Quel 21 Giugno

Aperto da radar, 21 Giu 2024, 11:47

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above us only sky

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Lazionetter
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Non intervengo sul forum da diverso tempo, vivo con enorme sofferenza un amore che sento mi ha definitivamente tradito, mi domando come sia possibile la condivisione di una passione tanto grande con gente che inneggia al fascismo
Poi arriva il 26 maggio, poi il 21 giugno...
Ho pensato a lungo se riproporre o meno quello che scrissi alcuni anni fa, chiedo scusa in anticipo per la lunghezza del post e se qualcuno ci legga solo retorica e autoreferenzialità (perché è quello che oggi sospetto possa emergere). La verità è che quel sentimento, nonostante tutto, è incancellabile

Sono del '67, ero un ragazzo.
Andai allo stadio da solo, al diavolo le liturgie, niente più scaramanzie, da solo senza la consueta compagnia dei miei 3 amici di sempre. Vissi quella giornata completamente da solo, dalla mattina fino al momento di entrare allo stadio, non ricordo quante ore prima. A casa rimasi tutto il tempo da solo, neanche una parola con mio padre, laziale di vecchissimo corso, solo sguardi di amore e paura, neanche una parola con mia madre, troppo preoccupata per la nostra salute. Le mie sorelle, più grandi di me, non capivano ma erano in silenzio anche loro. Feci il solito percorso da Via Ferrari allo stadio da solo, totalmente incurante di quello che poteva succedere intorno a me. Anche fuori dallo stadio, brulicante di potenziali infartuati, ero assolutamente da solo. Poi salii le scalette e... chi c'era non lo potrà mai dimenticare, chi non c'era non potrà mai capirlo... 80.000 persone in un'anima sola, un popolo che respirava con dignità ed orgoglio al ritmo di un unico battito, il cuore un metronomo che batteva tanto forte da fare male al petto... dopo un'attesa durata anni finalmente entrarono in campo, attraverso le lacrime vidi sfocate solo le maglie biancocelesti... la partita l'ho rimossa, la vissi in uno stato comatoso dal quale mi risvegliai soltanto a 6 minuti dalla morte sportiva... cross, rinvio sbilenco, apertura a sinistra, tiro disperato... 2, 3, 4 secondi durante i quali la palla sparì chissà dove, quell'unico immenso cuore si fermò, calò un silenzio improvviso ed assordante, il popolo rimase in apnea come se venisse strangolato... poi... la palla riapparì in fondo alla rete, gonfiò la rete e gonfiò quel povero vecchio cuore di un amore e di una felicità indelebili, gonfiò quell'unica immensa anima di un'emozione indescrivibile, gonfiò 160.000 occhi di lacrime di gioia che tornano calde a rigare i volti ogni volta che riaffiora il ricordo...lo stadio esplose come mai era esploso prima, come mai sarebbe esploso dopo, come mai potrà esplodere in futuro in qualsiasi posto del mondo... bandiere e sciarpe lo inghiottirono e lo mimetizzarono con i colori del cielo... mi ritrovai abbracciato ad una ragazza, bellissima, che mi stringeva  strettissimo singhiozzando sul mio petto e sussurrando con un filo di voce "gooooooooooooooooool"... avrebbe voluto gridare, ma dovetti chinare la testa su di lei per sentire, sommesso, quel suono impercettibile: "gooooooooooooooooool"..., poi alzò la testa, mi sorrise tra le lacrime e con voce ancora più flebile sussurrò qualcosa... non l'ho più vista, non ho mai saputo quale fosse il suo nome, non ho mai saputo cosa avesse sussurrato... ripresi la strada di casa, dallo stadio a Via Ferrari completamente da solo, la gente impazzita intorno a me alzava al cielo bandiere e canti... mio padre, gli occhi umidi che tradivano le lacrime asciugate in fretta, mi accolse senza parole, con un abbraccio che non potrò mai più dimenticare... mia madre aveva il volto felice di chi è felice perchè sono felici le persone che ama... le mie sorelle non capirono ma sorrisero felici anche loro...
Solo la sera seppi che quando la palla sparì finì tra i piedi di Giuliano Fiorini e che fu lui a spingerla in fondo alla rete...

PARISsn

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io stavo facendo il corso sottufficiali presso la scuola dell' Aeronautica di Caserta, ero in una stanza attaccato alla radiolina con un collega lazialissimo di Ferentino ( con il quale  poi andai a vedermi gli spareggi a Napoli ), a 10 minuti dalla fine persi le speranze e decisi di uscire, anche perche avevamo solo 2 ore di libera uscita e avevo commissioni da fare, avevo appena sceso le scale e  imboccato il vialetto dell'uscita quando dalla finestra si affaccio il collega gridando " ha segnato Fioriniiiiii "...tornai indietro di corsa e sti cazzi della libera uscita, ascoltammo abbracciati quegli ultimi minuti .... :=))

geddie

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Citazione di: Il nostro Giorgione il 21 Giu 2024, 13:06
Anche io in sud.... eravamo una massa pazzesca e non capimmo nulla (io stavo pure in basso basso, quasi dietro la porta), siamo partiti almeno un secondo dopo il gol  :roll: :roll: :roll: :roll: :roll: :roll: :roll: :roll: :roll: :roll:
Io ero in alto. Ricordo distintamente l'amico accanto mormorare "oh e' goal".Un attimo prima del boato. :band1: :band9: :band2:

italicbold

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Io ero in piena curva nord. Al centro. Ero in bilico in piedi tra due seggiolini (erano di cemento a quell'epoca) all'ultima fila del settore centrale. Dietro di me c'era il passaggio.
Ricordo distintamente un ragazzo che da qualche minuto aveva smesso di guardare, forse bestemmiava in silenzio, e camminava nervosamente senza vedere la partita. Non la vedeva. Avevamo tutti un po' perso la speranza. Ogni tanto mi giravo e lui camminava avanti e indietro.
Al gol, che non vide, preso lo slancio con il primo seggiolino e fece un salto allucinante per planare sopra la massa di persone che cominciava ad aggrovigliarsi. Una cosa tipo salto triplo con atterraggio sulle teste di quelli che mi stavano davanti. Sicuramente si fece male, ma nessuno sentiva dolore.
Ci aggrovigliammo tutti in un abbraccio che duro minuti. Io, alla fine, non avevo più nessun bottone alla camicetta che avevo. Erano tutti volati via.

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Aquila Romana

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Citazione di: italicbold il 24 Giu 2024, 11:15
Io ero in piena curva nord. Al centro.

Eravamo a una decina di metri di distanza, io in quegli anni ero sul muretto ("addetto ai tamburi degli ES"  :) )

Citazione di: italicbold il 24 Giu 2024, 11:15
Sicuramente si fece male, ma nessuno sentiva dolore.

Bella questa :=)) In effetti dopo il gol ci furono un paio di minuti di caos selvaggio..

italicbold

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maumarta

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Tribuna Tevere, lato Curva Nord.
Il biancoceleste della Lazio di fronte, quello degli occhi di papà alle spalle.
Mi mancano tutti e due... da morire.

Conte_Oliver

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mai sentito un boato più forte ad un gol...

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DonPablo

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Lazionetter newbie
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Anche io in curva sud, con mio padre
Sembrava che non potesse entrare quella palla, pooi il goal, Grazie.

biancocelestedentro

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Lazionetter
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Mi è passato per la mente che tra tutti quelli che si misero a piangere quel giorno probabilmente va annoverato anche qualcuno di quel centinaio di tifosi del Vicenza che si presentarono all'Olimpico per sostenere la propria squadra. Sistemati nel solito distinto della sud verso la Monte Mario, all'inizio visibili, finirono inevitabilmente per venire assorbiti dalla marea laziale che invase tutti gli interstizi delle tribune, almeno dalla nord ricordo che a un certo punto non si videro più,  che a sentirsi non si sarebbero sentiti neanche in uno stadio mezzo vuoto.
Tornando a casa in macchina, dopo la partita, passammo vicino a un loro pullman. Incrociai lo sguardo con una ragazza riccia seduta dietro. Iniziai a cantare "serie C, serie C!" rivolto verso di lei. La tipa comprese e a gesti e usando l'alfabeto muto mi rispose che poi in C ci saremmo andati anche noi. Risposi a mia volta con un ampio sorriso e un gesto della mano che nelle mie intenzioni voleva significare qualcosa come "credici pure, mi fai sorridere".
Tutto sommato andò vicino ad avere ragione. Ma non l'ebbe.

COLDILANA61

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Lazionetter
* 17.367
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Lo scrissi tanto tempo fa .

Riassunto :

739 Km da Roma .
Senza radio .
Senza contatti .
Fino al mattino del 22 .
Quando lo seppi entrando in ufficio .
Ero già lontano da Roma .

jailbreak

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Lazionetter
* 7.237
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Quel giorno  :asrm
ai massimi livelli

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sharp

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Citazione di: Il biondo il 21 Giu 2024, 12:06
curva sud (a quei tempi non c'era ancora la Nord).  :ssl :ssl :ssl
Grazie Giuliano

azzo io stavo in nord , ma che era un metaverso  :o :o :o

sharp

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Lazionetter
* 29.559
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tra l'altro quel giorno , se possibile da misurare, ci fu l'urlo "goal" più lungo della storia del calcio,
ricordo che durò alcuni minuti , ancora ricordo perfettamente che dopo circa 80 minuti di assedio e parate di un tizio (del bianco o una cosa simile) che aveva superato abbondantemente i 30 , e che mi par di ricordare quasi mai giocato tra i prof (o comunque con poche presenze) che quel giorno si era trasformato in un novello Peter Parker, quando DioPoda calcia (malamente) verso l'aria e Giuliano , con un'azione da centravanti vero stoppa si gira e in caduta di quasi punta la butta nell'angolino ero a metà curva e quell'azione la ricorderò in eterno, poi l'urlo liberatorio che , appunto non finiva mai una cosa che solo chi era presente potrà capire

unicamenteLazio

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Lazionetter
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Chiedendo scusa a tutti coloro che c'erano quel giorno per questo accostamento, sono sicuro che se Lotito fosse stato all'Olimpico il 21 giugno 1987 sarebbe stato e sarebbe un presidente della Lazio migliore.

Since1900.

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Lazionetter
* 229
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Attaccato al vetro tra curva nord e distinti nord del vecchio olimpico.

Ero ragazzino ma al gol quel vetro si incrinò, complici altri non ragazzini.

Irishman

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Lazionetter
* 431
Registrato
16 anni
curva sud
in piedi
stadio impressionante
il caldo e i cappellini di carta di giornale
il baratro
il boato
le lacrime
i malori

Giuliano per sempre!


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