Resto convinto della validità del paragone che avevo proposto prima di domenica. Questa manifestazione - un successo per gli organizzatori - nasce da un atteggiamento del tipo 5 stelle. Un V-day laziale, centrato sulla ripulsa per una dirigenza, ma senza proposte.
Le "proposte" comparse in seguito - un programma a posteriori, ancora tutto da definire - sono accessorie. Il tema dominante è l'avversione nei confronti di Lotito. Così come i seguaci del 5 stelle, di estrazioni molto diverse, sono accomunati da un sentimento negativo, anzichè positivo, come servirebbe per migliorare le cose.
E' per questo che Grillo li tiene lontani da ogni possibile coinvolgimento nel governo delle cose: apparirebbero inadeguati al compito. In compenso, favorisce la creazione di centinaia di liste locali in cui si infilano personaggi di ogni tipo, riservandosi di esercitare un potere di veto sulle candidature. Sta nascendo un ceto politico che vive d'immagine e di protesta, ma incapace di dare un contributo costruttivo alla vita del paese.
Gli organizzatori della protesta di ieri, che hanno dimostrato notevoli capacità organizzative, rischiano di restare prigionieri della stessa situazione, di quel sentimento negativo che hanno sfruttato così bene. La quasi unanimità che si manifesta nell'opposizione sparirà quando si tratterà di fare delle scelte di governo. Già ora sono comparse proposte irrealizzabili, vedi Flaminio, che sarebbe troppo facile smontare pubblicamente.
Vedremo cosa seguirà al LV-day (LotitoVattene-day), sperando che la squadra venga tenuta al riparo da tutto questo.
Basterebbe, per chi vuole contestare, farlo prima della partita, durante l'intervallo, e dopo la fine.
Soprattutto i nostri giovani vivrebbero molto meglio.
E magari rimarrebbero con noi qualche annetto in più.
Quale giovane vorrebbe giocare su un campo in sui i tifosi invece di incitare i giocatori passano il tempo ad insultare i dirigenti?