Nella lista non ho visto il primo Laziale che la storia ricordi, anche se ancora non lo sapeva.
Remo!
Quando lui e Romolo si piazzarono sul Campidoglio per "scrutare gli auspici" in modo da sapere chi doveva essere il primo Re di Roma
"Remo per primo vide il segno di sei aquile;
ma, quando l'augurio era stato annunciato, dodici aquile apparvero a Romolo (Livio 1/7)".
Quindi Remo per primo vede il segno divino per rivendicare il suo diritto al trono (le sei aquile).
Romolo però cambia le regole in corsa (vedi Nakata) e dice che non vale arrivare prima ma essere "deppiù" (castica nota oggi come "Sindrome del Circo Massimo") ed allora, approfittando degli agganci politici con gli aruspici, dice di averne viste dodici.
Mentre afferma questo dà una mazzaroccata in testa la fratello ma contemporaneamente si dichiara "parte lesa" perchè è la testa che va verso la mazza e non il contrario.
Gli aruspici sottoscrivono ed ammoniscono Remo per gioco pericoloso.
Per effetto della precedente ammonizione per non aver chiamato la città "Rema" pur essendo arrivato prima, Remo viene espulso e finito sul posto.
Romolo fonde il suo "pomerio" con quello, più grande, tracciato dal fratello e proclama il segno lasciato nel terreno come suolo sacro della nuova città voluta dagli dei: Roma.
Più Laziale de così.....