Noi ci spulciamo pagine e pagine di documenti per denunciarne tutte le incongruenze, ma l'impressione è che si sia pericolosi ed efficaci come pesci in un acquario.
Ci tirano dentro per l'ennesima volta. Cercano di toglierci quanto il campo ci ha dato. Noi pronti a condannare comportamenti sbagliati a prescindere dalla loro gravità, gli altri rassicurati dal fatto che tutta questa certosina applicazione nei loro confronti non ci sarà.
E se riparte co ariomadezzèman, mistificando anche la storia, negando quello che davvero fu, ariomadezzèman: 'na squadra demmerda. Più del solito, oserei dire.
E però stiamo all'angolo, come quando da bambini subivamo una prepotenza. Non so se a voi è capitato, ma a me si, di incontrare compagni di gioco che volessero farmi credere di avere qualcosa più di me. Qualche volta c'hanno provato a farmi passare per il brutto anatroccolo, che i bambini sono crudeli con l'ultimo arrivato.
In quei casi arrivava papà e nutriva le mie certezze. Di più, mi faceva un regalo, qualche volta anche se non se lo poteva permettere. Che son cose che si fanno, verso chi si ama.
"Tu sei bravo, tu te lo meriti" un bacio e passa tutto.
Non lo so perchè sto a scrive 'sta storia, scusateme, è uno sfogo e poco più.
Però adesso che insultano la mia storia, sui giornali, al lavoro, nei bar, per radio, sui social network, io c'avrei bisogno di un regalo. Uno solo: che la Lazio fosse proprio come la vorrei io.
Vorrei che Lotito si fosse messo le mani in tasca e in barba ad ogni fair play finanziario e mi avesse portato Capello. Un allenatore che aveva fatto meglio di Zeman proprio lì, a casa loro. Il più forte o quello che ci descrivono come tale. "Come proprio alla Lazio va?"
"Si. Alla Lazio. E Voi attaccatevearcatzo"
Vorrei che la Società avesse rispolverato il volto bello della nostra Storia. Insultano le nostre bandiere, che spesso e volentieri sono cadute nel fango. E allora dedichiamo il centro sportivo di Formello a Bob Lovati, che non costa niente ma vuol dire molto. Lo stadio non ce l'abbiamo, ma utilizziamo quello che passa il convento per ribadire che la nostra storia è fatta anche di gente come Bob, Silvio Piola, Mimmo Caso, Giuliano Fiorini, Alessandro Nesta, Diego Pablo Simeone. Gente che la fascia ce l'aveva sul cuore, prima che sul braccio.
Vorrei che si riportasse a casa Alessandro Nesta. Ormai è una pippa. E' fracico. E' der mìlan e nun ce vole (che me tocca sentì). Però è la faccia che vorrei avesse la mia Lazio. Pulita, onesta, sobria, vincente. Costa troppo? NOn vale la pena? E' un lusso? Vabbè, ma è un regalo, se me faccio i conti de che stamo a parlà?
Vorrei che una volta per tutte la Lazio e i suoi tifosi si ricompattassero, si sentissero tutti facenti parte dello stesso straordinario organismo. Tutti allo stadio. 40.000 abbonati e tutti con la bandiera. "Ma nun so depressi? delusi?" "No, so della Lazio!"
Dice "ma che co Pektovic?" "No, con la Lazio, come sempre".
Vorrei che si organizzasse un' amichevole col Bologna, o con il Modena, per la presentazione della nuova stagione, e che si desse l'incasso alle popolazioni che non c'hanno manco più un tetto sulla testa, altro che pallone. Famola 'na cosa bella, diamo sostanza ai nostri princìpi sportivi. Facciamo parlare di noi per qualcosa di bello.
Ma sono un laziale, mica un viziato. Lo so che non posso pretendere. Lo so che devo sapermi accontentare. Ma cazzo, quanto lo vorrei un regalo ogni tanto.