Quelle bandiere che non sventolano più

Aperto da Azzurra, 28 Giu 2013, 18:13

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yari

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[q. Ricordo di avere provato una gioia interiore per la prima convocazione di un giocatore della Lazio da quando seguivo il calcio in Nazionale: fu Angelo Gregucci, poi mai impiegato, per mio enorme dispiacere.


Gregucci in Nazionale me lo ricordo commentato alla radio la mattina mentre mio padre mi portava a scuola. Emozionante  :) E se non sbaglio la partita fu contro la Russia (credo gia' si chiamasse così) nel '91

Al pari di Beppe-gol mi ricordo la tournee americana della Nazionale nell'estate '92. Decise due partite con due bombe delle sue su punizione. I giornali tutti per lui. Lo avevamo appena comprato noi!

Omar65

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Citazione di: ralphmalph il 28 Giu 2013, 20:25
Nel 74 avevo dieci anni. Lo adoravo Giorgione, lo adorava pure mio padre che ancora oggi è il laziale distaccato che è sempre stato. Ecco, ricordo che pure a lui si illuminavano gli occhi quando c'era Chinaglia, in tv, in foto, sul giornale.
Che bandiera che è stata Giorgio Chinaglia! Ha davvero rappresentato il riscatto del popolo laziale.
Ma le mie bandiere si sono ammainate presto, in pochi anni. Prima la fuga di Chinaglia in America, poi quando mi sono innamorato del più grande attaccante visto giocare con la nostra maglia dopo qualche anno me l'ha portato via il calcio scommesse. Per tutto il resto c'è stato Signori

A noi c'hanno ammazzato da piccoli....  :(

Neal

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Bruno Giordano

Veniva dal vivaio, era laziale, era romano anzi tresteverino.
Campione d'Italia primavera poi, poco più che ragazzino, il Maestro gli consegnò la maglia di Chinaglia (ripeto: allenatore Maestrelli e maglia di Chinaglia).

Poi era forte davvero. Dribbling, destro, sinistro. Fu capocannoniere in serie A e fu irriverente nella doppietta contro Zoff e una juve, altrimenti e per tutti gli altri, imbattibile.
Capisco chi rimpiange il calcio romantico del passato, andavo allo stadio solo per vedere i suoi gol, solo per cantare "lode a te, brunogiordano".

Per quanto mi riguarda le bandiere nel calcio finirono a Pescara nel marzo del 1980.
Oggi ne ho solo una biancoceleste con un'aquila al centro.

(e mi godo i gol di una grande professionista come Klose, uno che prima o poi se ne tornerà a casa con il mio massimo rispetto e riconoscenza, un po' di soldi e nessun rimpianto)

Rivolazionario

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Rispondo alla domanda di Dusk sui rigori.
E' vero ne sbagliavamo parecchio.
Ricordo che, con un compagno di classe facevamo una imitazione di Zoff, e fingevamo un'intervista in cui, dichiarava: "Certo se non avessimo Sosa che su 5 rigori ne sbaglia 8".
E subivamo delle rimonte ai limiti dell'assurdo.
Ne ricordo una col Napoli, dove a meno di 10 minuti della fine, vincevamo 3 a 1.
Ci ripresero sul 3 a 3.

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Alcares

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Citazione di: Rivolazionario il 01 Lug 2013, 00:58
Rispondo alla domanda di Dusk sui rigori.
E' vero ne sbagliavamo parecchio.
Ricordo che, con un compagno di classe facevamo una imitazione di Zoff, e fingevamo un'intervista in cui, dichiarava: "Certo se non avessimo Sosa che su 5 rigori ne sbaglia 8".
E subivamo delle rimonte ai limiti dell'assurdo.
Ne ricordo una col Napoli, dove a meno di 10 minuti della fine, vincevamo 3 a 1.
Ci ripresero sul 3 a 3.
Maledetto Benny Carbone!

sharp

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Citazione di: marcantonio il 28 Giu 2013, 21:28
Concetti incomprensibili oggi - tempo in cui tutto è cambiato: anch'io oggi vedo solo "la maglia" e mi faccio forte di un sano-insano cinismo che non avrei mai immaginato in passato di poter arrivare ad avere - ma chiarissimi un tempo.

Quel giocatore rappresentativo con cui ci identificavamo, che diventava il nostro eroe, il nostro punto di riferimento...

Piccolo segreto: Beppe Signori fu l'unico che fu capace di farmi tradire la Lazio. Quando venne ceduto alla Sampdoria in cambio di Mancini (scambio che alla lunga si dimostrò più che vantaggioso, ma il cuore di ragione non ne vuol sentir parlare) disertai l'Olimpico e mi iscrissi al Doria Club di Roma (sì, esiste). Mi feci tutte le trasferte a Genova, a Marassi, per veder giocare lui (che poi tra l'altro si integrò malissimo, si fece anche male quasi sùbito, ma tant'è).

Per me veniva prima l'uomo e poi la maglia. Adesso è vero il contrario. Probabilmente è un bene. Probabilmente.
Concetti incomprensibili oggi - tempo in cui tutto è cambiato: anch'io oggi vedo solo "la maglia" e mi faccio forte di un sano-insano cinismo che non avrei mai immaginato in passato di poter arrivare ad avere - ma chiarissimi un tempo.

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Quando venne ceduto alla Sampdoria in cambio di Mancini
(scambio che alla lunga si dimostrò più che vantaggioso, ma il cuore di ragione non ne vuol sentir parlare)

.................................
[/quote]

ma sei sicuro di ciò  ???
io ricordo che Signori e Mancini furono alla Lazio contemporaneamente,
anche se dall'arrivo del Mancio,Beppe vide molto poco il campo

Rivolazionario

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Citazione di: sharp il 01 Lug 2013, 02:21
Concetti incomprensibili oggi - tempo in cui tutto è cambiato: anch'io oggi vedo solo "la maglia" e mi faccio forte di un sano-insano cinismo che non avrei mai immaginato in passato di poter arrivare ad avere - ma chiarissimi un tempo.

..............................

Quando venne ceduto alla Sampdoria in cambio di Mancini
(scambio che alla lunga si dimostrò più che vantaggioso, ma il cuore di ragione non ne vuol sentir parlare)

.................................


ma sei sicuro di ciò  ???
io ricordo che Signori e Mancini furono alla Lazio contemporaneamente,
anche se dall'arrivo del Mancio,Beppe vide molto poco il campo

Rettifico la dichiarazione di Marcantonio.
Signori venne ceduto dopo essersi scaldato al Prater di Vienna e non essere mai entrato.
La stagione 97\98 Mancini e Signori la cominciarono insieme.
Poi Signori passò alla ex squadra del Mancio.
Indossando il 29. ;)

sharp

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scusate il casino con il quote ma il pc si era impallato   :X( :=)) :p

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Rivolazionario

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Citazione di: sharp il 01 Lug 2013, 02:40
scusate il casino con il quote ma il pc si era impallato   :X( :=)) :p

Aggiungo, per avvalorare ulteriormente la mia dichiarazione, che Signori segno' un gol su rigore a Milano contro il Milan alla seconda di campionato, se non erro.

izio

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Citazione di: yari il 28 Giu 2013, 21:59
[q. Ricordo di avere provato una gioia interiore per la prima convocazione di un giocatore della Lazio da quando seguivo il calcio in Nazionale: fu Angelo Gregucci, poi mai impiegato, per mio enorme dispiacere.


Gregucci in Nazionale me lo ricordo commentato alla radio la mattina mentre mio padre mi portava a scuola. Emozionante  :) E se non sbaglio la partita fu contro la Russia (credo gia' si chiamasse così) nel '91


Confermo. La partita della nazionale era con la Russia.
All'Olimpico.
Ricordo che all'intervallo Gregucci (un mio idolo ai tempi) si tolse la tuta e ci fu un lungo applauso e un fremito.
Ma non entrò in campo.
Tolse la tuta per fare la foto.
L'intervista di Giampiero Galeazzi la ricordo ancora.

Confesso che mi emozionai davanti alla TV.

Azzurra

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Beppe Signori è stato il riscatto di una bambina cresciuta con la Lazio in serie B, non dimenticherò mai l'abbraccio di Baggio a Beppe con la frase "siamo in finale" in Usa94, il suo poster è ancora nella mia cameretta, Beppe ..

izio

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Signori per me rappresenta l'urlo strozzato in gola e poi esploso.
Andavo alle elementari (anni 80) e come me c'erano altri 'bambini' laziali con padri 'reduci' dall'impresa del '74.
Capitava di andare a giocare a casa dei miei compagni di classe e sugli scaffali da lavoro, nei tinelli erano attaccati poster con la Lazio Campione d'Italia 74.
Noi fermavamo il nostro 'gioco' e leggevamo i nomi di quella squadra.
Una volta il padre di un mio amico mi 'beccò' e cominciò a raccontarmi delle sue sortite allo stadio con mio padre.
"Fattelo raccontare (ovviamente mio padre lo aveva già abbondantemente fatto) di quando Chinaglia ruppe le mani al portiere con una pallonata e segnò. E Frustalupi che come lui non ce ne stavano. E Nanni che non se sapeva se era destro o sinistro"... e via per ore..
Erano gli anni 80. Io avevo la mia tuta acetata della "ennerre", l'unico in tutta la scuola, con lo sponsor "Seleco" che non toglievo mai.
E quell'altri, quelli di la, che sbraitavano per Sebbbino Nela, pe Brunetto etc...
E pensavo che non avrei mai avuto la possibilità di vedere anche io una Lazio con il tricolore sulle maglie o quantomeno una Lazio senza ferite che potesse almeno badare a se stessa.
Ma ho tirato avanti.
Fiero di essere laziale.
Fiero di non essere come 'loro'.
Poi gli anni 90 molte partite allo stadio e poi il mio primo abbonamento allo stadio come premio per il rendimento a scuola.
(dopo almeno un paio di anni di suppliche ai miei e altrettanti di 'perse speranze' un giorno mio padre chiama a casa e mi dice "Per ora niente curva ma Tevere Parterre Studenti. Ci vediamo stasera".)
Era l'anno in cui arrivava Beppe Signori.
E quel poster che mio padre, i padri dei miei amici avevano ancora attaccato nei loro 'sancta sanctorum' pensavo di poterlo avere anche io.
E l'ho avuto.
Di Signori all'Olimpico ricordo tutto ma i gol ai derby, Bergomi che fa le giravolte ma Beppe la mette sempre a quell'angolino, la corsa sotto l'ascella di Bruno e sempre l'angolino, il cross a Gazza, ma anche lo spettro Taglialatela sui rigori.
La cessione sventata al Parma seguita in Radio in macchina al ritorno dalle vacanze piangendo appoggiato al finestrino.
Vienna.
La Samp.
Un dolore forte anche se iniziavo a capire che era anche naturale e che forse il tempo era maturo.
E li ho capito che cosa teneva attaccati ancora quei poster del '74 mentre gli altri sbraitavano tra campionato e coppacampioni: l'aquila.
La maglia.
I colori.
Quelli dei nostri padri.




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matador72

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Signori arrivo' alla Lazio nell'estate del 92, io avevo 20 anni non ancora compiuti e la maturita' alle spalle.
Non so perchè ma mi affezionai subito a quel biondino dallo spiccato accento bergamasco.
Poi arrivarono i goal, molti visti dal vivo, le sue esultanze, ero a Marassi nel 94 quando dopo la rete al genoa venne contro alla vetrata del settore ospiti e a dividerci c'era solo il vetro.
Signori per me è stato l'orgoglio di avere in squadra un giocatore che tutti ammiravano ma che solo noi Laziali potevamop goderci al 100%.
Ricordo la rabbia per la cessione al parma e la gioia quando questa salto' e ricordo anche con rabbia e delusione quando ci lascio' per davvero.
Non ho mai imprecato quando da avversario ci puniva infilandosi tra le maglie della nostra difesa e sono stato contento che per la festa scudetto del 2000 lui fosse li all'olimpico, anche se con una maglia che non era biancoceleste.
Beppe è stata la mia bandiera .

sweeper77

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beppe fu l'unico, L'UNICO che come lo vedevi in una certa mattonella dicevi..E' GOL
incredibile, unico... il mio idolo, gli voglio un bene dell'anima anche oggi.
Peccato beppe, un trofeo dovevi alzarlo  :(

Azzurra

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Citazione di: sweeper77 il 01 Lug 2013, 12:09
beppe fu l'unico, L'UNICO che come lo vedevi in una certa mattonella dicevi..E' GOL
incredibile, unico... il mio idolo, gli voglio un bene dell'anima anche oggi.
Peccato beppe, un trofeo dovevi alzarlo  :(
ti quoto ;)

BoyRM76

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Citazione di: izio il 01 Lug 2013, 09:50
Signori per me rappresenta l'urlo strozzato in gola e poi esploso.
Andavo alle elementari (anni 80) e come me c'erano altri 'bambini' laziali con padri 'reduci' dall'impresa del '74.
Capitava di andare a giocare a casa dei miei compagni di classe e sugli scaffali da lavoro, nei tinelli erano attaccati poster con la Lazio Campione d'Italia 74.
Noi fermavamo il nostro 'gioco' e leggevamo i nomi di quella squadra.
Una volta il padre di un mio amico mi 'beccò' e cominciò a raccontarmi delle sue sortite allo stadio con mio padre.
"Fattelo raccontare (ovviamente mio padre lo aveva già abbondantemente fatto) di quando Chinaglia ruppe le mani al portiere con una pallonata e segnò. E Frustalupi che come lui non ce ne stavano. E Nanni che non se sapeva se era destro o sinistro"... e via per ore..
Erano gli anni 80. Io avevo la mia tuta acetata della "ennerre", l'unico in tutta la scuola, con lo sponsor "Seleco" che non toglievo mai.
E quell'altri, quelli di la, che sbraitavano per Sebbbino Nela, pe Brunetto etc...
E pensavo che non avrei mai avuto la possibilità di vedere anche io una Lazio con il tricolore sulle maglie o quantomeno una Lazio senza ferite che potesse almeno badare a se stessa.
Ma ho tirato avanti.
Fiero di essere laziale.
Fiero di non essere come 'loro'.
Poi gli anni 90 molte partite allo stadio e poi il mio primo abbonamento allo stadio come premio per il rendimento a scuola.
(dopo almeno un paio di anni di suppliche ai miei e altrettanti di 'perse speranze' un giorno mio padre chiama a casa e mi dice "Per ora niente curva ma Tevere Parterre Studenti. Ci vediamo stasera".)
Era l'anno in cui arrivava Beppe Signori.
E quel poster che mio padre, i padri dei miei amici avevano ancora attaccato nei loro 'sancta sanctorum' pensavo di poterlo avere anche io.
E l'ho avuto.
Di Signori all'Olimpico ricordo tutto ma i gol ai derby, Bergomi che fa le giravolte ma Beppe la mette sempre a quell'angolino, la corsa sotto l'ascella di Bruno e sempre l'angolino, il cross a Gazza, ma anche lo spettro Taglialatela sui rigori.
La cessione sventata al Parma seguita in Radio in macchina al ritorno dalle vacanze piangendo appoggiato al finestrino.
Vienna.
La Samp.
Un dolore forte anche se iniziavo a capire che era anche naturale e che forse il tempo era maturo.
E li ho capito che cosa teneva attaccati ancora quei poster del '74 mentre gli altri sbraitavano tra campionato e coppacampioni: l'aquila.
La maglia.
I colori.
Quelli dei nostri padri.

Stesso tuo percorso!  :ssl

todomodo

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Citazione di: izio il 01 Lug 2013, 09:50
Signori per me rappresenta l'urlo strozzato in gola e poi esploso.
Andavo alle elementari (anni 80) e come me c'erano altri 'bambini' laziali con padri 'reduci' dall'impresa del '74.
Capitava di andare a giocare a casa dei miei compagni di classe e sugli scaffali da lavoro, nei tinelli erano attaccati poster con la Lazio Campione d'Italia 74.
Noi fermavamo il nostro 'gioco' e leggevamo i nomi di quella squadra.
Una volta il padre di un mio amico mi 'beccò' e cominciò a raccontarmi delle sue sortite allo stadio con mio padre.
"Fattelo raccontare (ovviamente mio padre lo aveva già abbondantemente fatto) di quando Chinaglia ruppe le mani al portiere con una pallonata e segnò. E Frustalupi che come lui non ce ne stavano. E Nanni che non se sapeva se era destro o sinistro"... e via per ore..
Erano gli anni 80. Io avevo la mia tuta acetata della "ennerre", l'unico in tutta la scuola, con lo sponsor "Seleco" che non toglievo mai.
E quell'altri, quelli di la, che sbraitavano per Sebbbino Nela, pe Brunetto etc...
E pensavo che non avrei mai avuto la possibilità di vedere anche io una Lazio con il tricolore sulle maglie o quantomeno una Lazio senza ferite che potesse almeno badare a se stessa.
Ma ho tirato avanti.
Fiero di essere laziale.
Fiero di non essere come 'loro'.
Poi gli anni 90 molte partite allo stadio e poi il mio primo abbonamento allo stadio come premio per il rendimento a scuola.
(dopo almeno un paio di anni di suppliche ai miei e altrettanti di 'perse speranze' un giorno mio padre chiama a casa e mi dice "Per ora niente curva ma Tevere Parterre Studenti. Ci vediamo stasera".)
Era l'anno in cui arrivava Beppe Signori.
E quel poster che mio padre, i padri dei miei amici avevano ancora attaccato nei loro 'sancta sanctorum' pensavo di poterlo avere anche io.
E l'ho avuto.
Di Signori all'Olimpico ricordo tutto ma i gol ai derby, Bergomi che fa le giravolte ma Beppe la mette sempre a quell'angolino, la corsa sotto l'ascella di Bruno e sempre l'angolino, il cross a Gazza, ma anche lo spettro Taglialatela sui rigori.
La cessione sventata al Parma seguita in Radio in macchina al ritorno dalle vacanze piangendo appoggiato al finestrino.
Vienna.
La Samp.
Un dolore forte anche se iniziavo a capire che era anche naturale e che forse il tempo era maturo.
E li ho capito che cosa teneva attaccati ancora quei poster del '74 mentre gli altri sbraitavano tra campionato e coppacampioni: l'aquila.
La maglia.
I colori.
Quelli dei nostri padri.

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Ulissechina

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Citazione di: todomodo il 28 Giu 2013, 21:10
Beh, a 'sto punto daje...
Il mio idolo era Selmosson, raggioni di luna. :)

angeloadamo

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Citazione di: yari il 28 Giu 2013, 21:59
[q. Ricordo di avere provato una gioia interiore per la prima convocazione di un giocatore della Lazio da quando seguivo il calcio in Nazionale: fu Angelo Gregucci, poi mai impiegato, per mio enorme dispiacere.


Gregucci in Nazionale me lo ricordo commentato alla radio la mattina mentre mio padre mi portava a scuola. Emozionante  :) E se non sbaglio la partita fu contro la Russia (credo gia' si chiamasse così) nel '91

Al pari di Beppe-gol mi ricordo la tournee americana della Nazionale nell'estate '92. Decise due partite con due bombe delle sue su punizione. I giornali tutti per lui. Lo avevamo appena comprato noi!
Al mare in provincia di Taranto amici comuni me lo portarono alla mia festa del 16esimo compleanno nell'estate 1988, grande giocatore e grande uomo. Andai allo stadio a Italia-Russia con la sua gigantografia sulla bandiera tricolore e gli feci uno stricione che il CML mi aiuto' a srotolare.
La prima bandiera invece e' stato Vincenzino.

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