Lo posto qui che mi pare abbastanza in topic
Quella strana atmosfera che aleggia intorno a Zàrate...
25.01.2011 14:13 di Daniele Baldini articolo letto 2470 volte
Fonte: Il Messaggero
Quel pallone lanciato da Maurito sulla testa di Rubin e tutto quello che è avvenuto con Moras, Di Vaio e l'assistente di Rocchi, è la sintesi di un malumore che il ragazzo argentino vive da un po' di tempo. Dire da quanto esattamente è arduo, ma probabilmente le parole di Reja e la panchina di Bologna hanno fatto venir fuori il malessere. Il nervosismo per non esser più quello di un tempo, con giocate e prestazioni che vanno troppo ad intermittenza, ma anche e soprattutto per la strana atmosfera che aleggia attorno a questo ragazzo che, vista la situazione, si è un po' colpevolmente isolato e adagiato. Un giocatore importante per la Lazio, forse il più importante e quello dotato di maggior classe, ma gran parte delle responsabilità per come stanno andando le cose sono da attribuire a lui. La sfuriata di Edy dopo la Roma, magari troppo caricata, se non altro perché si trattava del post-derby, aveva uno scopo ben preciso, ovvero non certo colpevolizzare il giocatore per la sconfitta, bensì lanciare un segnale pubblico allo stesso Zarate: ora basta o cambi davvero o stavolta sei fuori. Le parole pronunciate da Reja, prima e dopo la stracittadina, inoltre, non sono altro che il pensiero della maggior parte dei compagni (che sono stanchi), soprattutto quando si parla di «atteggiamenti e comportamenti». Concetti ribaditi anche dopo il derby. Si può obiettare: perché scegliere una conferenza pubblica invece di parlarsi in faccia dentro gli spogliatoi? Semplice, perché tutto ciò era già stato detto all'interno del gruppo e delle stanze di Formello, e tante di quelle volte che si farebbe fatica a contarle. Cambiamenti? Zero. Oltre all'allenatore, ci sono stati giocatori esperti e di un certo carisma, da Ledesma a Brocchi, da Mauri a Rocchi e Scaloni, che più di una volta hanno provato a parlare con Maurito. Con l'intenzione di responsabilizzarlo: la squadra, l'allenatore e la società tengono a Zarate e sanno che con lui si può arrivare in alto, a patto che si integri nel gruppo e rispetti le regole sia in partita ma anche in allenamento.
Quello che fa infuriare Reja e qualche compagno, ad esempio, è che durante la settimana a volte Maurito appare quasi svogliato, come se facesse un favore agli altri. «Sì avete ragione, ho capito grazie», la risposta del giocatore. Poi, passato qualche giorno, la storia si ripete. Ora c'è un bivio e, forse, queste tre giornate di stop, che restano un danno enorme, potrebbero anche rivelarsi una manna e far riflettere Maurito. Un talento che dal 2009 si è perso e si deve ancora ritrovare del tutto.