Sempre troppo tardi.
Giacomelli, l'Aia lo dismette: non sarà più arbitro per un rimborso di 70 euro
di Redazione Sport
L'incredibile storia del fischietto di Trieste, sospeso per oltre 12 mesi per rimborsi contestati per cifre irrisorie. Aveva 10 anni di carriera davanti, potrebbe ora far causa all'Aia per i mancati guadagni
Da giovedì 27 ottobre scorso Piero Giacomelli non è più arbitro e presumibilmente non lo sarà più. Come ricostruisce l'ex fischietto Gianpaolo Calvarese per «Calcio e Finanza», Giacomelli è stato dismesso per un rimborso contestato di 70 euro. Il fischietto di Trieste, 44 anni, potrà arbitrare solo in gare provinciali o di settore giovanile. C'è di più: secondo Calvarese, l'Aia rischia una causa da 1 milione e mezzo di euro se l'ormai ex arbitro procedesse con una richiesta che tra pagamenti in sospeso, potenziali guadagni futuri (Giacomelli aveva ancora 10 anni di carriera davanti, 5 anni da arbitro e altrettanti da Var) ed eventuali danni si aggirerebbe intorno a quella cifra.
Cosa è successo
Andiamo con ordine. Giacomelli nell'estate del 2021 finisce insieme al collega Davide Massa nelle maglie dei controlli incrociati di Figc e Aia per l'esatto importo di alcuni rimborsi chiesti per le trasferte . I due vengono sospesi: entrambi accettano la sanzione e patteggiano, venendo successivamente reintegrati. Passano pochi mesi e il 2 febbraio Giacomelli viene nuovamente sospeso, per 14 mesi, sempre per una questione legata ai rimborsi, con importo contestato di 70 euro. L'arbitro fa ricorso all'Aia che riduce la sospensione a 13 mesi.
Le ultime tappe
Si arriva così al Coni, ma intanto Giacomelli viene dismesso per aver accumulato più di 12 mesi di sospensione. Nella prima udienza, lo scorso 29 luglio, il Coni ritiene sproporzionata la pena inflitta a Giacomelli, obbligando l'Aia a riformulare il giudizio. Che viene modificato, ma solo di due mesi, da 13 a 11. In totale, considerando anche la sospensione di 47 giorni dell'estate 2021, Giacomelli supera i fatidici 12 mesi di sospensione e viene dismesso da incarichi nazionali. Il tutto confermato dall'ultima udienza, quella del 27 ottobre, con cui il Coni non ha accolto la richiesta di annullamento presentata dal fischietto. Giacomelli escluso per un rimborso di 70 euro. Che ora, però, secondo quanto riferito da Calvarese valuta una causa di risarcimento che si aggira su un milione e mezzo di euro.