facile: il padre, autentico filibustiere, l'aveva lasciato da bambino per rifarsi una nuova vita in sudamerica con la sciantosissima Doris Duranti. Proprio a Mario Ferretti, forse simpatizzante Laziale pure lui, si deve la mitica radiocronaca del giro d'Italia dove, all'apertura del collegamento, pronunciò la celebre frase:«Un uomo solo è al comando, la sua maglia è bianco-celeste, il suo nome è Fausto Coppi» (Coppi aveva la tessera n. 9 della SS Lazio Ciciclismo 1945).
Che riposi in pace.


Forse era la maglia della Bianchi.
Quando Coppi corse per la Lazio, nel 1945, dovette sempre indossare la maglia arancione del costruttore Nulli, ai tempi esisteva la possibilità della doppia affiliazione e Coppi non indossò la maglia sociale del sodalizio ma quella dello sponsor. Serse invece, il fratello, vesti' la maglia della Lazio ciclismo.

LaFonte

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Citazione di: Il nostro Giorgione il 22 Mag 2020, 18:19
Mi addolora molto la perdita di Claudio Ferretti. Splendida figura di Laziale e pezzo della meglio gioventù di tantissimi di noi.
Difficile spiegare oggi, per chi non ha vissuto i tempi della radio e di 90° minuto, cosa significasse il rito complessivo della domenica. Per me, era la messa, le partite a biliardino all'oratorio, la passeggiata col papà (finalmente) a riposo per comprare le "paste" (ma chi le chiama più così!) in pasticceria, il pranzo (anche qui, finalmente) "buono"; la fuga col boccone ancora in bocca per la partita all'oratorio delle 2 (non potevi far tardi, perché faceva buio presto, e comunque dopo qualcosa dovevi fare pur per la casa o per la scuola); la radiolina accesa a tutto volume sul muretto: perchè noi tutti in campo volevamo sentire - durante la nostra partitella tra polvere, pali di ferro, buche, sassi e palloni di pietra con la camera d'aria mezza di fuori - cosa succedeva sui campi veri.
Ma quanto mi divertivo, porca zozza, ma quanto.
Ferretti era davvero una persona squisita, soave, allegra, nonostante una vita non credo facile: il padre, autentico filibustiere, l'aveva lasciato da bambino per rifarsi una nuova vita in sudamerica con la sciantosissima Doris Duranti. Proprio a Mario Ferretti, forse simpatizzante Laziale pure lui, si deve la mitica radiocronaca del giro d'Italia dove, all'apertura del collegamento, pronunciò la celebre frase:«Un uomo solo è al comando, la sua maglia è bianco-celeste, il suo nome è Fausto Coppi» (Coppi aveva la tessera n. 9 della SS Lazio Ciciclismo 1945).
Che riposi in pace.

Sembrano i miei ricordi. Solo che noi giocavamo la mattina perchè di pomeriggio i campi li usavano i maschi quindi mi ascoltavo la radio con calma.

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zorba

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(Dalla rassegna stampa di oggi)

L'intervista - Il conduttore tv ha sposato l'iniziativa lanciata dal club

Papi: «Sono scaramantico ma la Lazio è fortissima» (Corriere dello Sport)

«All'Olimpico ci sarà anche il mio avatar, spero che i giocatori apprezzino gli sforzi dei tifosi»

di Carlo Roscito
Roma


Enrico Papi, presentatore e mattatore della tv italiana. Sagoma quasi per osmosi: la passione di papà ha finito per incidere sulla sua vita. Sarà uno degli avatar all'Olimpico per l'iniziativa "Tu non sarai mai sola", studiata dalla Lazio in collaborazione con la Croce Rossa Italiana.

Papi, anche lei avrà un seggiolino tutto per sé...
«Sono molto affezionato a questa squadra, mio padre è un grandissimo laziale. Un tifoso doc, uno puro. Quando ero bambino mi portava sempre allo stadio, ancora oggi andiamo a vedere i derby insieme. Mi sono legato alla Lazio per lui: un uomo preciso, sempre in giacca e cravatta, eppure allo stadio si trasforma e si scatena. Diventa un altro. Il pensiero di occupare uno spazio all'Olimpico e in Tribuna Monte Mario, seppur in modo virtuale, mi rende veramente felice».

Un doppio obiettivo: supportare la squadra e fare beneficenza.
«Una bella idea. Reale o "cartonata", in questo modo i tifosi riescono a far sentire la propria presenza. E' un gesto importante, spero che i calciatori apprezzino la volontà dei supporter di esserci comunque. Per molti non poter andare allo stadio rappresenta una grande privazione».

Quanto sono importanti queste iniziative in un momento così complicato?
«E' sempre qualcosa di positivo dare una mano agli altri o cercare di migliorare la vita della società. Lo sport, come la musica, lega le persone in modo trasversale nonostante le divisioni comportate dalla fede. Bello unire la solidarietà a eventi di divertimento come una partita di calcio».

Come è stato condizionato il suo lavoro dal coronavirus? Anche le sue trasmissioni sono andate avanti a porte chiuse?
«Siamo stati "fortunati": nel momento in cui la situazione a Milano stava diventando delicata, abbiamo registrato più puntate possibili. Avremmo dovuto realizzare anche un altro programma, cosa che però non siamo riusciti a fare. Ma "Guess my age" l'abbiamo chiuso rapidamente».

Un giudizio sulla Lazio di Simone Inzaghi. È stata musica da "Sarabanda" fino alla sospensione...
«Penso che ci siano tutte le prerogative per vincere lo scudetto. Sono un tipo molto scaramantico, però la squadra è arrivata allo stop facendo un grandissimo campionato».

Chi l'avrebbe mai creso?!?



E' proprio il caso di dirlo: di Papi in figlio...

:) :) :)


biancocelestedentro

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Stamattina mi è capitato di vedere un filmato di Lazio-Taranto 3-1 del 1988 pubblicato sulla pagina facebook Laziali On Air. All'inizio c'è una carrellata di volti noti in tribuna monte mario, tra gli altri appaiono a un certo punto Ottaviano del Turco e Mino Reitano. Sapevo di Del Turco, non sapevo, oppure avevo rimosso, di Mino Reitano tifoso della Lazio. Ho fatto una ricerca su questo sito, non ho trovato post di questo topic in cui vengono nominati ma non sono sicuro di avere cercato bene. Il povero Reitano, che ha anche una pagina dedicata su LazioWiki, ha cantato l'inno "Cent'anni insieme" con gli altri artisti che hanno partecipato.

http://www.laziowiki.org/wiki/Reitano_Mino

PabloHoney

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Citazione di: biancocelestedentro il 22 Giu 2020, 13:46
Stamattina mi è capitato di vedere un filmato di Lazio-Taranto 3-1 del 1988 pubblicato sulla pagina facebook Laziali On Air. All'inizio c'è una carrellata di volti noti in tribuna monte mario, tra gli altri appaiono a un certo punto Ottaviano del Turco e Mino Reitano. Sapevo di Del Turco, non sapevo, oppure avevo rimosso, di Mino Reitano tifoso della Lazio. Ho fatto una ricerca su questo sito, non ho trovato post di questo topic in cui vengono nominati ma non sono sicuro di avere cercato bene. Il povero Reitano, che ha anche una pagina dedicata su LazioWiki, ha cantato l'inno "Cent'anni insieme" con gli altri artisti che hanno partecipato.

http://www.laziowiki.org/wiki/Reitano_Mino

Pare lo fosse 🤗

pontello

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Ho trovato questo:
Mino Reitano era un agguerrito tifoso della Reggina e dell'Inter. Per la squadra nerazzurra, nel 1980, compose l'inno Alè Inter, ma la sua 'attività' in abito calcistico non si ridusse alla sua squadra del cuore. Di fatto, nel 2000 incise l'inno della Lazio in occasione del suo centenario.

Fonte: https://www.ilsussidiario.net/news/cinema-televisione-e-media/2017/8/18/mino-reitano-il-cantante-dell-amore-e-del-romanticismo-techetechete/778412/

Prendetela con le pinze, ma mi sembra di ricordare che simpatizzasse molto per i nostri colori, anche  per antipatia verso i fusi...

GP

Tarallo

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Che qualcuno chiarisca, per favore, perche' l'ansia mi sta sopraffacendo.

Daniela

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Citazione di: Tarallo il 22 Giu 2020, 18:16
Che qualcuno chiarisca, per favore, perche' l'ansia mi sta sopraffacendo.

immagino :D

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Hicks

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Ricordo che in uno scherzo telefonico in cui gli fecero credere fosse Berlusconi a chiamarlo, disse con entusiasmo di essere milanista..

Con affetto per il buon Mino, mi sa tifasse un po' per tutti..

biancocelestedentro

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Comunque era presente in tribuna a Lazio-Taranto, questo è poco ma è sicuro. La voce a lui dedicata su wikipedia riporta nella discografia un "Alé Reggina" del 1981. Non riesco a trovare il brano sul tubo e sto più in ansia di Tarallo.
Di Mino Reitano ricordo un concerto che fece in una festa dell'amicizia al mio paese quando ero bambino e me lo ricordo come un bel concerto di uno che sapeva tenere il palco (quest'ultima cosa ovviamente l'ho pensata più in là con gli anni).


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